Cosmesi: il futuro è già presente

Nel campo della cosmesi siamo di fronte ad una rivoluzione. Che è già in atto da alcuni anni.

Cosmesi il futuro è già presente

I cosmetici di origine naturale o di sintesi vengono affiancati da principi bioattivi definiti cosmaceutici.

Cenni storici

La parola cosmesi viene dal greco: κόσμος (kósmos) che significa “ordine”, da cui kósmesis: mettere in ordine, abbellire, rendere piacevole.  

La ricerca di tecniche e prodotti per abbellire, rendere più piacevoli donne e anche uomini ha una storia molto antica. Durante il regno degli egizi la cosmesi ebbe un ruolo fondamentale nella cura della persona.

Gli Egizi si cospargevano di unguenti. Allungavano gli occhi con il kajal e dipingevano le labbra con ossido di rame e ferro.

In tutti i popoli antichi è documentato l’uso della cosmesi. I nativi americani si dipingevano il corpo. I fenici inventarono il sapone e gli ebrei facevano uso di fragranze come l’incenso.

Gli arabi estrassero l’acqua di rose. I greci si coloravano i capelli con uno speciale unguento e dipingevano il volto di bianco (col piombo bianco) o di rosa (col vermiglio). I romani, riporta Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, abbondarono di trucchi, oli e profumi.

I cosmetici erano oli (hedysmata), unguenti (stymmata), e pomate (diapasmata).

I cinesi, conoscevano la cosmesi. Utilizzarono e utilizzano ancora oggi dipingersi il volto di verde, ocra o rosso per rappresentare demoni in scene teatrali.

Fra il X-XI secolo fu fondata a Salerno la prima università europea medica. Che fra l’altro si occupava di studiare le essenze di piante medicinali.

Nell’Italia del 500 in molte corti le dame preferivano adornarsi il viso con creme e aceti di toeletta. Questo modello fu esportato nell’Europa centrale. Fu così che il mondo allora conosciuto (Europa, Asia, Africa e America) conobbero la cosmesi.

Nel 1807 William Colgate e Chevreul produssero, studiando la natura del sapone, le prime candele.

Nel 1910 fu inventato il primo rossetto.

Il cosmetico

Viene convenzionalmente classificato in sottogruppi, in funzione dei diversi ambiti applicativi dei cosmetici utilizzati:

  • per la cura del corpo, viso, capelli
  • decorativi o trucco, in inglese Make up
  • per la detergenza e igiene personale

Secondo il Regolamento sui cosmetici nell’Unione Europea:

si intendono per prodotti cosmetici le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato. I prodotti cosmetici non hanno finalità terapeutica e non possono vantare attività terapeutiche”.

Quindi la prerogativa principale di un cosmetico è quella di essere applicato sulle superfici esterne del corpo umano.

Nella cosmesi esso non deve oltrepassare quella che viene chiamata giunzione dermo-epidermica , ovvero la zona di congiunzione tra epidermide e derma.

Non sono cosmetici sostanze o miscele che, come ad esempio i filler per la riduzione delle rughe, Che non si applichino sulla superficie del corpo umano o nel cavo orale.

Non sono cosmetici sostanze o miscele applicate sulla superficie del corpo con finalità diverse da quelle indicate dal Regolamento.

In particolare non sono cosmetici tutti i farmaci o dispositivi medici (disinfettanti, repellenti per insetti, ecc.) topici.

È inoltre bene ricordare che un prodotto cosmetico è una composizione complessa multifattoriale. Che associa una varietà di ingredienti.

Ciascuno dei quali contribuisce all’efficacia globale del prodotto. L’efficacia è frutto dell’associazione e della sinergia tra le varie tipologie di ingredienti.

Sicurezza del cosmetico

A garantire la sicurezza dei prodotti cosmetici e l’assenza di rischi gravi per il consumatore sono soprattutto tre strumenti:

  • le disposizioni di legge
  • i test eseguiti su base assolutamente volontaria dalle industrie cosmetiche
  • la sorveglianza o cosmetovigilanza

Il sistema della sicurezza cosmetica si è formato nel tempo sull’onda del Food, Drug, and Cosmetic Act del 1938 in USA. Lo spirito della norma è che tutte le responsabilità della sicurezza dei cosmetici fanno capo a chi lo produce e mette sul mercato.

Il Regolamento sui cosmetici stabilisce che i cosmetici messi a disposizione sul mercato siano sicuri per la salute umana se utilizzati in condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili.

