Moda e benessere: appuntamento a Milano

Fare attenzione alla tendenza della moda può riconciliare con se stessi.

Moda e benessere: appuntamento a Milano

L’emergere dell’individuo nella sfera sociale sancisce l’importanza anche della bellezza nel rapporto con se stessi.
Si afferma il concetto di benessere come stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano. Caratterizza la qualità della vita di ogni singola persona, uno stato complessivo di buona salute fisica, psichica e mentale.

Nella sfera del benessere individuale il rapporto con se stessi diventa essenziale. Un rapporto che deve essere armonico. Suscitare percezioni e sensazioni positive e in sintonia con ciò che ci circonda.

Cresce l’importanza di stare bene con il proprio corpo, prendendosene cura. Accettando i suoi difetti. Migliorando quelli che ci creano un disagio quotidiano. L’importanza di sentirsi curati e in ordine per restare semplici e veri.
Dedicare del tempo alla cura del nostro aspetto permette di rilassarsi. Di trovare un particolare momento di serenità.
Sentirsi bene con se stessi, migliora l’autostima, rende più sorridenti e più piacevoli.

Da qui l’importanza che sta assumendo la possibilità di vestirsi in maniera consona con se stessi. In accordo con i propri gusti e le proprie sensazioni. La voglia di seguire la moda del momento, se ciò permette di aumentare l’autostima verso se stessi.

Bello! Voglio capire meglio

Il rapporto tra moda e psicologia

E’ un rapporto complesso ed articolato, su cui studiosi e semiologi si interrogano. Per la forza aggregante ed esplicativa di questo legame.

Fenomeno che esprime a un tempo l’individuo, la società, l’inconscio e la propria autonoma evoluzione. È Marc-Alain Descamps, filosofo e psicologo francese, a presentarci un quadro attento e attuale della moda. Fenomeno complesso e mutevole, che ricopre più ruoli e valenze nella psiche umana.

La moda è psicologia. Significa compiere ogni giorno un processo che parte dall’analisi del proprio “mood” (stato d’animo) e che arriva alla scelta dell’outfit (azione conseguente). La moda è mutevole, come mutevole è la mente umana. Volubile, come volubili sono le passioni, le certezze, le persone. L’uomo assolve, tramite il fare moda, alla duplice e apparentemente discordante necessità di conformità e novità.

Desidera sperimentare, indossare cose nuove che lo differenzino dai suoi simili. Ma al tempo stesso che ciò venga accettato e assimilato dal proprio contesto di riferimento.

Tutto questo in modo assolutamente inconscio. Rene König, sociologo tedesco e autore di “The restless image: a sociology of fashion” ci suggerisce che la metamorfosi tramite l’abbigliamento è qualcosa che si è presentato spontaneamente nell’uomo.

L’individuo si trasforma, si eleva ai propri occhi e si distingue agli occhi degli altri. Questa distinzione deve corrispondere però a qualcosa che la cerchia sociale consideri tale. Per essere notati dunque, occorre accettare l’insieme di valori tradizionalmente riconosciuti nel proprio ambiente

Moda come simbolo

Quali sono poi i temi, quali i significati che la moda tende a richiamare nella mente dell’uomo che la fa e la indossa?

Secondo Frèdèric Monneyron, docente universitario e autore del testo Sociologia della moda primi tra tutti l’esotismo e il tempo.

Stoffe, modelli, colori che richiamano alla mente spiagge assolate, mari, profumi dalle fragranze inebrianti e sensuali. Epoche lontane in cui abbiamo bisogno di perderci per riscoprirne i valori o attraverso cui capire meglio il nostro tempo.

Si pensi poi ai ruoli, alle identità sessuali che la moda va a rappresentare nell’immaginario collettivo.

Era il ’69 quando Yves Saint Laurent, sulla scia del tailleur di Chanel, dichiarò di voler trovare per le donne “un’uniforme equivalente al completo dell’uomo”.

Strettamente connesso è anche il ruolo che la moda gioca nell’accentuare la propria sensualità. Si pensi a tacchi, scolli, minigonne, trasparenze, alla trasgressione immortalata da Helmut Newton. Al contrario alla messa a distanza dell’erotismo in alcune creazioni di Vivienne Westwood. Ispirate agli stracci della povera gente.

Negli abiti-cappotto neri di Comme des Garçons. Che coprono interamente la figura. Oppure ancora a Martin Margiela che lasciando in evidenza fodere e filacce decostruiva il vestito ed insieme ad esso tutto ciò che comunicava seduzione e sensualità.

Milano Moda Donna

Finalmente qualcosa di concreto

Si sta avvicinando uno degli appuntamenti più importanti per il mondo della moda a livello internazionale: Milano Moda Donna.

E’ l’evento più prestigioso organizzato dalla Camera Nazionale della moda italiana. Oltre ad essere uno dei momenti più attesi dal fashion system italiano.

Milano, come tutti sanno, è la città italiana della moda per antonomasia e ospita i maggiori eventi del fashion system. Grazie ai quali  è possibile restare informati sulle nuove tendenze e sulle novità in ambito moda.
Ospita più di 170 sfilate e presentazioni promuovendo le maison che hanno reso celebre il made in Italy nel mondo e supportando i nuovi talenti.

