Dieta mima digiuno: salute e longevità

La dieta mima digiuno (Fasting Mimicking Diet) non è un vero e proprio digiuno. Potrebbe essere uno dei nostri migliori alleati per vivere più a lungo e soprattutto in buone condizioni di salute.

Dieta mima digiuno salute e longevità

E’ stata messa a punto dal professor Valter Longo, uno dei pionieri degli studi sull’invecchiamento e la longevità.

Biochimico si occupa di genetica dell’invecchiamento e di come l’alimentazione moduli l’attività di quei geni che lo favoriscono, attivando la straordinaria capacità dell’organismo di riparare e rigenerare se stesso.

Valter Longo è direttore del “Longevity Institute” dell’Università della Southern California a Los Angeles e del “Laboratorio di Longevità e Cancro” all’Istituto Ifom di Milano.

Le tappe geografiche e scientifiche che l’hanno portato alla comprensione dei meccanismi biologici, cellulari e molecolari scatenati da uno schema alimentare che simula il digiuno – la Dieta Mima Digiuno – sono ora ripercorse nel suo libro “La Dieta della Longevità” edito da Vallardi.

Valter Longo è un discepolo di Roy Walford, il padre degli studi sulla restrizione calorica.

Nel corso dei suoi studi cominciati più di 50 anni fa presso i laboratori dell’UCLA, Roy Walford fu uno dei primi scienziati ad osservare che la restrizione calorica poteva avere effetti benefici sulla longevità.

Il potere preventivo e terapeutico del digiuno esiste dagli albori della medicina, nel giuramento di Ippocrate.

Risale alla notte dei tempi questa pratica pratica comune a molte società a scopo purificatore, terapeutico o religioso, ora sotto i riflettori della scienza.

La dieta mima digiuno cerca di offrire i vantaggi del digiuno senza gli effetti avversi. Infatti mangiare troppo poco non è gestibile. Né dal punto di vista sociale né da quello della salute, perché può compromettere il funzionamento del sistema immunitario.

Digiuno e longevità

Tutto parte dall’osservazione che la restrizione calorica può allungare la vita dei topi di laboratorio. Siamo nel 1969.

La scoperta che l’invecchiamento può essere migliorato con interventi dietetici apre la strada a moltissimi studi sulla prevenzione delle malattie legate all’invecchiamento.

E ovviamente sulla possibilità di allungare la vita grazie all’alimentazione.

Si è dimostrato che l’allungamento della vita non è per forza legato ad un aumento di malattie legate all’invecchiamento e alla disabilità.

Studi recenti hanno dimostrato che specifici interventi dietetici possono promuovere la vita lunga e una vecchiaia sana.

La riduzione o restrizione delle calorie deriva dalla restrizione di tutti i componenti alimentari ad eccezione di vitamine e minerali. Riduzione di alimenti che riguarda soprattutto le proteine. In particolare la restrizione di alcuni aminoacidi.

Gli effetti della restrizione calorica sono importanti:

  • riduzione dello stress ossidativo
  • miglioramento della funzionalità dei mitocondri
  • riduzione dell’invecchiamento cellulare
  • aumento della stabilità dei geni e miglioramento della capacità di riparazione del DNA
  • riduzione dell’infiammazione cronica
  • aumento della sensibilità all’insulina
  • aumento della funzionalità delle cellule staminali (le cellule rigeneratrici del nostro organismo)
  • miglioramento dei meccanismi che controllano la sintesi, la conformazione (il folding), la degradazione e l’aggregazione proteica
  • aumento dei batteri antinfiammatori nel microbiota
  • aumento della resistenza allo stress
  • neurogenesi (formazione di nuovi neuroni) nell’ippocampo accompagnata da migliori prestazioni cognitive

Tutti processi che favoriscono l’allungamento della vita. E una importante azione di prevenzione delle malattie correlate all’invecchiamento.

Dagli animali da esperimento all’uomo

La stragrande maggioranza di questi studi sono stati eseguiti su animali da esperimento. In realtà sappiamo poco sulla restrizione calorica e proteica nell’uomo.

Va detto  che i meccanismi biomolecolari alla base degli effetti osservati negli animali da esperimento sono presenti anche negli esseri umani. Come se si conservassero nelle diverse specie, pur nel diverso livello di complessità e nelle particolarità di ciascuna.

Accanto agli studi sugli animali da esperimento sono fioriti un grande numero di osservazioni sulle popolazioni di centenari.

Sono iniziati da qualche decennio e promettono ottime soluzioni per una vita lunga in pieno benessere.

