Monossido di carbonio: come prevenire intossicazioni pericolose

Con l’arrivo dell’inverno ci possiamo trovare di fronte al rischio di intossicazione da monossido di carbonio (CO).

Monossido di carbonio come prevenire intossicazioni pericolose

L’intossicazione da monossido di carbonio rappresenta una delle più comuni, ma anche più subdole, cause di avvelenamento domestico.

Può avvenire anche nei luoghi di lavoro.

Ogni anno il provoca in Italia un di circa 300 vittime e 6000 ospedalizzazioni, di cui il 20% bambini sotto i 12 anni di età.

Cos’è il monossido di carbonio

E’ un gas è altamente tossico, ma inodore, incolore, insapore e quasi impercettibile. Poco più leggero dell’aria.

Il monossido di carbonio si miscela bene con l’aria e penetra facilmente attraverso le pareti e il soffitto.

La sua presenza è difficilmente rilevabile, il che gli conferisce un carattere particolarmente pericoloso.

Come si forma

Il monossido di carbonio si forma da un’incompleta combustione di materiali organici. Cioè tutte le volte che sostanze contenenti carbonio vengono bruciate in difetto d’aria.

La maggior parte delle intossicazioni accidentali avviene per l’utilizzo di sistemi di riscaldamento a gas e a nafta (stufe, caldaie), a legna (camino, stufe, bracieri) e cucine a gas.

Accade più frequentemente in luoghi abitati occasionalmente (ad es. in occasione di vacanze in roulotte, camper, case di montagna), ma spesso anche nella propria abitazione.

Oppure sul posto di lavoro. Il monossido di carbonio fa parte degli inquinanti indoor assieme alla formaldeide, all’anidride solforosa e a molti altri composti, connessi al tipo di attività svolta al chiuso (es. lavorativa, ricreativa, scolastica). Viene infatti detto inquinamento “indoor” quello che si verifica nell’aria confinata all’interno di una struttura edilizia.

Altre fonti di monossido di carbonio possono essere: combustione incompleta dei rifiuti e di residui agricoli, deforestazione, combustione incompleta di combustibili fossili.

Tra le sorgenti un ruolo importante spetta anche al fumo di tabacco: il suo contenuto di CO può arrivare a 700-800 ppm e il livello di carbossiemoglobina in un fumatore raggiunge il 7% contro lo 0,5% di un non fumatore che vive in un’aria pulita.

Una fonte, a volte trascurata, di monossido di carbonio è il cloruro di metile contenuto in alcuni prodotti usati per la rimozione di vernici. Il cloruro di metile viene assorbito rapidamente attraverso la pelle ed i polmoni; viene poi convertito in monossido di carbonio, a livello epatico.

Come agisce sul nostro organismo

Il monossido di carbonio inalato si lega rapidamente all’emoglobina contenuta nei globuli rossi. Forma un composto chiamato carbossiemoglobina (HbCO) che ha un’affinità ben 300 volte maggiore dell’ossigeno (a pressione atmosferica) per il ferro emoglobinico.

Cioè l’ossigeno si lega in maniera tale al ferro dell’emoglobina da essere difficilmente ceduto alle cellule.

Normalmente i globuli rossi portano ossigeno a tutte le cellule del nostro corpo per farle funzionare.

In caso di intossicazione da carbonio l’ossigeno dell’emoglobina viene ceduto molto difficilmente alle cellule.

Che vanno così in sofferenza, praticamente soffocano lentamente. Questo fenomeno si chiama anossia cellulare.

Questo succede quando si ha un aumento di carbossiemoglobina. Una percentuale di carbossiemoglobina nel sangue tra 1% e il 5% è considerata normale.

Il monossido di carbonio provoca importanti danni funzionali proprio in organi che necessitano maggiormente di ossigeno. Come cervello, cuore e reni in primo luogo e poi tutti gli altri organi.

La gravità di un intossicazione da monossido di carbonio è proporzionale, pertanto, alla quantità di CO fissata all’emoglobina. Il che significa che non dipende solamente dalla concentrazione di CO nell’aria ma anche dalla durata dell’esposizione e dal volume respirato.

Sono più a rischio i bambini, che possiedono una respirazione più rapida. Poi i soggetti con malattia coronarica, patologie vascolari o anemia, le donne in gravidanza  e gli anziani.

Gli anziani sono a rischio a causa della frequente presenza di malattie cardiache o respiratorie concomitanti e di una ridotta risposta compensatoria in condizioni di ipossia. Nelle donne in gravidanza le capacità di trasporto dell’ossigeno sono ridotte a causa di un’ aumentata produzione endogena di monossido di carbonio.

Sintomi

L’intossicazione da Co spesso non viene riconosciuta. È probabile che molti casi di intossicazione da monossido di carbonio di grado lieve o moderato non vengano diagnosticati correttamente.

La complessità deriva dal fatto che i sintomi presentati dal paziente sono spesso sfumati. Oppure tali da richiamare all’attenzione problemi diverse da quelle dell’inalazione.

I soggetti intossicati possono manifestare disturbi quali:

  • senso di “cerchio alla testa”
  • vasodilatazione cutanea
  • difficoltà a respirare
  • mal di testa
  • nausea, vomito
  • fatica
  • irritabilità

Sintomi seguiti da sincope da sforzo, forte mal di testa, vertigini e debolezza.  Fino allo  stato confusionale, con aumento della frequenza cardiaca e della della frequenza respiratoria.