Definisce inoltre i requisiti che deve avere chi lo produce e ne valuta la sicurezza. Che ingredienti non può contenere. Quali hanno delle precise restrizioni per il loro eventuale utilizzo.

L’azienda cosmetica può eseguire o far eseguire test per verificare la sicurezza del cosmetico, su base volontaria. Ma dall’entrata in vigore della Direttiva 2003/15/CE, nota anche come VII modifica, sono bandite tutte le sperimentazioni su animali. Per le quali esistevano metodi alternativi convalidati e accettati.

Efficacia del cosmetico

Secondo il Regolamento Cosmetico devono essere tenute a disposizione delle Autorità competenti le informazioni che includono tutti gli elementi necessari. Relativi all’identità, alla qualità, alla sicurezza per la salute umana e agli effetti attribuiti al prodotto cosmetico.

Per supportare i claims pubblicitari le aziende cosmetiche possono seguire le linee guida dell’associazione delle aziende cosmetiche europee.

La pubblicità non veritiera e non supportata, in Italia, è sanzionabile sia dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e dei Mercati). Che dall’IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria).

Ingredienti

Gli ingredienti dei cosmetici sono catalogati dall’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).

Il sistema INCI è una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del prodotto cosmetico.

E’ nato agli inizi degli anni settanta sotto l’egida dell’associazione delle Industrie USA del settore. Per creare una denominazione univoca e riconoscibile degli ingredienti cosmetici.

Questo facilita l’identificazione delle sostanze alle quali si può essere allergici. Non rende registrabili come marchi da una sola industria i nomi di specifici ingredienti. È unico per tutti i paesi della UE, oltre ad avere una grande diffusione internazionale.

Solo dal 1997 nella UE è obbligatorio elencare gli tutti ingredienti del cosmetico sul prodotto.

Non tutti gli ingredienti cosmetici registrati nell’INCI sono inclusi nel Glossario degli Ingredienti Cosmetici Europeo.

L’elenco deve essere in ordine decrescente con al primo posto l’ingrediente presente alla concentrazione più alta. Gli ingredienti con concentrazione inferiore al 1% possono essere elencati in ordine arbitrario in fondo all’elenco. Si considera ingrediente cosmetico la sostanza o la miscela di sostanze intenzionalmente inserite nella formulazione.

Non sono ingredienti

Non sono ingredienti, quindi non ricadono nell’obbligo di elencarli sul prodotto:

  • le impurezze contenute nelle materie prime utilizzate
  • le sostanze tecniche secondarie utilizzate nella miscela ma che non compaiono nella composizione del prodotto finito

I composti odoranti e aromatizzanti e l’insieme delle loro materie prime sono indicati con l’unico termine «parfum» o «aroma». È però obbligatorio segnalare la presenza di sostanze classificate come potenziali allergeni.

Se nel cosmetico da risciacquo superano la concentrazione di 0,01% e nei cosmetici non da risciacquo superano il 0,001%.

L’assegnazione di un nome INCI ad una sostanza o miscela di sostanze non comporta che siano sicure o efficaci.

Il glossario europeo degli ingredienti cosmetici non costituisce una lista limitativa degli ingredienti che possono essere utilizzati in un cosmetico.

Possono essere utilizzati anche ingredienti di cui non esiste un nome INCI purché nella lista ingredienti compaia un termine contenuto in una nomenclatura generalmente accettata.

In generale un prodotto cosmetico è formato da tre categorie di materie prime:

  • principi o sostanze funzionali
  • eccipienti
  • additivi

Le prime sono sostanze che vengono inserite nelle formulazioni cosmetiche per conferirgli una funzionalità ben precisa.

Hanno un’attività specifica, che talvolta però può interessare non solo la superficie dell’epidermide.

Evoluzione della cosmesi

Negli ultimi decenni si fa strada un nuovo concetto nella cosmesi.

L’emergere dell’individuo nella sfera sociale sancisce l’importanza della bellezza anche nel rapporto con se stessi.

Si afferma il concetto di benessere come stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano. Caratterizza la qualità della vita di ogni singola persona, uno stato complessivo di buona salute fisica, psichica e mentale

Nella sfera del benessere individuale il rapporto con se stessi diventa essenziale. Un rapporto che deve essere armonico. Suscitare percezioni e sensazioni positive e in sintonia con ciò che ci circonda.

Cresce l’importanza di stare bene con il proprio corpo, prendendosene cura. Accettando i suoi difetti. Migliorando quelli che ci creano un disagio quotidiano. L’importanza di sentirsi curati e in ordine per restare semplici e veri.

