Jogging: una medicina per il fisico e la mente

Tra le attività fisiche lo jogging è molto salutare e alla portata di tutti.

Jogging una medicina per il fisico e la mente

Muoversi, allenarsi, fare sport in qualunque modo aiuta a mantenersi in benessere. 

Il nostro organismo riceve effetti benefici a 360 gradi. Per il fisico e per la mente.

Le possibilità di praticare sport sono tantissime.

Uno dei più semplici è lo jogging. Perché del tutto libero da imposizioni di orari e strutture. Non necessita di un’iscrizione in palestra.

La cosa importante è iniziare. Prima cosa chiedere un parere al medico. Poi partire con i giusti ritmi, senza esagerare. Oltre ad iniziare con calma, l’altro elemento fondamentale è la costanza. Che ci permettere di raccogliere nel tempo tutti possibili benefici dello jogging.

Con il passare del tempo inoltre si possono raggiungere ottimi risultati nelle prestazioni. Con un abbigliamento adatto e le scarpe giuste, puoi riscoprire la gioia che sa regalare lo jogging.

Che cos’è

Lo jogging propriamente detto è ben diverso dalla corsa. Esso infatti è un correre lentamente. Senza sfruttare la massimo la potenza, ma basandosi soprattutto sulla resistenza.

Si va ad una velocità indicativamente inferiore ai 10 chilometri all’ora. Con la quale si impiegano circa sei minuti per coprire un chilometro.

Si definisce jogger un soggetto che corre in media 20-30 minuti e con allenamento in media di 3 volte alla settimana.

Nella corsa ci si allena più intensivamente e spesso quotidianamente preparandosi alle gare. Quindi con percorsi e tempi decisamente superiori rispetto al jogging.

Si tratta di un’attività aerobica, nella quale l’energia necessaria viene ricavata bruciando zuccheri e acidi grassi grazie all’ossigeno fornito dalla respirazione.

Anche per il jogging, come per tutte le discipline sportive, la regola è la gradualità sono molto importanti.

La prima cosa da fare

Lo jogging è adatto a tutte le età. Però la prima cosa da fare è un controllo medico sportivo. Per verificare lo stato di salute complessiva e l’assenza di controindicazioni.

Il primo grande requisito per essere idonei allo jogging è quello di “avere un cuore sano”.

Controindicazioni possono essere: aritmie, malattie della valvole cardiache.

L’ideale, in caso di sospetti, sarebbe una valutazione specifica tramite test da sforzo. Questo esame evidenzia la presenza di un eccessivo rialzo della frequenza cardiaca, della pressione cardiaca o la presenza di alterazioni dell’elettrocardiogramma durante lo sforzo fisico.

Il secondo requisito da non sottovalutare è quello di non essere in eccessivo sovrappeso. Si ritiene 28 il limite massimo di BMI da non superare per il jogging. Il sovrappeso infatti causa un eccessiva sollecitazione meccanica delle articolazioni e del sistema cardiovascolare.

Se si ha una certa età, bisogna anche essere certi che le articolazioni di anche, ginocchia e caviglie possano reggere le sollecitazioni dello jogging. In alternativa conviene accontentarsi della camminata veloce.

Lo stesso vale se ci sono problemi alla schiena legati a ernie o protrusioni.

La tecnica del jogging

Spesso si pensa che basta passare dalla sedia dell’ufficio al campo e fare jogging così, come viene.

Invece un minimo di tecnica va appresa. Ricordiamoci che tutte le parti del corpo devono avere una posizione precisa.

Durante la corsa il tronco deve essere allineato ai piedi e la testa diritta. Le braccia devono seguire il ritmo delle gambe. Le gambe devono essere mantenute leggermente flesse ed elastiche. Si deve mantenere un’andatura di corsa lenta, senza fare uno sforzo eccessivo.

I piedi sono la parte più impattante, ricordatevi pertanto di non appoggiare la punta né verso l’esterno, né verso l’interno. La respirazione è un elemento essenziale del jogging. Respirate profondamente per mantenere il ritmo giusto.

All’inizio ci si può limitare a uscite di soli 20 minuti a giorni alterni, intervallando la corsa con tratti di camminata. Successivamente si può aumentare progressivamente la durata per arrivare in uno-due mesi a tre uscite settimanali da un’ora ciascuna.

