Vaccinazioni: il nuovo importante calendario 2016

E’ stato presentato il calendario delle vaccinazioni per la vita 2016 (vedi la tabella).

Vaccinazioni il nuovo calendario 2016

Le quattro società e associazioni medico-scientifiche che si occupano di vaccinazioni hanno elaborato e condiviso la terza edizione del calendario vaccinale per la vita. Sono state inserite importantissime indicazioni  anche per gli adulti.

Le società sono: Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG).

Non bisogna dimenticare che le vaccinazioni rappresentano l’unico strumento di prevenzione di malattie infettive che possono avere esiti anche fatali o fortemente invalidanti.

Le vaccinazioni sono la più importante scoperta medica mai effettuata dal genere umano.

Sono efficaci nella prevenzione di malattie che possono avere delle conseguenze estremamente gravi.

Basti pensare alla poliomielite. Alle meningiti batteriche o ai cancri correlati all’HPV, quali esempi più recenti.

Permettono inoltre un grosso risparmio nel campo della spesa sanitaria soprattutto in un periodo di scarse risorse disponibili.

Sono sempre più sicuri come evidenzia una mole di dati scientifici senza precedenti.

Vaccinazioni e comunicazione

Paradossalmente, in un’epoca in cui vediamo concretizzarsi la prospettiva di prevenire la quasi totalità di alcune tra le più temibili patologie. Ci troviamo ad affrontare una crisi comunicativa e di fiducia nelle vaccinazioni senza precedenti.

La perplessità sui vaccini è del tutto ingiustificata.

E’ divenuta oggetto di continuo dibattito tra gli operatori di sanità pubblica, i pediatri e i medici di famiglia.

Di fronte a questa difficoltà, qualcuno propone di cercare di salvare il salvabile.

Non introdurre alcuna nuova vaccinazione finché non si siano raggiunti gli obiettivi di copertura per le ‘vecchie vaccinazioni’ (come morbillo, parotite, rosolia).

Assecondare quei genitori che temono, in conseguenza di informazioni anti-scientifiche e prive di qualsiasi fondamento razionale, che il loro bambino sia troppo piccolo per esser immunizzato. Consentendo di derogare dall’epoca in cui si raccomanda di iniziare il calendario di immunizzazione.

Esponendo il piccolo a rischi gravi di malattie particolarmente pericolose nella prima infanzia (come pertosse e patologie pneumococciche).

Vaccinazioni, evidenze scientifiche e corretta informazione

Non è questa la strada migliore per la salute dei bambini e della popolazione tutta.

Nelle corrette pratiche di sanità pubblica. In un paziente lavoro di creazione di una cultura delle vaccinazioni dal basso.

Non va dimenticato che il Calendario delle vaccinazioni vuole fornire alla popolazione e agli operatori sanitari chiare indicazioni su quanto le vaccinazioni siano importanti per la salute individuale e collettiva. Dalla nascita fino all’età anziana.

Colmando anzitutto in modo autorevole un debito informativo su tutto ciò che la ricerca in campo vaccinale ci mette a disposizione. Che è supportato per il suo utilizzo da chiare evidenze.

Ci dobbiamo impegnare in iniziative di sostegno alla cultura delle vaccinazioni. Attraverso progetti formativi nelle scuole, servizi di consulenza telefonica per la popolazione.

Progetti di formazione per personale sanitario anche mediante formazione a distanza, per citare solo alcune delle più rilevanti attività intraprese.

Allarme calo vaccinale

I bambini italiani vaccinati diminuiscono ancora.

Il 2014 era stato l’anno nel quale le coperture erano scese per la prima volta sotto la soglia del 95%. Quella considerata minima per avere una protezione efficace della popolazione, e il 2015 non ha visto riprese.

Le vaccinazioni non servono solo alla singola persona che le fa. Se il tasso di copertura supera il 95% tutta la popolazione dell’Italia è protetta, perchè il virus o battere contro cui ci si vaccina non circola più nella popolazione.

Anzi i dati del 2015 evidenziano una nuova discesa, che sarebbe di circa l’1,5% di media. I numeri cambiano ovviamente da vaccino a vaccino e da una zona del Paese all’altra.

Il piccolo valore assoluto dei numeri non deve trarre in inganno. Perché se il calo medio di un punto e mezzo percentuale venisse confermato. Significherebbero circa 7.500 bambini non coperti. Più o meno come se tutti i nati a Genova e Bologna l’anno scorso non fossero stati vaccinati.

Negli anni scorsi e fino al 2010 si viaggiava intorno al 96,5% per le vaccinazioni cosiddette obbligatorie (difterite, tetano, polio ed epatite B). Anche per la pertosse, che è abbinata a queste. Da allora al 2014 si sono persi circa due punti e mezzo.

Calo ancora più accentuato per morbillo, parotite e rosolia, che si fanno al quindicesimo mese di vita. Nello stesso lasso di tempo sono scese dal 90 all’86%. Cioè si sono notevolmente allontanate dalla percentuale necessaria a garantire una copertura alla comunità. 

