Casa: sempre di più a misura di anziano

Mai come oggi è necessario pensare ad una casa a misura di anziano.

Casa: deve essere sempre di più a misura di anziano

Per fortuna si vive sempre di più. Nel nostro Paese gli over 65 sono quasi il 22% della popolazione. Secondo gli ultimi dati Istat ci sono 157,7 anziani ogni 100 giovani. Tra qualche anno gli over 65 saranno il 30% della popolazione.

Cresce la presenza di “grandi vecchi”. Con età superiore agli 80 anni che ormai raggiunge il 6% della popolazione residente, il 31% della popolazione anziana.

I cambiamenti nella società

L’allungamento della vita, insieme allo straordinario incremento dell’indice di vecchiaia, sta producendo mutamenti profondi nell’organizzazione della nostra società.

E’ una delle più grandi trasformazioni sociali in atto nel mondo occidentale. Con cui è necessario misurarsi in modo innovativo.

I molteplici aspetti che pone vanno affrontati sapendo che è la società nel suo complesso a dover elaborare una diversa idea di vecchiaia. All’altezza dei mutamenti e delle nuove speranze di vita.Con la possibilità di realizzare una straordinaria conquista di civiltà.

Vanno create le condizioni affinché l’anziano possa condurre una vita non solo lunga ma anche, per quanto possibile, sana e attiva.

Affinché possa mantenere più a lungo possibile la propria indipendenza e autosufficienza.

Questo significa una alimentazione adeguata all’età. Il giusto movimento fisico, una socialità attiva. La possibilità di svolgere qualche lavoretto e anche una casa adeguata dove vivere.

Queste precauzioni possono essere garantite da istituzioni pubbliche o da privati. Questi devono essere formati nel migliore dei modi. Prendersi cura dell’anziano e della sua casa a domicilio. Prevedendo forme di assistenza personalizzata per ogni singolo caso.

La soluzione giusta per l’autonomia e la qualità della vita è come un “abito fatto su misura”. Deve essere funzionale, efficace, piacevole e resistente. Per fare un abito così, ci vuole un “sarto” esperto. In pratica prima di fare delle scelte è utile fare un’ analisi approfondita con l’aiuto di esperti nel settore per valutare tutte le possibili soluzioni. Anche per informarsi sulle agevolazioni ed i contributi eventualmente previsti.

Questi interventi permettono all’anziano di evitare o rimandare l’inserimento in case di riposo. Prevengono il decadimento fisico e mentale dell’anziano stesso. Danno sollievo e sicurezza alla famiglia dell’anziano.

La casa e gli anziani

Va inoltre considerato che la casa è probabilmente il luogo più importante nella vita di una persona.

Quando l’autonomia personale è ridotta, il desiderio principale è quello di poter rimanere il più a lungo possibile nella propria casa.

Secondo il “2° Rapporto sulla condizione abitativa degli anziani che abitano in case di proprietà – 2015” cresce al 41% la quota di case con la presenza di anziani sul totale della case di proprietà delle famiglie.
Sono 9.947.438 gli anziani che vivono in case di proprietà. L’80,3% della popolazione anziana italiana.

Aumenta la quantità di abitazioni di grandi dimensioni abitate da anziani soli.
I dati ci dicono che il 54,9% delle le case degli anziani ha un’età media superiore ai 50 anni.
Di conseguenza, mediamente vetuste, con ambienti e impianti vecchi. Spesso fuori norma in materia di sicurezza.

Spesso caratterizzate dalla presenza di barriere architettoniche.

Si pone,quindi, con una certa urgenza la necessità di promuovere un programma finalizzato all’adeguamento delle abitazioni degli anziani. Con interventi che riguarderanno sia le abitazioni che gli edifici. Per eliminare le barriere architettoniche. Rendere più fruibili gli spazi di vita.

Per fare qualche esempio la presenza di dislivelli, porte e portoni troppo stretti, vasca da bagno inaccessibile, mancanza di ascensore nell’edificio. Attrezzarli di impianti domotici e di tecnologie per una vita più autonoma.

Va adeguata la casa anche rispetto alle nuove esigenze che emergono con l’avanzare degli anni. Anche quando si è più avanti nell’età e cominciano a manifestarsi le prime fragilità. Nel movimento, nella vista, nell’udito, nella memoria.

Proviamo ad entrare nello specifico descrivendo gli interventi che potrebbero essere utili per una casa a misura di anziano. Anche di anziani che come abbiamo detto convivono con i problemi legata all’avanzare dell’età.