Per essere sicuri di mantenersi nell’ambito dell’attività aerobica si può controllare che la frequenza cardiaca si aggiri durante l’esercizio tra il 65 e il 75 per cento della propria frequenza cardiaca massima. Quest’ultima è approssimativamente pari a (220 – età).

Sarebbe meglio praticare lo jogging su uno sterrato e non sull’asfalto. La superficie dell’asfalto è molto rigida. Provoca contraccolpi che non sono salutari per tendini e articolazioni di piedi, gambe e schiena. Se non è possibile evitarlo è necessario utilizzare le apposite scarpette ammortizzate in grado di assorbire gli urti.

Dato che lo jogging stimola una respirazione più profonda, vanno evitate le strade di grande traffico dove il carico di inquinanti è più elevato.

strade trafficate

Consigli utili

È opportuno fare jogging evitando le ore immediatamente successive al pasto.

Per allenarsi in modo corretto è utile curare l’idratazione, bevendo un paio di bicchieri d’acqua mezz’ora prima di correre. Poi anche durante l’attività, soprattutto se si suda molto.

Anche se il programma di allenamento che ci si è prefissati è abbastanza blando, conviene sempre farlo precedere da un breve riscaldamento. Per esempio qualche esercizio a corpo libero e alcuni minuti di camminata a passo spedito. Un avvio graduale prepara all’attività e riduce il rischio di infortuni.

E’ utile dopo il jogging fare alcuni esercizi di stretching.

Poi visto che spesso per un principiante è difficile trovare gli stimoli per uscire a correre, può essere utile trovare un amico con cui condividere fatica e gioie della corsa.

L’abbigliamento deve essere adatto alle condizioni ambientali, in tessuto traspirante e non isolante.

La scarpa è probabilmente l’unico accessorio che non deve essere trascurato in quanto a qualità perché da questa dipende anche la salute delle nostre articolazioni. La scarpa è fatta di più parti ed è il giusto equilibrio di queste parti che assicura la stabilità della nostra schiena e l’assorbimento dei colpi dovuti ai passi durante la corsa.

La parte posteriore è quella che assorbe i colpi, perché il piede poggia sul tallone. Quindi questa dovrà essere necessariamente più protetta. Mentre la parte anteriore dovrà essere flessibile per adattarsi al movimento del piede che, dopo aver poggiato al suolo, va in avanti per la spinta.

Tra le tante scarpe che sono oggi sul mercato, non è certamente facile scegliere.  Per questo motivo, per scegliere la scarpa giusta è bene provarla simulando i movimenti della corsa. Facendo attenzione alla sensibilità dell’appoggio al suolo. Ai principiante conviene usare calzature ammortizzate.

Quali sono i benefici dello jogging

I benefici per il nostro corpo derivanti dallo jogging sono tantissimi. Aumentano con l’allenamento se questo viene fatto con regolarità.

Sono tantissimi e aumentano con l’allenamento. Essendo lo jogging un’attività aerobica, a trarne vantaggio è innanzitutto l’apparato cardiovascolare

Lo jogging stimola in primo luogo il sistema cardiovascolare e quello respiratorio. In particolare il respiro tende a diventare più profondo e regolare.

Se praticato con costanza concorre a prevenire l’ipertensione e le patologie arteriose, a conservare una buona densità ossea e a ritardare l’invecchiamento muscolare. Aiuta a tenere il peso sotto controllo.

Ci permette di evitare brutti vizi

Il jogging permette a chi la pratica con regolarità di evitare alcuni importanti fattori di rischio.

Diciamo pure dei vizi che hanno un’influenza molto negativa sulla salute: la sedentarietà, il fumo, l’abuso di alcol.

In primo luogo la sedentarietà, che è ancora troppo diffusa nel nostro paese se si pensa che mediamente oltre la metà degli italiani non praticano in modo continuo un’attività sportiva.

Essa è considerata, come un rilevante fattore di rischio per l’insorgenza di patologie importanti. Per la conseguente incidenza sui livelli di mortalità della popolazione adulta

Esistono evidenze scientifiche che dimostrano come l’attività fisica sia in grado di ridurre la morbosità e la mortalità per almeno 6 condizioni patologiche di tipo cronico. Cioè la patologia coronarica, l’ipertensione, l’obesità, il diabete, l’osteoporosi e i disturbi mentali.