Dieta mima digiuno

La dieta mima digiuno propone un principio molto semplice: simulare un semi-digiuno per 5 giorni ogni 3-6 mesi, riducendo fino al 50% l’apporto calorico rispetto alla normalità.

Quindi una dieta personalizzata al di fuori dei 5 giorni di semi-digiuno.

E’ una dieta pensata in chiave preventiva. E’ consigliato intraprenderla tra i 20 e i 65 anni.

Dai 65 anni è sconsigliata e anzi può essere dannosa. Inoltre sarebbe “troppo tradi”.

Dopo i 65 anni la dieta deve essere più ricca e più varia, perché l’organismo è meno efficiente, e minore il rischio legato al consumo di alimenti proteici come il formaggio, le uova e i latticini.

Assolutamente sconsigliato il fai da te

Il semi-digiuno per 5 giorni

L’idea è di ingannare l’organismo grazie alla Dieta Mima Digiuno. Un regime da 800/1000 calorie da seguire per cinque giorni ogni tre mesi-sei mesi.

La Dieta Mima Digiuno è composta da proteine (11-14%), carboidrati (42-43%) e grassi (46%). Con una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34% e il 54% rispetto al normale.

E’ frutto di quasi otto anni di discussioni con medici e colleghi, con i quali si è giunti ad un compromesso in grado di rispettare tre elementi importanti: l’efficacia, la sicurezza e l’aderenza dei soggetti al programma.

In generale non si può stabilire che cosa mangiare a priori. La dieta deve essere condotta sotto stretto controllo medico. E’ proprio il medico a stabilire quali cibi inserire nei pasti quotidiani, dopo aver visitato il paziente accuratamente, tenendo conto del suo stato di salute.

Generalmente viene consigliato il consumo di zuppe, di verdure, di frutta secca, di carboidrati semplici e di liquidi senza zucchero.

Menu di esempio:

  1. colazione: una tazza di tè e 50 grammi di cereali anche sotto forma di barretta
  2. pranzo: 100 grammi di pesce accompagnati da insalata verde condita con olio e limone oppure, in alternativa, verdure cotte a piacere
  3. cena: minestrone di verdure, qualche oliva e un pacchetto di crackers di cavolo nero

Gli integratori sono ammessi. In particolare quelli a base di Omega-3 e Omega-6, oltre che tutti i multivitaminici.

Il ciclo deve essere breve. Il rischio è quello di pensare che digiunare sia la risposta a un regime di vita più salutare. La dieta mima digiuno non è niente di tutto questo.

Si tratta, infatti, di mangiare bene, sano e in giusta quantità. Nulla a che vedere con un digiuno prolungato o una dieta ipocalorica. Che può far perdere peso, ma privando il corpo di nutrienti importanti.

Controindicazioni

La dieta mima digiuno non può essere seguita da:

  • donne incinte
  • diabetici
  • soggetti ipertesi
  • persone a rischio di anoressia nervosa
  • persone che hanno un’età superiore ai 65 anni

Al di fuori dei 5 giorni di semidigiuno

E’ consigliata una dieta a base di ceci, fagioli e altri legumi come fonte di proteine. Grandi quantità di broccoli, pomodori, olio di oliva, mandorle, noci e nocciole. Cereali rigorosamente integrali.

Nessun problema con l’aggiunta di pesce. Quest’ultimo, infatti, a differenza della carne, contiene grassi buoni, come l’Omega-3.

Vanno ridotti al minimo gli zuccheri e i grassi saturi animali. La carne, i dolci, la frutta e tutti i prodotti di origine animale.

Si tratta di sostituire certi piatti con altri. Alla pasta a mezzogiorno, per esempio, preferiremmo circa 150 grammi di cereali integrali e 300 grammi di legumi cotti.

Consumare proteine in grande quantità sotto i 65 anni, secondo il Prof. Longo, contribuisce ad accelerare l’invecchiamento. Aumentando il rischio di ammalarsi di tumore di ben 4 volte.

Sono permesse varie eccezioni.

Anche qui si danno delle indicazioni ma poi l’alimentazione al di fuori dei 5 giorni di semi-digiuno deve essere curata da un medico nutrizionista sulla base delle caratteristiche della persona.

E’ quindi sempre una dieta molto personalizzata.

Gli effetti della dieta mima digiuno

Gli effetti dovrebbero sono simili a quelli evidenziati negli animali da esperimento dopo restrizione calorica.