Le barriere verticali

Partirei dall’esterno della casa, dalle barriere verticali. Per esempio i gradini posti all’ingresso di alcune case o le scale interne.

Il superamento delle barriere verticali per accedere alle abitazioni è una tematica ricorrente per le persone anziani con problemi di movimento o già costretti su una carrozzina.

Esistono varie possibilità per superare le barriere verticali. Soluzioni tecnologiche e non. Si va dalla rampa fissa o mobile ai montascale, per arrivare fino agli ascensori/elevatori. Senza dimenticare soluzioni recenti ad alta tecnologia come la scala-elevatrice.

Gli ambienti interni: il bagno

Superate le barriere architettoniche, ora vediamo qualche indicazione per rendere accessibili gli ambienti interni. Cominciando dal locale della casa in cui credo che l’esigenza di autonomia sia maggiormente avvertita, il bagno.

Spesso le dimensioni di questa stanza sono limitate e possono rendere difficoltosi gli spostamenti, le manovre e le procedure igieniche. Non esiste un bagno accessibile per tutte le persone anziane. Come non esistono i sanitari per “standard”.

E’ sempre necessario tenere in massima considerazione le capacità della persona, le sue esigenze. L’intervento dei care giver e, possibilmente, non dimenticarsi dell’aspetto estetico.
I care giver sono le persone che assistono l’anziano. Possono essere i parenti o personale affiancato alla persona come una badante.

Lavabo, rubinetterie, specchio vanno adattati al grado di autonomia dell’anziano.

Per l’occorrente alle procedure igieniche (saponi liquidi, spugne, asciugamani…)  è utile predisporre dei mobiletti su ruote accanto al lavabo. Che permettano di avvicinare facilmente gli oggetti alla persona. All’occorrenza liberare spazio per le manovre in carrozzina.

Wc, un elemento chiave del bagno

La sua posizione ideale, se gli spazi lo consentono, è a “centro parete”. In modo da essere facilmente avvicinabile da entrambi i lati.

E’ importante considerare sempre gli spazi davanti ai sanitari. Perciò in bagni molto stretti è preferibile evitare di posizionare gli elementi frontalmente.

Per garantire la massima fruibilità, il water dovrebbe essere sospeso. In modo da essere regolato in altezza in base alle esigenze dell’utilizzatore. Avere il sedile del water e quello della carrozzina alla stessa altezza è la condizione ideale per i trasferimenti. Non bisogna però dimenticare che l’appoggio dei piedi a terra è utile per limitare problemi di equilibrio da seduti.

Per chi necessita di intensa assistenza nei trasferimenti sui sanitari è consigliabile utilizzare una sedia doccia/wc. Oltre a permettere una seduta sicura in doccia, ha la possibilità di essere sovrapposta al water.

Doccia o vasca

La doccia oggi è lo strumento più utilizzato per l’igiene del corpo. Anche nel nostro caso, è la soluzione ideale.

Esistono vari ausili anche elettronici che rendono la doccia facilmente utilizzabile dagli anziani.

I vantaggi della doccia mi sembrano preponderanti rispetto a quelli della vasca.
Oltre alla semplice preferenza, il bagno in vasca in certi casi può essere limitante per l’accesso e i movimenti dell’anziano.

In altri casi la vasca può favorire l’autonomia nelle procedure igieniche se sussistono deficit di forza. L’immersione in acqua limita l’azione della forza di gravità favorendo le attività volontarie degli arti.

Il bagno richiese strutture per il sollevamento e il posizionamento dell’anziano in caso di anziani con importanti problematicità di movimento.

La camera da letto

La camera da letto è un ambiente che spesso necessita di poche modifiche strutturali.

Però nel caso di anziani con disabilità importante, diventa l’ambiente della casa più vissuto. Per cui è fondamentale prestare attenzione alla disposizione e alla tipologia degli arredi.

Cominciamo dall’elemento principale, il lettoOvviamente richiede attente valutazioni. Deve essere comodo e adatto alle esigenze dell’utilizzatore e degli eventuali assistenti.

Se una persona richiede una totale assistenza nelle procedure igieniche,quasi sempre una parte è effettuata a letto. Nella vestizione/svestizione, nei trasferimenti e nei cambi posturali. 

La scelta del letto è bene che preveda di facilitare questi compiti all’assistente. Per esempio con un modello ad altezza variabile, con una rete elettrica articolata a 3 snodi. Con di una piazza e mezzo invece che una sola.

Anche qui possono essere utilizzate varie strutture per il posizionamento a letto dell’anziano.