Altro grave fattore di rischio che chi corre di solito non “corre” è quello del fumo. Fumare, infatti, limita significativamente la capacità cardiorespiratoria e non permette di correre con regolarità.

Questo vale anche per il consumo di alcol che chi corre sa di dover utilizzare con grande moderazione e sicuramente mai prima, durante e subito dopo la corsa.

La morbosità è un indice della statistica sanitaria che esprime la frequenza di una malattia in una popolazione. È definito come il rapporto tra il numero di soggetti malati e la popolazione totale.

Il jogging combatte l’ipertensione

A seguito dello sforzo compiuto con il jogging vengono immesse in circolo varie sostanze a funzione vasodilatatrice. Cioè sostanze che aumentano il diametro dei vasi sanguigni.

L’alterazione del calibro dei vasi arteriosi si mantiene anche una volta esaurita l’attività fisica. Questo fa sì che il sangue fluisca incontrando meno resistenze. Il risultato è un abbassamento dei valori della pressione arteriosa.

L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio a livello cardiaco e cardiovascolare.

Correre è quindi un’attività consigliabile anche agli ipertesi, dopo consulto medico. Rispetto agli altri, dovranno però fare più attenzione. Evitare sforzi violenti e mantenersi su ritmi blandi.

Spesso grazie allo jogging si può ridurre l’uso dei farmaci antipertensivi.

Abbassa il colesterolo

Un altro pericolo per il sistema cardiovascolare è il colesterolo. Anche in questo caso il jogging si rivela un aiuto.

Quando si parla di colesterolo si dovrebbe distinguere tra HDL, il cosiddetto colesterolo buono, e LDL, quello cattivo. Il colesterolo LDL partecipa al danno della parete delle arterie. Quindi tende ad accumularsi nelle stesse pareti nel corso degli anni.

Contribuisce a creare dei restringimenti e a ostacolare la circolazione del sangue. Finendo col causare patologie anche molto gravi.

Il colesterolo HDL invece ha un effetto positivo sulla salute dei vasi sanguigni. Poiché ha il compito di spazzare via il colesterolo LDL. Limitando l’eventualità di disturbi, malattie e alterazioni come ipercolesterolemia e arteriosclerosi.

Anche i trigliceridi tendono ad accentuare l’aterosclerosi.

Il jogging è in gradi di ridurre i livelli di trigliceridi, colesterolo LDL e soprattutto di aumentare quelli di HDL.

Protegge cuore e arterie

Il jogging svolge un’azione combinata sulla pressione arteriosa e sui lipidi del sangue. Questo si traduce in un effetto protettivo sul cuore e sulle arterie in genere.

Un effetto di prevenzione dell’infarto del miocardio e dell’ictus cerebrale.

Il muscolo cardiaco stesso è influenzato direttamente. Un esercizio costante nel tempo fa sì che la frequenza cardiaca diminuisca a riposo. Questo determina un generale miglioramento dell’attività cardiaca. Che non va a vantaggio solo dell’impegno nello sport, ma si riscontra anche durante lo svolgimento di normali mansioni quotidiane.

Inoltre la pratica regolare della corsa produce un aumento di spessore del muscolo cardiaco. Questa modificazione strutturale porta ad un aumento della gittata cardiaca. per cui ad ogni battito il cuore di chi corre è in grado di mettere in circolo una maggiore quantità di sangue.

Migliorare le capacità polmonari

Durante la corsa aumenta la profondità di ogni atto respiratorio. Le strutture deputate alla respirazione diventano più elastiche. L’organismo è in grado di immagazzinare una maggiore quantità di ossigeno.

L’organismo riesce così ad ossigenare maggiormente il sangue e di conseguenza tutti i muscoli. Anche lo scambio gassoso a livello polmonare diventa più efficiente e si è in grado di eliminare più facilmente l’anidride carbonica ed i residui del lavoro muscolare.

La maggiore efficienza polmonare favorisce così anche l’attività cardiocircolatoria. Tutte le strutture dell’albero respiratorio diventano più elastiche e sono meno soggette alle infezioni.

Il jogging può e deve essere praticato da chi soffre di asma. Inoltre ha un’importante azione preventiva su questa malattia.

Fa bene al peso

Come sappiamo bene la presenza di grasso in eccesso non è solo un problema estetico. E’ soprattutto un attentato alla salute.