Due sono gli appuntamenti da segnare in agenda, quello di settembre-ottobre dove assistiamo alla presentazione delle collezioni primavera/estate e quella di febbraio/marzo con la presentazione delle collezioni autunno/inverno.

Dove centinaia di migliaia di professionisti e appassionati del moda si accalcheranno per le strade di Milano per commentare le nuove tendenze della primavera/estate 2017.

Moda a portata di tutti

Ormai da diversi anni  la moda, che si evolve insieme alla società, non mostra più alle sfilate modelli unici da seguire ma solo una varietà di possibili alternative da scegliere. Vista la complessità del vivere degli uomini e delle donne che ha portato la moda a variare e a rappresentare una pluralità di stili.

Questa grande gamma di scelte sulle passerelle permette a tutti di essere alla moda. Scegliendo tra le varie proposte quella più vicina alla nostra personalità.

Nell’edizione passata di questa fashion week già ci sono state delle novità e delle dichiarazioni importanti da parte degli stilisti. Come quella di Giorgio Armani che ha dichiarato fermamente l’intenzione di abbandonare completamente tutti i materiali di origine animale.

Quella di Gucci, che ha annunciato di non voler più produrre collezioni diverse per la moda uomo e donna con la conseguenza che il numero delle sfilate sarà di due e non di quattro.

Camera nazionale della moda italiana

Milano Moda Donna è organizzato dalla Camera nazionale della moda italiana che gestisce e coordina tutti gli eventi ad essa collegati. Agevolando il lavoro di showroom, uffici stampa e delle pubbliche relazioni. Ma cos’è questa Camera nazionale della moda italiana?

Per chi non lo sapesse è un’associazione senza scopo di lucro che disciplina, coordina e promuove lo sviluppo della moda italiana. Si propone di potenziarne l’immagine sia in Italia che all’estero.

Questa associazione è il punto di riferimento per tutte quelle iniziative volte a promuovere e rappresentare la moda italiana. Ha fatto sì che Milano diventasse la protagonista indiscussa del panorama internazionale. Per Milano Moda, la Camera nazionale della moda italiana svolge delle funzioni essenziali. Come il calendario delle sfilate. Il rapporto con le istituzioni, l’immagine e l’ufficio stampa.

Durante questa fashion week Milano ospiterà anche il Fashion Film Festival che si soffermerà sull’interpretazione cinematografica dei canoni del fashion. Insomma sarà una settimana ricca di eventi ma soprattutto ricca di moda.

Moda ed economia

L’industria italiana del tessile-moda è un comparto produttivo di enorme importanza per l’economia del nostro Paese. Parliamo di cifre che raggiungono i 52,4 miliardi di produzione nel 2015. Di 402.700 occupati e di un saldo della bilancia commerciale di più di 8,5 miliardi. Il settore tradizionalmente genera un surplus della bilancia commerciale secondo soltanto a quello della meccanica.

Il sistema deve la sua competitività a livello internazionale agli investimenti in innovazione, alla ricerca e sviluppo del prodotto. Alla tradizione del gusto produttivo. Al know how e alla sinergica collaborazione fra le diverse fasi della filiera sino all’integrazione con il retail.

L’offerta italiana si colloca sulla fascia alta di prodotto. Si rivolge sia ai tradizionali mercati di sbocco di Europa, Russia, Stati Uniti e Giappone. Sia a nuove realtà emergenti. Di particolare rilievo il ruolo giocato nella recente crescita delle esportazioni dai mercati asiatici.

I mercati emergenti

In particolare paesi dell’Asia e Cina, oltre ovviamente al Giappone. Su questi mercati un nutrito numero di aziende, generalmente medio-grandi, è riuscito a conseguire ottimi risultati. Grazie a un continuo processo di qualificazione del prodotto. A un posizionamento dell’offerta sui segmenti a maggior valore aggiunto.

A fronte di un profilo lento di crescita dei mercati maturi. Si prefigurano interessanti opportunità sui mercati emergenti. A condizione che le imprese riescano a cogliere le ampie possibilità offerte dal processo di crescita dei redditi dei consumatori di questi Paesi. Avvicinandoli all’offerta del Made in Italy.

Le cifre testimoniano che in questo ambito l’Italia rappresenta un’eccellenza mondiale. In crescita sia nella produzione sia nell’export. Purtroppo i numeri degli anni precedenti, non martoriati dalla crisi mondiale, sono diversi.

Questo ha portato a una diminuzione di aziende e occupati importante. Innanzitutto, il 2015, dai dati di Smi (Sistema Moda Italia), presenta un fatturato moderatamente in crescita (+0,6%). Rispetto allo stesso dato del 2014. Sono circa 330 milioni in più suddivisi tra il tessile (in crescita dello 0,4%) e abbigliamento-moda (che aumenta dello 0,8%). Con non pochi comparti di cui si compone l’articolata filiera a livello nazionale che chiudono l’anno in perdita.


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