Dedicare del tempo alla cura del nostro corpo permette di rilassarsi. Di trovare un particolare momento di serenità, anche semplicemente, imparando piccoli trucchi e segreti che possano migliorare un nostro difetto fisico. Renderlo più accettabile ai nostri occhi, per piacerci un po’ di più.

È importante rispettare la semplicità e la diversità della bellezza.

Se ogni persona si sentisse bella per come è, trasmetterebbe comunque una emozione in chi la guarda.

Sentirsi bene con se stessi, migliora l’autostima, rende più sorridenti e più piacevoli.

Oggi dalla cura della bellezza si passa alla sua unione con il benessere in quella simbiosi che è definita Beauty-wellness. Prendersi cura della propria persona è importante. Per le donne e sempre di più anche per gli uomini. Per sentirsi in armonia con se stessi.

La cosmesi non è più solo per la bellezza, ma anche per la salute, per il benessere.

La cosmaceutica

Dagli anni 90’ in poi emergono principi attivi naturali definiti funzionali.

Da vari prodotti naturali come: il thè verde, i mirtilli, i semi d’uva, le arance rosse, la ginkgo biloba si estraggono proteine con provate attività antiossidanti ed antinfiammatorie. Sono soprattutto i polifenoli, le mucillagini, vari peptidi.

Si ricercano modalità di produzione sempre più ecosostenibili. Nasce il campo della fito cosmesi o cosmesi bio.
La ricerca scientifica ci mette a disposizione nuovi sistemi di veicolazione delle sostanze attive. Sono le micro e nanoparticelle, le microsfere, i liposomi.

Si struttura una cosmesi fortemente bioattiva.

Ci si sposta dal campo della cosmesi a quello della medicina.

Il cosmaceutico

Nasce il cosmeceutico. Questa parola è formata da due parole “cosmetico” e “farmaceutico”.

Per questi prodotti sono state coniate numerose definizioni. Secondo quella più frequentemente utilizzate, si tratterebbe di sostanze che si presentano con una forma farmaceutica-cosmetica (crema, lozione, emulsione).

Utilizzate per applicazioni locali sulla cute come nella tradizione della cosmesi. Hanno un’azione farmaco-simile. In base a ciò che dice la legge, pertanto, un prodotto di questo tipo non non è un cosmetico.

Perché se è cosmetico non può nel contempo avere anche le azioni di un farmaco. Non può superare la barriera delle superficii esterne del nostro corpo come l’epidermide.

Quando ciò avviene, ovvero quando le sostanze funzionali presenti in un cosmetico oltrepassano la giunzione dermo-epidermica si parla di cosmeceutico.

Il  cosmeceutico, o cosmetico  funzionale, o ancora dermo-cosmetico, è  un  rimedio  per  disfunzioni  cutanee  che  creano  inestetismi   e  quindi  agisce  in maniera simile ad un  farmaco,  il  trattamento,  pertanto,  andrebbe  prescritto e  monitorato  dal  dermatologo.

Facciamo un esempio

Gli estratti di Ippocastano (Aesculus Hippocastanum), di Centella (Centella Asiatica) e di Rusco (Ruscus aculeatus).

Sono utilizzati come ingredienti attivi per la protezione dei piccoli vasi sanguigni in alcuni prodotti farmaceutici.

Vengono anche utilizzati in numerosi preparati cosmetici impiegati nel trattamento degli inestetismi causati dalla cellulite.

Ma per legge nei cosmetici che li contengono non possono essere definiti come “vasoprotettivi”. Ciò nonostante grazie alle loro caratteristiche strutturali sono in grado di superare la giunzione dermo-epidermica ed agire in profondità sul derma. Anche se a concentrazioni minori rispetto ad un preparato farmaceutico.

A livello giuridico purtroppo vi è una grossa lacuna. Infatti per quanto concerne la legge i cosmeceutici non esistono. Quindi non esiste, come per i cosmetici, un articolo che ne dia la definizione.

Se a livello accademico il termine cosmeceutico è ben definito. Esso non è universalmente accettato né dall’industria cosmetica, secondo né dalle Autorità Regolatorie. In quanto i cosmeceutici sono da considerarsi «prodotti di frontiera», ovvero prodotti borderline. Infatti possono soddisfare sia la definizione di cosmetico che di farmaco.

Per questo motivo è difficile stabilire sotto quale normativa essi rientrino.

A tutela del consumatore si auspica che questa anomalia normativa venga al più presto colmata.

La cosa fondamentale resta sempre scegliere i prodotti giusti. Con alle spalle una attenta ricerca scientifica. Facendosi aiutare da professionisti preparati.


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