Condizioni di sovrappeso e obesità favoriscono arteriosclerosi, disturbi cardiaci e circolatori, problemi al fegato.

Il grasso in genere si deposita sul corpo secondo due modelli standard. A pera, cioè principalmente distribuito su fianchi e cosce. A “mela”, localizzato prevalentemente sull’addome.

Quest’ultimo tipo di grasso in eccesso è il più pericoloso per la salute. Per fortuna è anche quello che si elimina più facilmente con l’attività fisica, jogging compresa.

Chi fa jogging perdere peso molto più facilmente rispetto a chi non svolge attività fisica.

Il jogging è uno sport nel quale si ha un notevole consumo calorico. Si consuma mediamente più di una caloria per chilo di peso per chilometro percorso. Per fare un esempio, uno sportivo di 70 chili consuma circa 250 calorie se fa jogging per mezz’ora.

E’ quindi lo sport più indicato sia per mantenere il proprio peso forma che per favorire un buon dimagrimento. Indispensabile è la regolarità, la continuità e una certa distanza percorsa.

Il dimagrimento è dovuto ad un processo chiamato lipolisiNel corpo umano il grasso viene immagazzinato in specifiche cellule addette al suo deposito, che si chiamano adipociti. Durante il jogging, negli adipociti viene stimolata la lipolisi.

Queste cellule in pratica rilasciano il grasso, affinchè possa essere bruciato per ottenere energia. Che serve ai muscoli per sostenere lo sforzo. È in questo modo che svolgendo attività fisica il grasso corporeo diminuisce. Con un guadagno in termini di salute e bellezza.

Diminuisce gli zuccheri nel sangue

Ma non è solo il grasso in eccesso che viene contrastato grazie alla pratica dello jogging. Questo sport aiuta a tenere sotto controllo anche il livello degli zuccheri nel sangue.

Gli studi effettuati su pazienti diabetici, alcuni in terapia con insulina, alcuni con altri farmaci ad effetto ipoglicemico, e alcuni con valori di glicemia molto elevati hanno dimostrato una buona attività fisica come il jogging porta a risultati estremamente positivi.

Molti pazienti praticando jogging possono sospendere o ridurre le terapie. L’attività fisica fa sì che i muscoli vadano a prelevare (e quindi bruciare) una maggiore quantità di glucosio dal sangue. Fattore questo estremamente importante sia per i diabetici sia in generale per tutti i soggetti con problemi di iperglicemia.

Ovviamente la persona affetta da diabete deve prestare molta attenzione ai livelli di glicemia nel sangue durante l’allenamento per evitare delle improvvise cadute della glicemia, spesso pericolose.

Previene l’osteoporosi

L’esercizio fisico durante lo jogging produce un carico sull’apparato scheletrico in grado di favorire e stimolare l’aumento della massa ossea.

Questo diventa sia nell’uomo che nella donna un importante fattore di protezione nei confronti dell’osteoporosi. Anche se nel sesso femminile l’osteoporosi è fisiologicamente più frequente.

La corsa protratta nel tempo e praticata a tutte le età aiuta a rallentare questo grave deterioramento della salute e della resistenza delle ossa. La corsa è lo sport ideale anche perché si pratica all’aria aperta, viene così favorito in ogni momento dell’anno un maggior contatto tra le radiazioni solari e la superficie cutanea libera da vestiti.

Si può produrre così una maggior quantità di vitamina D indispensabile a favorire la mineralizzazione dell’osso a partire dal calcio contenuto nel latte e nei suoi derivati.

Favorisce una vita sessuale più soddisfacente

Un altro vantaggio della buona forma fisica che si ottiene con lo jogging è il miglioramento dell’efficienza sessuale e del piacere ad essa legato.

Questo vale ovviamente sia per gli uomini che per le donne. La ragione non è poi misteriosa.

Una buona forma fisica come quella che si ottiene correndo regolarmente non ha un’influenza positiva solo sui muscoli, sul cuore e sui polmoni, ma anche su tutti i sensi. Chi corre è più cosciente di sé, è più attento a cogliere le sensazioni del proprio e dell’altrui organismo.

E’ quindi quasi sempre in grado di offrire una partecipazione più sollecita a tutti gli aspetti della vita, tra i quali proprio quello sessuale.

