Zuccheri: i limiti nei bambini per una vita sana

I bambini e gli adolescenti mangiano troppi zuccheri aggiunti.

Zuccheri: i limiti nei bambini per una vita sana

Il dato emerge da numerosi studi sulla correlazione tra zuccheri aggiunti e malattie cardiache.

Estathé, succhi di frutta industriali, bevande zuccherate gasate o meno, caramelle, biscotti, merendine. L’infanzia di molti bambini diventa un regno dorato addolcito dal tanto zucchero ingerito.

Lo zucchero aggiunto si può infatti presentare in diverse forme. Dal fruttosio, al destrosio, al succo di frutta, in piatti anche salati come hamburger e patatine industriali.

Tanto per fare alcuni esempi, una lattina di Coca Cola equivale a ingurgitare 9 cucchiaini di zucchero. Un semplice cono gelato confezionato contiene dai 15 ai 25 grammi di zucchero.

Il tipico bambino americano consuma circa il triplo della quantità raccomandata di zuccheri aggiunti. In Italia la situazione è molto simile.

Zuccheri aggiunti: calorie vuote

Questi alimenti industriali contengono quelle che sono definite “calorie vuote”. Cioè non associate cioè ad altri nutrienti benefici per l’organismo come proteine, carboidrati, vitamine, calcio.

I bambini che mangiano cibi con zuccheri aggiunti tendono a consumare minori quantità di cibi salutari come frutta, verdure, cereali integrali, latte e formaggi poveri di grassi che sono positivi per la salute del loro cuore.

Un regime alimentare troppo carico di zuccheri aggiunti è tra le cause di numerosi fattori di rischio cardiaci quali obesità, diabete, pressione e colesterolo in eccesso.

Le persone che hanno dal 17 al 21% delle calorie dagli zuccheri aggiunti hanno un rischio maggiore del 38% di morire per problemi cardiovascolari rispetto a chi ne ottiene l’8%.

Le linee guida dell’ American Heart Association

Per questo motivo l’American Heart Association, per la prima vola nella sua storia ha pubblicato delle linee guida sulle quantità di zucchero ottimale per i bambini.

I neonati sotto i due anni di età non dovrebbero mangiare cibi zuccherati.

A soddisfare le necessità alimentari basterebbero gli zuccheri naturalmente contenuti nel latte e nella frutta.

Fino all’età di otto anni la quantità massima di zucchero ammessa nella dieta sarebbe di soli 25 grammi al giorno, pari a sei cucchiaini da tè. Meglio se queste indicazioni valgono fino ai 18 anni di età.

Invece i bimbi italiani, in media, consumano 87 grammi di zuccheri. La media europea è 97 grammi al giorno.

Secondo le indicazioni dei cardiologi americani i bambini non dovrebbero superare il 5-10% della calorie giornaliere da zuccheri, mentre oggi tale percentuale arriva anche al 20%.

Le famiglie dovrebbero iniziare ad educare il gusto dei propri figli fin da piccoli perchè le loro abitudini e preferenze alimentari dureranno fino all’età adulta.

Sono raccomandazioni importanti che aiutano i genitori a sentirsi più sicuri limitando lo zucchero.

Ultimo campanello d’allarme arriva da uno studio, pubblicato sulla rivista Circulation, che mostra come mangiare cibi zuccherati durante l’infanzia aumenta in modo pericoloso il rischio di malattie cardiache, cardiovascolari e metaboliche.

Dolcificanti dietetici mai per i bambini

La risposta alla necessità di ridurre gli zuccheri potrebbe essere quella di ricorrere ad alimenti “senza zucchero” ma dolcificati con dolcificanti dietetici. Non è così.

Ricordate che non vanno somministrati alimenti con dolcificanti dietetici ai bambini fino a 3 anni. Alle donne in gravidanza e in allattamento. Ai bambini sopra i 3 anni è comunque sconsigliabile dare alimenti con dolcificanti dietetici.

Tutti i genitori devono essere consapevoli di questi dati.

Una sana ed equilibrata alimentazione parte dal primo giorno di vita. Così come la prevenzione delle malattie cardiache.

Per garantire benessere ai propri figli durante tutta la vita vi è la necessità di iniziare da subito. Evitando il più possibile gli zuccheri aggiunti. Che vanno sostituiti da latte, frutta, verdura e cereali integrali.


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