Una rigenerazione cellulare basata su:

  • riduzione dello stress ossidativo
  • miglioramento della funzionalità dei mitocondri
  • riduzione dell’invecchiamento cellulare
  • riduzione dell’infiammazione cronica, aumento delle cellule che regolano l’infiammazione
  • aumento della sensibilità all’insulina, diminuzione della produzione di insulina
  • riduzione della produzione di ormone della crescita (GH) e di Insulin like growth factor 1 (IGF1)
  • aumento della funzionalità delle cellule staminali (le cellule rigeneratrici del nostro organismo)
  • miglioramento dei meccanismi che controllano la sintesi, la conformazione (il folding), la degradazione e l’aggregazione proteica
  • aumento dei batteri antinfiammatori nel microbiota
  • aumento della resistenza allo stress

La Dieta Mima Digiuno ha un apporto calorico accettabile. Comporta qualche sforzo, qualche mal di testa, ma in genere si può seguire continuando a lavorare. Si perde peso, soprattutto grasso viscerale.

Perché l’organismo risponde alla deprivazione di cibo sfruttando le proprie risorse. Durante i 5 giorni inevitabilmente si perdono anche acqua e un po’ di massa muscolare.

Che si recuperano senza problemi nei giorni successivi: l’importante è farsi seguire da un esperto.

Tutti processi che favoriscono l’allungamento della vita.

E una importante azione di prevenzione delle malattie correlate all’invecchiamento:

  • malattie cardiache: insufficienza cardiaca, scompenso cardiaco
  • malattie neurodegerative: demenza, malattia di Alzheimer, sclerosi multipla
  • malattie metaboliche: aterosclerosi, insulino-resistenza, diabete, obesità
  • malattie dell’apparato scheletrico: osteoporosi
  • malattie infiammatorie: autoimmuni (celiachia, artrite reumatoide) malattie infiammatorie croniche dell’intestino

Tanto che l’ente americano che controlla la sicurezza e la commercializzazione sia dei farmaci sia degli alimenti (la Food&Drug Administration) ha espresso interesse per la dieta Mima Digiuno. che presto potrebbe essere approvata come trattamento per la riduzione dei fattori di rischio di alcune malattie croniche precedentemente descritte.

Attività fisica

Viene consigliato di associare la dieta mima digiuno ad una costante e regolare attività fisica.

In questo modo mettiamo in campo tutto ciò che è in nostro potere per ridurre al minimo il rischio di malattia e favorire la longevità.

Dieta mima digiuno e cancro

Dagli studi emerge anche che questo schema alimentare non indebolisce l’organismo, ma, al contrario, lo rende più equipaggiato per affrontare un percorso come quello della chemioterapia.

Non solo è sicuro e praticabile dal paziente oncologico, ma predispone l’organismo a ricevere il trattamento. Le cellule tumorali, infatti, soffrono la mancanza di glucosio e di altri fattori in circolo.

Quelle sane attivano una modalità protettiva che le preserva dagli effetti tossici della chemioterapia.  

Infatti tra i sostenitori della dieta mima digiuno c’è anche Umberto Veronesi:

“La dieta mima digiuno abbassa i fattori di rischio associati all’invecchiamento, come ad esempio le malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità e il cancro. L’invecchiamento viene rallentato, assicurandoci dieci anni di vita in più”.

Dieta mima digiuno: formazione e commercializzazione

Il prof. Longo sta lavorando anche per formare nutrizionisti specializzati nella dieta mima digiuno anche in Italia.

Inoltre il libro è pensato per fornire ai medici le giuste informazioni per prescrivere la dieta.

Per favorire la sua diffusione ha creato una società, la L-Nutra. Questa fornisce pasti preconfezionati, zuppe, barrette e integratori a base di verdure e semi oleosi, disponibili da settembre anche in Italia:

I guadagni delle vendita del libro e della società L-Nutra saranno investiti in ricerca tramite la fondazione Create Cures.

Cosa abbiamo imparato

C’è ancora molta strada da fare sia dal punto di vista teorico che clinico.

I meccanismi della restrizione calorica e proteica devono essere ancora approfonditi.

Così come gli effetti di questi regimi alimentari sull’uomo.

La dieta mima digiuno è senza dubbio il primo importante risultato di tutte le conoscenze fino ad oggi acquisite sulla longevità e la prevenzione delle malattie connesse con l’invecchiamento.

Siamo in attesa degli studi che ne provino scientificamente l’efficacia. Intanto partendo da questi suggerimenti, sotto guida medica, qualche cambiamento al nostro stile di vita si potrebbe fare.


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