Un altro aspetto importante che lega positivamente il jogging con l’attività sessuale è il fatto che il vigore del fisico permette di prolungarla nel tempo e soprattutto negli anni con grande soddisfazione reciproca.

Aggiunge anni alla nostra vita

Molti studi ormai hanno dimostrato che anche una modesta, ma continua attività fisica aiuta a prolungare la vita.

Tra le diverse attività sportive il jogging, essendo un’attività di tipo aerobico, è quella più completa per quanto riguarda i benefici continui sull’apparato cardiocircolatorio e respiratorio.

Se si pensa che problemi o insufficienze di questi apparati sono responsabili per oltre il 50% delle morti nel nostro paese si capisce perché il jogging può veramente allungare la vita.

Il jogging dona longevità a patto che la si pratichi il più a lungo possibile.In ogni caso il jogging oltre ad aggiungere anni alla vita, aggiunge sicuramente una buona qualità della vita agli anni di chi la pratica.

Il jogging fa bene alla mente

La corsa produce una sensazione di benessere che ha un’influenza positiva su tutto il sistema nervoso. Alcuni studi associano la corsa con gli stessi benefici di una terapia antidepressiva.

Tutto questo perché chi fa jogging regolarmente ha una buona produzione di neurotrasmettitori cerebrali come la dopamina e la serotonina. Questa sostanza influenza la motricità, il tono dell’umore, la capacità di attenzione, la motivazione.

Facendo jogging si liberano anche più endorfine.

Sono sostanze oppiacee endogene (prodotte direttamente dal nostro organismo) responsabili della sensazione di euforia e di benessere. Questa sensazione si può apprezzare durante e molto spesso dopo il jogging.

Esiste, a proposito della sensazione di euforia che può essere causata dalle endorfine, un fenomeno chiamato Runner’s high. Si riscontra in sportivi professionisti. Poiché per verificarsi è necessario uno sforzo prolungato di almeno trenta minuti. E’ tipico ad esempio dei maratoneti.

Se, perché allenati, si fa jogging per periodi di tempo più lunghi di mezz’ora, un’ora, nel nostro organismo si elevano anche i livelli di catecolamine (adrenalina e noradrenalina) e di cortisolo.

In questo modo si è in grado di migliorare il controllo da parte del sistema nervoso sui propri organi. La corsa diventa così un ottimo antidoto nei confronti di stress, ansia, depressione.

Il fatto che produciamo dopamina, serotonina, endorfine e anche catecolamine e cortisolo, durante un’attività fisica aerobica prolungata è un paradosso. Individuato e riconosciuto come tale dalla scienza medica. Produciamo sostanze antistress che producono benessere (dopamina, serotonina, endorfine) insieme a sostanze che si liberano durante uno stress (catecolamine e cortisolo).

Non abbiamo una risposta al perché questo succeda, Probabilmente l’azione soprattutto del cortisolo favorisce una migliore attività delle sostanze che apportano una sensazione di benessere.
L’effetto complessivo è però molto positivo. Ci fa stare e sentire meglio.

Dopamina e leptina

Il jogging e la corsa hanno molto a che fare con la leptina, popolarmente conosciuta come l’ormone della sazietà.

La leptina regola i meccanismi dell’ingestione e della spesa calorica, dell’appetito e del metabolismo.

Quando siamo a digiuno e affamati i livelli di leptina sono molto bassi. Quando invece mangiamo riprende la produzione di leptina. Così proviamo quella sensazione di soddisfazione e benessere tipica dell’aver soddisfatto un bisogno.

Infatti i livelli di leptina sono direttamente correlati a quelli di dopamina. Il cosiddetto ormone del benessere, del piacere e della felicità.

Mangiamo, aumenta la leptina, aumenta la dopamina, abbiamo una sensazione di piacere da soddisfazione .

Quando si corre sostanzialmente si produce leptina, quindi dopamina provando una sensazione di piacere analoga a quella del mangiare.

Si pone una domanda. Qual’è il motivo per cui i meccanismi di gratificazione derivanti dal cibo e dall’attività aerobica di resistenza sono tra loro correlati?

Secondo Stephanie Fulton, del Dipartimento di Nutrizione dell’Università di Montréal, probabilmente la spiegazione è da far risalire ai primordi. La storia è raccontata anche nel libro Born to Run di Chris McDougall.