Il nuovo calendario

Questo Calendario si prefigge l’obiettivo di tutelare la mamma ed il neonato sin dalla gravidanza. Attraverso la previsione della vaccinazione difto-tetano pertosse in gestazione.

Il rispetto dei tempi delle vaccinazioni previste dal Calendario è di fondamentale importanza al fine di non inficiare l’obiettivo della migliore protezione dei bambini.

Nella revisione del Calendario delle vaccinazioni è stata posta attenzione anche a due particolari aspetti proiettati verso l’età adulta:

  1. il vaccino antimeningococco B , da pochi anni introdotto e già raccomandato nella fascia di età del lattante, può e deve trovare spazio anche nell’adolescente considerando situazioni di rischio individuale (asplenia e immunodeficienze in primis) epidemiche (casi nell’ambito sociale di frequentazione, ancor più rilevante oggi in considerazione di viaggi per motivi di studio o vacanza) e per l’impatto sull’alto numero di portatori;
  2. l’interesse della corretta informazione vaccinale alla gravida la cui protezione, prevista dal Calendario per la Vita, a lei stessa e al nascituro, viene estesa con l’offerta del vaccino contenente l’antipertosse, sicuro ed efficace anche se somministrato nella forma associata.

Nel 50% dei casi di pertosse contratta dal neonato  è un adulto a trasmettergliela. Nella metà di questi casi è proprio la mamma a essere inconsapevole e incolpevole contagiante. La pertosse del neonato è molto grave. Spesso necessita di ricovero in rianimazione con rischi di decesso.

Da qui una forte raccomandazione da estendere in primis ai pediatri e medici di famiglia.

Ai ginecologi e alle ostetriche che, insieme ai pediatri, sono in massima parte organizzatrici del Corso di accompagnamento alla nascita.

Influenza nella donna in gravidanza

Accanto alla vaccinazione antipertosse, il board scientifico che ha elaborato il Calendario per delle vaccinazioni 2016 richiama l’importanza di estendere la copertura per la vaccinazione contro l’influenza nella donna in gravidanza durante il secondo o terzo trimestre.

Viste le possibili serie complicanze in caso di influenza sia per la madre, sia per il nascituro.

Età pediatrica

Venendo all’età pediatrica tradizionalmente intesa, le novità del Calendario per le vaccinazioni 2016 sono due:

  1. una forte, motivata e consapevole raccomandazione all’estensione della vaccinazione antiinfluenzale anche ai bambini sani dell’età prescolare. In analogia a quanto da anni viene praticato in altri Paesi, come il Regno Unito. Superando le ataviche resistenze istituzionali verso tale estensione. Sono noti infatti il ruolo di “diffusore virale” del bambino ed i rischi associati ai primi anni di vita. E’ tempo ormai che si colga la disponibilità al coinvolgimento attivo del pediatra di famiglia che, alla pari del medico di famiglia, può essere coinvolto nelle campagne antinfluenzali.
  2. la proposta di possibile anticipo della vaccinazione antirotavirus alla sesta settimana di vita per ottenere un duplice scopo. Da un lato la massima efficacia della vaccinazione contro le forme più gravi di gastroenterite. Direttamente proporzionali alla minore età del soggetto. Dall’altro la massima sicurezza possibile in quanto i pur rarissimi casi di invaginazione conseguenti alla prima dose del vaccino, sono pressoché assenti in questa età rispetto alle settimane successive.

Vaccinare prima per proteggere prima e in modo ancor più sicuro.

Programmare le vaccinazioni nei pazienti nel modo più efficace e sicuro è una priorità imprescindibile per offrire salute.

Vincendo quella resistenza ai vaccini che purtroppo si è creata negli ultimi anni attraverso falsi miti.

Abbrevviazioni 

Relative alla tabella che puoi vedere qui.

IPV = vaccino antipolio inattivato
Ep B = vaccino contro il virus dell’epatite B
Hib = Vaccino contro Haemophilus influenzae tipo b
DTPa = vaccino antidifterite-tetano-pertosse acellulare
dTpa = vaccino antidifterite-tetano-pertosse acellulare, formulazione per adulti
dTpa-IPV = vaccino antidifterite-tetano-pertosse acellulare e polio inattivato, formulazione per adulti
MPRV = Vaccino tetravalente per morbillo, parotite, rosolia e varicella
MPR = Vaccino trivalente per morbillo, parotite, rosolia
V = Vaccino contro la varicella
PCV= Vaccino pneumococcico coniugato
PPV = Vaccino pneumococcico polisaccaridico puro
MenC = Vaccino contro il meningococco C coniugato
MenB = Vaccino contro il meningococco B
HPV = Vaccino contro i papilloma virus
Influenza = Vaccino contro l’influenza stagionale
Rotavirus = Vaccino contro i rotavirus
Ep A = vaccino contro il virus dell’epatite A

Note

*) Nei figli di madri HBsAg positive, somministrare entro le prime 12-24 ore di vita, contemporaneamente alle Ig specifiche, la prima dose di vaccino. Il ciclo va completato con la 2a dose a
distanza di 4 settimane dalla prima; a partire dalla 3° dose, che deve essere effettuata dal 61° giorno, si segue il calendario con il vaccino combinato esavalente.