I sintomi vengono spesso confusi con quelli dell’influenza o dell’intossicazione alimentare.

Ricordiamo anche che possono non esserci sintomi.

Classificazione dell’intossicazione

Per la classificazione da intossicazione acuta da monossido di carbonio si utilizza quella del  CDC di Atlanta (Center for Disease Control and Preventive Department of Health and Human Services).

Dove la sintomatologia da intossicazione da monossido di carbonio è correlata alla percentuale di carbossiemoglobina presente nel sangue:

  • < 5% valore normale di COHb
  • fino a 10 % non segni o sintomi degni di nota
  • da 10 % a 20 % lieve cefalea,vasodilatazione cutanea
  • da 20 % a 30 % cefalea moderata,dispnea da sforzo anche lieve, irritabilità, fatica, vertigini
  • da 30 % a 40 % cefalea importante, nausea, vomito, astenia, disturbi del visus e confusione mentale
  • da 40 % a 50 % stato confusionale, sincope, tachicardia, tachipnea e possibile comparsa di edema polmonare
  • da 50 % a 60 %  insufficienza respiratoria, collasso, attacco di convulsioni, possibilità di gravi aritmie cardiache e stato comatoso
  • da 60 % a 70 % insufficienza respiratoria, severa ipotensione,convulsioni, coma, può essere fatale
    > 70 %  acidosi metabolica, sopraggiunge rapidamente uno stato comatoso fatale

Intossicazione cronica

È necessario sottolineare, inoltre, che esposizioni per lunghi periodi di tempo possono dare luogo a fenomeni di accumulo. Questi spesso causano sintomi cardiovascolari, respiratori e neurologici. Tra i sintomi cardiovascolari si annoverano: ipotensione, aritmie, ischemia miocardica o infarto. Tra quelli respiratori: edema polmonare, tachipnea o arresto respiratorio. Tra quelli neurologici: confusione, irritabilità, atassia, e perdita di coscienza.

Come prevenire l’intossicazione

Per prevenire questa intossicazione che può essere letale bisogna:

  • Avere cura della manutenzione e del corretto funzionamento degli apparecchi a combustione: stufe a carbone, a gas, a legna, caldaie, boiler, cucine, camini aperti
  • Garantire una ventilazione sufficiente nei locali che ospitano le isntallazioni a combustione (cucina, garage, stanza da bagno) evitando soprattutto di otturare o di lasciare incrostare le apposite bocchette per l’aerazione
  • Far controllare/riparare ogni anno da un operatore tecnico esperto i sistemi di riscaldamento, il vostro scaldacqua, e tutti gli altri apparecchi funzionanti a gas, a nafta o a carbone
  • Installare un rilevatore di monossido di carbonio nella propria abitazione e verificare o sostituire le pile con regolarità, ad esempio quando si cambia l’ora dell’orologio, ogni primavera e autunno ecc
  • Quando il rilevatore echeggia, abbandonare immediatamente il domicilio e chiamare aiuto
  • Consultare immediatamente un medico se sospettate un’intossicazione da monossido di carbonio e/o se avvertite delle vertigini, stordimento o nausea

Da evitare

Sempre in chiave preventiva vanno evitati:

  • L’utilizzo di un generatore, grill a carbone/barbecue, o altri apparecchi funzionanti a nafta o a carbone all’interno della vostra abitazione, in uno scantinato o in un garage
  • Mettere in moto un veicolo in un garage adiacente alla vostra casa, anche se avete porte e finestre aperte
  • Bruciare qualsiasi cosa in una stufa o in un camino a legna sprovvisti di sistema di ventilazione
  • Scaldare la vostra abitazione con un dispositivo a gas

Cosa fare in caso di intossicazione

Se ci troviamo di fronte ad un’intossicazione bisogna:

  • Aprire la finestra
  • Uscire all’aperto
  • Chiamare il numero di emergenza (se la situazione lo richiede)
  • Identificare la fonte di monossido di carbonio ed eventualmente limitare o bloccare la perdita di CO
  • Con l’aiuto di una scopa eseguire dei movimenti rotatori dal basso verso l’alto in prossimità di una finestra. Il CO è più pesante dell’aria quindi si deposita facilmente a terra, sono di conseguenza più esposti al rischio di intossicazione i bambini e gli animali domestici

La persona intossicata deve essere portata al più vicino pronto soccorso. Qui deve essere somministrato ossigeno, preferibilmente al 100%, mediante maschera a flusso unidirezionale. Si consiglia di continuare per circa 4-5 ore la somministrazione di O2 fino a quando il paziente ha stabilizzato i parametri vitali.

La terapia nella camera iperbarica viene consigliata quando:

  • i livelli di COhb sono tra 25-30%
  • vi sono evidenti segni di complicanze cardiache
  • vi è acidosi severa
  • è presente transitorio stato di incoscienza
  • è presente un danno neurologico

Cosa abbiamo imparato

L’avvelenamento acuto o cronico da monossido di carbonio è sempre dietro l’angolo e può mettere in pericolo la vita dell’intossicato. Vanno prese tutte le possibili misure di prevenzione per evitare che questo accada.

In caso ci si rechi in nuove abitazioni o ambienti va controllata la possibile presenza impianti che possono produrre monossido di carbonio in eccesso.

Ai primi sospetti o sintomi è necessario chiamare aiuto e raggiungere il più vicino pronto soccorso.


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