Ai tempi della caccia quando l’uomo primitivo aveva fame (= bassi livelli di leptina) doveva cominciare a correre per andare in cerca di cibo. Il solo fatto di mettersi in moto con la prospettiva di trovare qualcosa da mangiare era sufficiente alla produzione dell’ormone della gratificazione.

Jogging e funzioni cognitive

Esiste uno stretto collegamento tra jogging e in generale l’attività aerobica e capacità di memoria e apprendimento. Per esempio, che i bambini con ottime capacità aerobiche ottengono punteggi migliori nei test di memoria, rispetto ai bambini in condizioni fisiche peggiori.

Inoltre unire l’esercizio allo studio favorisce il miglioramento della memoria. Rendendo lo studio meno difficile, in special modo quando ci si trova ad affrontare compiti complessi e impegnativi.

Una buona attività aerobica non solo potenzia l’apprendimento, ma provoca veri e propri cambiamenti all’interno del cervello dei bambini.

Gli ormoni secretti a seguito di questo tipo di esercizio hanno effetti benefici sul livello di attenzione. Producono una crescita dei livelli di eccitazione e migliorano la percezione.

Sviluppo di nuove cellule cerebrali

L’attività cardiovascolare stimola la crescita cellulare, l’equilibrio degli stati d’animo e la produzione di ormoni quali la dopamina, la serotonina e la norepinefrina.

Le ricerche hanno dimostrato come fare jogging  e attività aerobica possa favorire la neurogenesi (processo di formazione di nuovi neuroni). Aumentando le possibilità che le cellule appena nate sopravvivano e prosperino.

È inoltre emerso che praticare attività aerobica stimola la produzione del fattore neutrofico cerebrale (BDNF – Brain-derived neurotrophic factor), il quale aiuta la conservazione delle cellule del cervello e stimola la crescita di nuovi neuroni.

Performance cognitive nell’adulto

L’attività aerobica è in grado di migliorare il modo in cui elaboriamo le informazioni e prendiamo decisioni.

Insomma, il jogging  può aiutarci ad essere più intelligenti. Migliora del 68% la capacità di prendere decisioni corrette.

Uno dei primi studi venne condotto nel 1986 alla Purdue University: in un gruppo di 30 donne sottoposto all’incremento di 1/4 della loro attività cardiorespiratoria. Gli scienziati notarono un miglioramento (dal 12% fino al 68%) della loro capacità di elaborare le informazioni e prendere decisioni corrette.

Per la prima volta si cominciò a pensare che una buona attività aerobica potesse migliorare le funzioni cognitive.

Il jogging aumenta i livelli di attività cerebrale

5 anni dopo Wojtek Chodzko-Zajko della Kent University ha evidenziato come più erano complessi i processi mentali da elaborare e più alti potevano essere i benefici dell’allenamento aerobico.

La dimostrazione scientifica arrivò nel 2003. Charles Hillman dell’University of Illinois mise alla prova la capacità di una serie di studenti di entrambi i sessi di elaborare una serie di informazioni. Sia prima che dopo un allenamento cardio di 30’ sul treadmill.

Attraverso l’elettroencefalogramma vide come una buona attività aerobica aumentava i livelli di attività cerebrale nelle aree deputate all’attenzione e alla memoria.

Ovvero, in termini cognitivi, correre aiuta a prendere in minor tempo decisioni più ponderate.

Qualche anno dopo Hillman ripeté l’esperimento coinvolgendo anche persone anziane.

Gli anziani di base hanno capacità di memoria e di attenzione inferiori rispetto agli studenti ventenni del primo esperimento. Comparati ai coetanei sedentari, anche i 70enni che praticavano attività aerobica dimostravano un miglioramento delle capacità di elaborare le informazioni e di prendere decisioni in tempi brevi.

Attività aerobica e capacità di gestire il tempo a disposizione

A questo punto diversi gruppi di ricerca hanno voluto vedere se davvero praticare regolarmente attività aerobica si traduceva in un miglioramento delle performance professionali.

Hanno dimostrato che sudare aiuterebbe a gestire meglio il tempo e a raggiungere i risultati aspettati.

Aiuta a focalizzare meglio l’attenzione

In effetti basta chiederlo a qualunque jogger. Correre aiuta a focalizzare meglio l’attenzione e le energie.