Per il materasso una delle soluzioni spesso indicate è il materasso in lattice. Oltre ad essere anallergico, è correttamente areato. Ha una buona modellabilità adeguandosi perfettamente ai movimenti delle reti articolate.

Per quanto riguarda le reti consigliamo quelle a doghe. Segnaliamo anche modelli in cui le doghe sono completate da piastre in grado di basculare in ogni direzione. Con un grado di rigidità diverso per spalle, dorso e bacino. Per reagire in modo indipendente ad ogni movimento, adattandosi al peso e alla conformazione fisica di chi le usa.

La cucina

La cucina oltre che funzionale deve essere sicura e bella. Questo è possibile combinando prodotti del mercato seriale con accorgimenti personalizzati.

Come per gli altri ambienti, in fase di progettazione è importante individuare le capacità residue della persona ed eventuali punti critici legati all’attività che vorrà svolgere in cucina.

Come in tutte le stanze della casa, bisogna prevedere adeguati spazi di circolazione e di manovra. Senza strettoie o altri ostacoli. Inoltre è indispensabile realizzare un’organizzazione degli spazi tale da limitare al massimo gli spostamenti.

Distribuendo accuratamente i vari elementi del piano di lavoro ed organizzando la collocazione degli elettrodomestici. Non è auspicabile per esempio che persone con difficoltà di spostamento abbiano lavello e piano cottura distanti tra loro.

Controllo dell’ambiente e domotica

Per controllare l’ambiente vi sono sono dispositivi singoli, come telecomandi ad accesso facilitato, telefoni adattati, prese telecomandate. L’unione di queste tecnologie con i prodotti domotici presenti sul mercato consentono grandi possibilità.

L’obiettivo finale dell’uso di queste tecnologie è funzionale all’autonomia possibile. Alla realizzazione di abitazioni fruibili, almeno nelle loro funzioni principali, da ogni anziano. Compreso chi ha disabilità motorie, sensoriali e cognitive.

Ragionando in termini di autonomia della persona, la tecnologia costituisce il passo successivo all’abbattimento delle barriere architettoniche. Infatti se con l’abbattimento delle barriere si può consentire a tutti l’accesso ad ogni zona di un edificio.

Con la domotica è possibile consentire a molti anziani di riappropriarsi della possibilità di agire sull’ambiente in modo sicuro ed autonomo.

Sono tecnologie nate per incrementare il comfort di tutti e se scelte adeguatamente. In base alle personali esigenze possono essere strumenti di autonomia.

Gestire le operazioni complesse

Lo scopo principale di queste tecnologie è semplificare le operazioni molto complessepericolose o eccessivamente faticose. In pratica possono aiutare nella movimentazione di cancelli, porte e portoni. Nella gestione di tapparelle, persiane e finestre.

Nell’accensione e spegnimento di luci ed elettrodomestici. Nella comunicazione con spazi interni all’abitazione o con l’esterno. Nell’incrementare la sicurezza personale, quella ambientale e molto altro.

Facciamo un esempio: spesso si pensa a creare una casa completamente accessibile all’interno. Non ci si pone il problema di come movimentare il cancello o il portoncino d’ingresso per accedere all’abitazione.

Le ante pesanti e le serrature che prevedono movimenti complessi (molti “giri”) spesso risultano ingestibili da parte di persone anziane. Per cui, motorizzare ante e serrature, potrebbe permettere alle persone di entrare/uscire di casa in autonomia.

Il sistema domotico di controllo ambientale comprende anche un’interfaccia. Cioè un dispositivo che permette alla persona di comunicare con la tecnologia. Per capirci, le interfacce possono essere i semplici pulsanti/interruttori, i telecomandi semplificati, i telecomandi complessi. Fino ai transponder, una particolare tecnologia che permette alla casa di riconoscere la persona quando si avvicina senza necessitare di alcuna pressione di pulsanti.

Naturalmente la scelta dell’interfaccia è basata sulle capacità della persona. Rappresenta un punto cruciale nell’attuazione di un impianto domotico. Perché è ciò con il quale la persona dovrà interagire. La scelta non è banale e dovrebbe essere affidata all’integrazione tra informazioni e figure sociosanitarie e tecniche.

Queste tecnologie ci permettono di affrontare anche la sicurezza personale e quella ambientale.

Questi sono solo alcuni esempi delle possibilità con cui rendere una casa a dimensione di anziano. Soprattutto se portatore di cronicità e disabilità. Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a personale formato e competente.


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