Influenza: i suoi sintomi e come curarla

Sta per arrivare il picco previsto per gli ammalati di influenza.

Influenza i suoi sintomi e come curarla

Sono previsti circa tra i sei e i sette milioni di italiani colpiti. Contro i 5 milioni che sono finiti a letto la scorsa stagione.

I virus in circolazione sono quello classico cioè il famoso A/H1N1 chiamato anche California. In più  il virus influenzale A/H3N2 chiamato anche Hong Kong e il virus B/Brisbane.

La speranza è che la vaccinazione sia stata fatta dal maggior numero di persone possibili. Sicuramente tutte quelle per cui la vaccinazione è consigliata. Ma anche chi non rientra nelle categorie a rischio. Infatti tanto maggiore è il numero di vaccinati tanto meno i virus influenzali circolano.

Secondo l’osservatorio dell’Università di Milano il picco arriverà poco dopo la fine della vacanze di Natale. Con il rientro dei bambini a scuola e negli asili si avranno le condizioni ideali per una ripresa ancora più forte dei contagi. Da questi si contagiano i genitori e gli insegnanti e quindi si riattiva la distribuzione dei virus in tutta la popolazione.

Dalla ripresa della scuola la curva influenzale crescerà per altre due-tre settimane. Poi dovrebbe cominciare la decrescita che durerà un periodo analogo. L’influenza continuerà a darci fastidio fino alla fine di febbraio e la prima metà di marzo.

I virus influenzali

I virus ricordati prima che causano l’influenza appartengono al genere degli Orthomixovirus.

L’influenza è un’infezione respiratoria virale molto contagiosa.

Si infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). È molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva. Anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona. Si diffonde facilmente negli ambienti chiusi e affollati.

Soprattutto se si mantiene un freddo intenso che ne favorisce la circolazione e l’ingresso nelle vie aeree.

L’influenza ha un breve periodo d’incubazione variabile di 1-4 giorni (in media 2 giorni). Durante il quale il virus può già essere contagioso. In particolare il periodo di contagiosità comincia qualche giorno prima della comparsa dei sintomi e si prolunga per circa 3-5 giorni.

Questo significa che il virus può essere trasmesso da persone apparentemente sane. Che non manifestano ancora i sintomi della malattia. I bambini invece sono contagiosi più a lungo.

L’influenza costituisce un importante problema di Sanità Pubblica. In primo luogo per il grande numero di persone che colpisce. E’ un motivo frequente di consultazione medica e di ricovero ospedaliero. Rappresenta la principale causa di assenza dal lavoro e da scuola.

A causa delle gravi complicanze che può causare nelle fasce a rischio è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da AIDS e tubercolosi.

Le principali fasce a rischio sono quella degli anziani e delle persone affette da patologie croniche.

Influenza: i sintomi

I sintomi generalmente sono:

  • febbre (con puntate sino a 39,5°C), generalmente accompagnata da brividi
  • malessere generale
  • dolori ossei, articolari e muscolari
  • mancanza di appetito
  • mal di testa
  • sintomi respiratori: tosse, mal di gola, congestione nasale
  • congiuntivite
  • sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale: nausea, vomito, diarrea, specialmente nei bambini

Nei lattanti, in genere, la febbre non si manifesta ma si osservano più frequentemente vomito e diarrea.

Anche negli anziani (oltre i 75 anni di età) generalmente la febbre rimane bassa. L’insorgenza dei disturbi è graduale e comporta soprattutto debolezza, dolori osteo-articolare. A volte stato confusionale.

Di solito l’influenza dura da 4 a 7 giorni.

Nei bambini più piccoli, nelle persone con più di 65 anni, nelle persone portatrici di malattie croniche o nelle donne in gravidanza, possono insorgere complicanze anche severe.

Le complicanze

Le complicanze dell’influenza sono dovute al fatto che l’organismo viene indebolito dal virus influenzale e predisposto ad infezione batteriche.

