Influenza: i sintomi, le complicanze, la terapia

Influenza ci siamo.

Con l’arrivo della stagione invernale, quindi con la diminuzione delle temperature, anche quest’anno dovremo fare i conti con l’influenza.

I virus che circoleranno quest’anno saranno: l’H1N1 A chiamato California e responsabile dell’influenza del 2009, l’H3N2 A con il nome Hong Kong e il virus B/Brisbane.

Più aggressivi dei precedenti, si prevede che colpiranno tra i sei e i sette milioni di italiani, contro i 5 milioni che sono finiti a letto la scorsa stagione.

Il virus influenzale

Sono stati identificati tre tipi di virus influenzale, costituenti il genere Orthomixovirus (vedi immagine).

I tipi A e B, responsabili della sintomatologia influenzale classica, e il tipo C, di scarsa rilevanza clinica (generalmente asintomatico).

L’influenza è un’infezione respiratoria virale molto contagiosa. Si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco, saliva ed in genere per via aerea. Anche semplicemente parlando vicino ad un’altra persona.

Si è sempre distinta dalle altre infezioni respiratorie molto più gravi, come la polmonite. Grazie all’andamento tipicamente stagionale (in Italia da dicembre a marzo) più che per i sintomi che la caratterizzano.

Questi possono essere molto variabili, dal semplice raffreddore al mal di testa, dall’infiammazione della gola alla bronchite. Come abbiamo visto in realtà può manifestarsi lungo tutto l’arco dell’anno.

L’influenza ha un breve periodo d’incubazione variabile di 1-4 giorni (in media 2 giorni). Durante il quale il virus può già essere contagioso. In particolare il periodo di contagiosità comincia qualche giorno prima della comparsa dei sintomi e si prolunga per circa 3-5 giorni.

Questo significa che il virus può essere trasmesso da persone apparentemente sane. Che non manifestano ancora i sintomi della malattia.

Il virus influenzale, che resiste molto bene nell’ambiente esterno in situazioni di bassa temperatura ed umidità, si diffonde facilmente negli ambienti chiusi affollati.

Influenza: come si manifesta

I sintomi generalmente sono:

  • febbre (con puntate sino a 39,5°C), generalmente accompagnata dabrividi
  • malessere generale
  • dolori ossei, articolari e muscolari
  • mancanza di appetito
  • mal di testa, sintomi respiratori (come tosse, mal di gola, congestione nasale), congiuntivite

Possono comparire sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea), specialmente nei bambini. Nei lattanti, in genere, la febbre non si manifesta ma si osservano più frequentemente vomito e diarrea.

Anche negli anziani (oltre i 75 anni di età) generalmente la febbre rimane bassa. L’insorgenza dei disturbi è graduale e comporta soprattutto debolezza, dolori osteo-articolare. A volte stato confusionale.

Di solito l’influenza dura da 3 a 6 giorni. Nei bambini più piccoli, nelle persone con più di 65 anni o che hanno alcune malattie croniche o nelle donne in gravidanza, possono però insorgere complicanze anche severe.

Le complicanze

Normalmente l’influenza è una malattia semplice. In alcune persone, soprattutto le più deboli come quelle anziane, si possono sovrapporre altri disturbi, definiti complicanze.

Le complicanze dell’influenza vanno dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti. Ad esempio malattie croniche dell’apparato cardiovascolare o respiratorio. Sinusiti e otiti (queste ultime soprattutto nei bambini).

Le complicanze respiratorie sono le più frequenti. Soprattutto le polmoniti a sovrapposizione batterica. Nella polmonite batterica, dopo che il paziente con influenza è migliorato, si assiste alla ricomparsa della febbre preceduta da brivido. Le condizioni generali vanno rapidamente peggiorando.

Oltre alle polmoniti batteriche, complicanze possono essere anche le polmoniti virali, di solito ad elevata mortalità.

La letteratura conferma l’importanza della vaccinazione antinfluenzale. Diminuisce sia l’ospedalizzazione che la mortalità per polmonite.

Vi sono poi le complicanze cardiache. Infatti, a seguito dell’influenza, possono comparire alterazioni del ritmo cardiaco, dei toni cardiaci, segni di insufficienza cardiaca. Soprattutto negli anziani, si può avere improvvisamente arresto cardiaco e morte.

È difficile dire se tutto ciò sia dovuto ad una vera e propria miocardite. Cioè un’infezione del cuore. E’ certo che in alcuni casi di miocardite è stato isolato il virus influenzale dal miocardio.

Altre complicanze

Una complicanza particolarmente grave può essere l’encefalite, affezione neurologica più frequente nei bambini.