E’ fisiologicamente provato che praticare attività aerobica come la corsa aumenta i livelli ematici di dopamina. Un neurotrasmettitore che aumenta l’attività cerebrale.

Migliora la capacità di concentrazione e diminuisce i livelli di stress. Ora, ciò non significa che uscendo a correre questa sera, domattina inventeremo Google.

Però se vogliamo lavorare meglio, essere meno stressati, gestire in modo più efficace il nostro tempo e vedere le cose in modo più chiaro, allacciare le scarpe da jogging e andare a fare una corsa lenta è senza dubbio la strada giusta da percorrere.

Jogging e riserva cognitiva

Diversi studi hanno dimostrato che i benefici di una buona attività aerobica sono cumulativi. Ossia incidono sulla riserva cognitiva delle persone.

Questa è l’abilità di tollerare cambiamenti all’interno delle strutture cerebrali dovuti all’età o a determinate patologie.

Una maggior riserva cognitiva implica maggiori difese contro le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Ottimi risultati si possono ottenere anche per la malattia di Parkinson.

Jogging e cervello degli anziani

La maggior parte degli studi suggerisce che quella cardiovascolare è l’attività che porta i maggiori benefici riguardo la capacità di memorizzare e il miglioramento dell’apprendimento.

Tuttavia, è stato provato che non solo l’allenamento della forza può portare a benefici cerebrali, ma anche un’attività più moderata. Anche una attività aerobica adatta agli anziani.

Gli studiosi hanno scoperto, infatti, che l’esercizio moderato, come fare uno jogging moderato può evitare l’insorgere di disturbi della memoria legati al processo di invecchiamento.

I risultati di una ricerca realizzata per un anno su un gruppo di anziani hanno evidenziato che i soggetti a cui era stato diagnosticato un deterioramento cognitivo lieve mostrarono miglioramenti della memoria e di linguaggio a seguito dello svolgimento di un programma di attività fisica.

Il programma si articolava in due sessioni settimanali di 90 minuti con esercizi di aerobica, allenamento della forza e dell’equilibrio.

L’esercizio fisico aerobico nell’anziano migliora tutte le performance del cervello.

Jogging e depressione

Ormai si moltiplicano le ricerche che dimostrano come fare attività aerobica sia un ottimo antidoto alla depressione. Migliori la qualità del sonno e provochi un sollievo da ansia e stress.

Questo è dovuto al fatto che praticare attività aerobica con regolarità e moderazione porta ad un aumento della produzione di serotonina. Oltre che dopamina ed endorfine.

La stessa sostanza che viene resa maggiormente disponibile nel cervello in conseguenza all’uso di antidepressivi.

Approssimativamente, il 75% di questo neurotrasmettitore é presente nelle “viscere”, dove regola la peristalsi intestinale.

La parte restante si trova nel cervello. Dove una buona concentrazione di questa sostanza coincide con un morale alto. Per contro, una sua carenza é legata alla depressione.

Sebbene siano molteplici i neurotrasmettitori che agiscono in sinergia per regolare l’umore, la serotonina è quello che la “fa da padrone”.

Chi fa attività fisica e in particolare jogging è più protetto dall’insorgenza di depressione rispetto a chi conduce una vita sedentaria.

Si dorme meglio

Il jogging aumenta la produzione nel cervello di neurotrasmettitori che influenzano tra le altre funzioni il ritmo sonno-veglia. Ecco perché fa jogging regolarmente dorme di più e spesso non conosce i problemi dell’insonnia.

A fine giornata il jogging produce anche quella sensazione normale e fisiologica di fatica. Che ci spinge a ricercare il riposo e quindi il sonno. Che rappresenta un importante momento di recupero delle energie consumate.

Il sonno rappresenta proprio un importante ed indispensabile meta alla fine della giornata del corridore.

Chi non corre spesso arriva alla sera affaticato “patologicamente”, vale a dire stressato o teso e queste sensazioni non lo aiutano a prendere sonno.

Cosa abbiamo imparato

E’ molto evidente come la ricerca medica continui ad aggiungere tasselli alle funzioni benefiche e salutare del jogging sul nostro organismo.

Questo sia per il corpo che per la mente.

A tutte le età. Con le dovute precauzioni fare jogging è una medicina.

Non resta molto da aggiungere. Facciamo una visita medica, allacciamo la scarpette, e con molta calma partiamo.


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