Quindi sinusiti, otiti e soprattutto polmoniti.

Nella polmonite batterica, dopo che il paziente con influenza è migliorato, si assiste alla ricomparsa della febbre preceduta da brivido. Le condizioni generali vanno rapidamente peggiorando. Gli stessi virus influenzali possono causare direttamente polmoniti virali che di solito sono ad elevata mortalità.

La disidratazione soprattutto negli anziani è una complicanza sempre temibile.

Possiamo poi assistere al peggioramento di una malattia cronica  già presente. pensiamo solo al diabete, alle broncopneumopatie croniche ostruttive o alle cardiopatie.

Negli anziani cardiopatici l’influenza può provocare un peggioramento della sintomatologia e della malattia del cuore fino all’arresto cardiaco improvviso.

Una particolare attenzione anche va rivolta alle donne in gravidanza. Che possono andare incontro a complicazioni a carico del sistema cardio-respiratorio. Con conseguenti danni al feto da ipossia cioè carenza di ossigeno.

La diagnosi

La diagnosi di influenza si basa sui sintomi clinici. La certezza diagnostica si ha solo con l’isolamento del virus influenzale con i test di laboratorio. Effettuato solo nell’ambito di studi scientifici perché di scarsa utilità ai fini della terapia.

I test rapidi

La diagnosi di certezza dell’influenza è in genere affidata alla coltura virale che fornisce un esito solo dopo 3 giorni ed è considerata il gold standard cioè il metodo più sicuro.

Sono disponibili numerosi test diagnostici rapidi, i cui risultati sono disponibili in un tempo inferiore a 30 minuti.

La varie linee guida nazionali ed internazionali non raccomandano l’uso frequente dei test rapidi. Infatti un test negativo non è sufficiente ad escludere la diagnosi. Il test positivo può spesso essere un falso positivo.

Il risultato del test non ha, inoltre, ricadute pratiche, cioè non ci cambia la terapia da mettere in atto.

I virus influenzali: artisti di trasformismo

I virus influenzali vanno incontro a frequenti cambiamenti, più o meno importanti della loro struttura. Determinando così la comparsa di nuovi ceppi.

Questo rende necessario tutti gli anni apportare delle modifiche ai virus in commercio.

Le informazioni sulle modifiche cui vanno incontro i virus influenzali sono raccolte da un sistema di sorveglianza.
I dati ottenuti da queste informazioni vengono utilizzate per la “composizione” del nuovo vaccino stagionale.

Che fonda la sua efficacia sulla maggiore concordanza possibile fra i virus circolanti e i virus vaccinali.

Il vaccino influenzale è efficace e sicuro. Viene caldamente consigliato in alcune categorie.

Come si cura l’influenza

La terapia di base dell’influenza è essenzialmente sintomatica. Cioè devono essere utilizzati farmaci per alleviare i suoi sintomi.

In primo luogo è necessario il riposo nella fase acuta della malattia e per 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre. starsene a casa e a letto è la cura migliore.

Per abbassare la febbre sono indicati i farmaci antipiretici. Soprattutto il paracetamolo da utilizzare quando la febbre supera i 38 gradi.

Nell’adulto si consiglia la somministrazione di 1 grammo di paracetamolo, ogni otto ore, per non più di tre somministrazioni al giorno, se la febbre supera i 38 gradi.

Possono essere utili antinfiammatori per attenuare per il mal di testa e i dolori osteomuscolari. Nei bambini al di sotto dei 12 anni è controindicato l’uso di acido acetilsalicilico (aspirina).

Si consiglia una dieta leggera, ricca di carboidrati, frutta e verdura di stagione.

Questa è la terapia di base per l’influenza.

Se la febbre persiste più di 4-5 giorni è necessario rivolgersi al proprio medico di fiducia. Questi valuterà la necessità o meno di intraprendere una terapia antibiotica di base, soprattutto nei pazienti a rischio.