Un’altra complicanza dell’influenza, che si manifesta quasi esclusivamente nel bambino, è la sindrome di Reye. Essa può comparire nei bambini o ragazzi da 6 mesi a 18 anni, in terapia prolungata con aspirina. E’ caratterizzata da encefalopatia acuta con alterazione dello stato di coscienza. Degenerazione grassa del fegato, in assenza di qualsiasi altra spiegazione.

I diabetici, invece, possono andare incontro ad un aggravamento della malattia, con sviluppo di chetoacidosi. Questa complicazione può associarsi ad ipopotassiemia e portare a gravissime conseguenze.

Una particolare attenzione anche va rivolta alle donne in gravidanza. Che possono andare incontro a complicazioni a carico del sistema cardio-respiratorio. Con conseguenti danni al feto da ipossia cioè carenza di ossigeno.

La diagnosi

La diagnosi di influenza si basa sui sintomi clinici. La certezza diagnostica si ha solo con l’isolamento del virus influenzale con i test di laboratorio. Effettuato solo nell’ambito di studi scientifici perché di scarsa utilità ai fini della terapia.

I virus dell’influenza, artisti di trasformismo

I virus influenzali vanno incontro a frequenti e permanenti cambiamenti della loro struttura. Determinando così la comparsa di nuovi ceppi che sono i responsabili delle epidemie influenzali. Che si susseguono ogni anno.

Le caratteristiche del tutto nuove di questi virus fanno si che la popolazione umana non abbia sviluppata alcuna protezione immunitaria nei loro confronti.

Le informazioni sulle modifiche cui vanno incontro i virus influenzali sono raccolte da un sistema di sorveglianza.

I dati ottenuti da queste informazioni vengono utilizzate per la “composizione” del nuovo vaccino stagionale. Che fonda la sua efficacia sulla maggiore concordanza possibile fra i virus circolanti e i virus vaccinali.

Chi deve vaccinarsi

La vaccinazione è raccomandata:

  • persone di età pari o superiore a 65 anni
  • bambini di età superiore ai 6 mesi e adulti affetti da patologie croniche
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • bambini pretermine (nati prima della 37^ settimana di gestazione) e di basso peso alla nascita (inferiore ai 2500 g), dopo il compimento del 6° mese
  • donne che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica
  • persone di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
  • medici e personale sanitario di assistenza
  • contatti familiari di persone ad alto rischio
  • addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo
  • personale che, per motivi occupazionali, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani

Chi non deve vaccinarsi

La vaccinazione è invece sconsigliata

  • lattanti al di sotto dei sei mesi
  • persone allergiche a componenti del vaccino, a meno di una attenta valutazione dei benefici in confronto ai possibili rischi
  • persone che hanno sviluppato severe reazioni a vaccino antinfluenzale nel passato
  • persone che hanno manifestato sindrome di Guillain Barrè (neuropatia generalizzata simmetrica) entro 6 settimane dalla somministrazione di vaccino antinfluenzale

Quando vaccinarsi

Il periodo più indicato per la vaccinazione va da ottobre a dicembre. Salvo diversa indicazione delle autorità sanitarie.

Vie di somministrazione

Il vaccino viene somministrato con una iniezione intramuscolo:

  • dopo i 12 anni: nel muscolo deltoide (braccio)
  • per i più piccoli: è consigliato il muscolo antero-laterale della coscia.

Bisogna vaccinare tutti i bambini contro l’influenza?

Un bambino in buone condizioni di salute è in grado di reagire autonomamente o con il semplice supporto di terapie sintomatiche nei confronti del virus influenzale. Perciò, la vaccinazione antinfluenzale nei bambini sani non è prioritaria.

Quali bambini bisogna vaccinare?

Ci sono bambini per i quali la vaccinazione, non solo è utile come mezzo di prevenzione collettiva ma è necessaria ai fini di una protezione individuale. In quanto, in caso di malatte, potrebbero più facilmente andare incontro a complicanze.

Sono bambini con:

  • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma persistente, la
    displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica), e malattie respiratorie acute recidivanti (otite media acuta e infezioni delle alte vie)
  • malattie croniche dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
  • malattie metaboliche, compreso il diabete mellito
  • malattie renali con insufficienza renale
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
  • sindromi da malassorbimento intestinale
  • malattie dell’apparato uropoietico ovvero altre severe condizioni patologiche che
    aumentino il rischio di complicanze
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • bambini e adulti istituzionalizzati
  • bambini pretermine e di basso peso alla nascita al compimento del 6° mese

Come si cura l’influenza

Se nonostante tutte le precauzioni, l’influenza arriva, ci sono alcuni farmaci che possono essere utilizzati per alleviare la sintomatologia o curare eventuali complicanze.

La terapia di base dell’influenza è essenzialmente sintomatica.

È consigliabile riposo nella fase acuta della malattia e per 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre.