Antimeningococco B

*^ Pur lasciando ai decisori territoriali la valutazione finale della schedula migliore in funzione dell’offerta vaccinale locale e delle sue tempistiche, si ritiene utile suggerire uno schema di inserimento della vaccinazione anti-meningococco B. La sequenza di vaccinazione raccomandata è la seguente (i giorni sono ovviamente indicativi e non cogenti):

  • Esavalente + Pneumococco ad inizio 3° mese di vita (61° giorno di vita)
  • Meningococco B dopo 15 giorni (76° giorno)
  • Meningococco B dopo 1 mese (106° giorno)
  • Esavalente + Pneumococco dopo 15 giorni, ad inizio 5° mese di vita (121° giorno)
  • Meningococco B dopo 1 mese, ad inizio 6° mese di vita (151° giorno)
  • Esavalente + Pneumococco a 11 mesi compiuti
  • Meningococco B al 13° mese
  • Meningococco C, sempre dopo il compimento dell’anno di vita

Somministrazione di MPR o MPRV in possibile associazione con meningococco C o meningococco B, in funzione dei diversi calendari regionali (vedi schema per possibili combinazioni).

Si sottolinea che in caso di co-somministrazione di Meningococco B + Vaccino MPR o MPRV dovrà essere effettuato un attento counselling ai genitori, spiegando la possibilità del verificarsi di febbre entro le prime ore dopo la vaccinazione e anche dopo circa 10 giorni dalla stessa. La schedula potrebbe essere testata inizialmente in alcune Regioni pilota.

DTP

**) La terza dose va somministrata ad almeno 6 mesi di distanza dalla seconda. La quarta dose, l’ultima della serie primaria, va somministrata nel 5°-6° anno. E’ possibile anche utilizzare dai 4 anni la formulazione tipo adulto (dTpa) a condizione che siano garantite elevate coperture vaccinali in età adolescenziale.

***) I successivi richiami vanno eseguiti ogni 10 anni.

****) In riferimento ai focolai epidemici degli scorsi anni, si ritiene opportuno, oltre al recupero dei soggetti suscettibili in questa fascia di età (catch-up) anche una ricerca attiva dei soggetti non vaccinati (mop-up).

^) Soggetti anamnesticamente negativi per varicella. Somministrazione di due dosi di vaccino a distanza di ≥ 1 mese l’una dall’altra.

^^) Bambini che inizino la vaccinazione nel corso del secondo anno di vita devono eseguire due dosi; qualora iniziassero nel corso del terzo anno è sufficiente una dose singola.

Antimeningococco C

§) Dose singola. La vaccinazione contro il meningococco C o con vaccino Men ACWY coniugato viene eseguita per coorte al 13°-15° mese di vita. Per la seconda coorte a 12-14 anni, si raccomanda che una dose di vaccino Men ACWY coniugato sia effettuata sia ai soggetti mai vaccinati in precedenza, sia ai bambini già immunizzati nell’infanzia con Men C o Men ACWY. Nei soggetti a rischio la vaccinazione contro il meningococco C può iniziare dal terzo mese di vita con tre dosi complessive, di cui l’ultima, comunque, dopo il compimento dell’anno di vita.

°) Somministrare due dosi a 0 e 6 mesi (vaccino bivalente e nove-valente tra 9 e 14 anni; vaccino quadrivalente tra 9 e 13 anni), tre dosi ai tempi 0, 1, 6 (bivalente) o 0, 2, 6 mesi (quadrivalente e nove-valente) nelle età successive. Per accelerare la campagna di prevenzione, è raccomandata una strategia multi coorte nelle femmine, estensione a una coorte di adolescenti maschi, e comunque il co-pagamento (social-price) per le categorie senza offerta gratuita.

°°) Vaccinare con il vaccino stagionale, oltre ai soggetti a rischio previsti dalla Circolare Ministeriale, anche i bambini che frequentano stabilmente gli asili o altre comunità. Si raccomanda il progressivo abbassamento dell’età adulta per l’offerta universale fino ai 50 anni.

Herpes zoster, rotavirus, epatite A

#) Somministrazione raccomandata per età ad almeno una coorte di soggetti ≥60 anni e per rischio.
##) Raccomandato in offerta universale, co-somministrabile con tutti gli altri vaccini previsti per i primi mesi di vita.
###) Indicazioni per aree geografiche ad elevata endemia (2 coorti, 15/18 mesi e 12 anni). Offerta universale gratuita per bambino (0-14 anni) viaggiatore all’estero.


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