Antibiotici che servono a curare le sovrainfezioni batteriche. Perché sappiamo che gli antibiotici uccidono i batteri non certo i virus come quelli dell’influenza.

In alcuni casi particolari casi potrebbe essere utile eseguire una coltura dell’espettorato, per identificare l’agente eziologico. Questo sempre su indicazione del medico curante.

Del tutto improprio è l’utilizzo della terapia antibiotica nei primi giorni di febbre che oltre a debilitare ulteriormente l’organismo crea resistenze batteriche.

I farmaci antivirali

La vaccinazione antinfluenzale annuale rappresenta la migliore strategia per la prevenzione delle complicanze delle infezioni da virus influenzali.

Da alcuni anni sono presenti anche farmaci antivirali. Che sono in grado di agire direttamente sui virus influenzali, causa dell’influenza.

Come tutti i farmaci anche gli antivirali hanno delle controindicazioni d’uso e possono essere responsabili dell’insorgenza di reazioni avverse. Vanno quindi assunti sempre su consiglio del proprio medico curante. Non sono un’alternativa alla vaccinazione.

Degli antivirali attualmente in commercio in Italia sono autorizzati per l’uso profilattico:

  • amantadina
  • osteltamivir

L‘amantadina è un inibitore della M2. E’ solo su l’infezione provocata dal virus di tipo A.

L’utilizzo del farmaco è associato ad effetti collaterali e quindi non è raccomandato se non in particolari condizioni.

L’oseltamivir è indicato contro l’influenza A e B ed è caratterizzato da migliore tollerabilità, rispetto all’amantadina. Ha meno effetti collaterali.

La terapia con questi farmaci deve essere iniziata entro 48 ore dall’esordio dei sintomi e continuata per 5-7 giorni. In questo caso riduce l’intensità dei sintomi sistemici e respiratori in circa il 50% dei casi. Abbreviando di 1-2 giorni la durata della malattia.

Questi farmaci andrebbero usati solo quando ci sono rischi di gravi complicanze. Perché possono avere effetti collaterali di tipo neurologico e favorire lo sviluppo di ceppi virali mutanti resistenti.

L’amantadina è sconsigliata per i bambini sotto l’anno d’età.

L’amantadina può essere utilizzate anche a scopo preventivo nelle persone ad alto rischio per le complicanze. Soprattutto in chi non si è potuto vaccinare.

Questi farmaci, non bloccano completamente l’infezione influenzale tanto da consentire lo sviluppo di una forma di immunità.

Sono stati descritti virus dell’influenza che possono acquisire resistenza agli antivirali. Per questo, l’uso profilattico degli antivirali non è raccomandato di routine durante le epidemie stagionali di influenza.

Laviamoci le mani

I virus influenzali persistono facilmente sulla superficie degli oggetti. Questa osservazione ha portato ad esperimenti per dimostrare l’efficacia del lavaggio delle mani con la tintura di iodio nel prevenire la trasmissione.

Se il lavaggio delle mani con tintura di iodio, per ovvi motivi, non è attuabile nella pratica quotidiana. Sicuramente l’atto semplice di lavarsi le mani con il sapone costituisce un rimedio molto utile per ridurre la diffusione dei virus influenzali.

Visto che quest’ultimo metodo è anche piuttosto economico, rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta.

Cosa abbiamo imparato

L’influenza è una malattia infettiva che ogni anno colpisce milioni di italiani.

Dura tra i cinque e i sette giorni. Ci sono categorie di persone per cui è fortemente raccomandata la vaccinazione per evitare le complicanze dell’influenza. Complicanze spesso mortali.

La terapia deve essere il riposo a letto e antifebbrili, soprattutto paracetamolo. La terapia antibiotica deve essere prescritta dal medico di fiducia a cui ci si deve rivolgere se dopo 4-5 giorni la febbre non passa.

Assolutamente vietato assume da sé antibiotici nei primi giorni di febbre.


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