Nei casi di influenza non complicati, con febbre elevata, cefalea, dolori articolari. Possono essere indicati i farmaci antipiretici, analgesici, antinfiammatori. Soprattutto il paracetamolo quando la febbre supera i 38 gradi.

Gli antibiotici possono essere utilizzati solo per il trattamento di complicanze a carico delle alte o basse vie respiratorie sostenute da batteri.

Sono ora disponibili diversi farmaci antivirali.

Raccomandazioni sull’uso di farmaci antivirali

È importante tenere sempre presente che:

  1. il trattamento con gli antivirali è in realtà un metodo per evitare l’insorgenza di complicanze
    legate all’influenza ma necessita dell’apporto di altri farmaci il loro utilizzo a scopo profilattico non deve mai essere considerato sostitutivo della vaccinazione antinfluenzale
  2. come tutti i farmaci anche gli antivirali hanno delle controindicazioni d’uso e possono essere responsabili dell’insorgenza di reazioni avverse: questi farmaci vanno quindi assunti sempre su consiglio del proprio medico curante.

Quali sono gli antivirali

Sono disponibili farmaci antivirali appartenenti a due diverse classi.

L ‘amantadina e la rimantadina appartengono agli Inibitori della M2. Sono efficaci solo sull’infezione influenzale provocata dai virus di tipo A. Solo l’amantadina è commercializzata in Italia.

La terapia con questi farmaci deve essere iniziata entro 48 ore dall’esordio dei sintomi e continuata per 5-7 giorni. In questo caso riduce l’intensità dei sintomi sistemici e respiratori in circa il 50% dei casi. Abbreviando di 1-2 giorni la durata della malattia.

Tuttavia, questi farmaci andrebbero usati solo quando ci sono rischi di gravi complicazioni. Perché possono avere effetti collaterali di tipo neurologico e favorire lo sviluppo di ceppi virali mutanti resistenti.
L’amantadina è, comunque, sconsigliata per i bambini sotto l’anno d’età.

L’amantadina e la rimantadina possono essere utilizzate anche a scopo preventivo nelle persone ad alto rischio per le complicanze. Soprattutto in chi non si è potuto vaccinare. Questi due farmaci, non bloccano completamente l’infezione influenzale tanto da consentire lo sviluppo di una forma di immunità.

Altri consigli terapeutici

Mani pulite

I virus influenzali persistono facilmente sulla superficie degli oggetti. Questa osservazione ha portato ad esperimenti per dimostrare l’efficacia del lavaggio delle mani con la tintura di iodio nel prevenire la trasmissione.

Se il lavaggio delle mani con tintura di iodio, per ovvi motivi, non è attuabile nella pratica quotidiana. Sicuramente l’atto semplice di lavarsi le mani con il sapone costituisce un rimedio utile per ridurne la diffusione.

Visto che quest’ultimo metodo è anche piuttosto economico, rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta.

La dieta

Brodo di pollo per alleviare i sintomi? Strano ma vero, il brodo di pollo si è rivelato piuttosto efficace nel sollievo dei sintomi influenzali.

E’ infatti ricco di proteine che aiutano la ricostruzione della membrana delle cellule del sistema immunitario. Solo di recente si è dimostrato che le sue proprietà sono di natura antinfiammatoria e accelerano il flusso del muco nasale.

Primo “rimedio” tra tutti un consumo regolare di frutta e verdura di stagione.

Il cavolo contiene una buona quantità di ferro, vitamina C e preziosi sali minerali. Cotto a vapore sembra essere di aiuto contro le affezioni delle vie respiratorie. Il suo succo avrebbe proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, e le sue foglie, opportunamente riscaldate e applicate sulla parte indolenzita calmerebbero il dolore.

La cipolla è ricca di vitamine e sali minerali. E’ un antisettico naturale, è espettorante e disinfetta l’intestino.

L’aglio grazie alla notevole quantità di ferro, sali minerali e svariate vitamine (A, B1, B2, PP e C) sarebbe utile per combattere catarri bronchiali e febbri. Oltre ad essere un ottimo antisettico.

Il limone, che secondo alcuni purificherebbe l’organismo dalle tossine, è consigliato per disinfettare la gola con semplici gargarismi.

Le mele e le pere aiuterebbero a mantenere sani i polmoni migliorando le condizioni delle vie respiratorie. In particolare, le pere contribuiscono a facilitare l’espulsione del catarro dissolvendolo. Se bollite insieme al miele, vengono consigliate per la cura della raucedine.

Infine come non nominare le arance, ricchissime di vitamina C. che aiutano il nostro organismo ad assorbire il ferro dai vegetali e stimolano le difese del sistema immunitario. Contribuendo a prevenire le malattie da raffreddamento.


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