“Il benessere è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano. Caratterizza la qualità della vita di ogni singola persona, è uno stato complessivo di buona salute fisica, psichica e mentale”.

Wellness

Per capire la definizione ripercorriamo brevemente la storia di questo concetto.

La salute nell’antichità

La salute del fisico, della psiche e la cura di sé costituivano per i nostri nobili antenati un fattore molto importante. Un elemento alla base dell’educazione di ogni individuo erano l’igiene, l’alimentazione, la cura del corpo e gli esercizi fisici.

Non a caso i Greci erano convinti che non ci fosse nessuna educazione scolastica valida, se a questa non veniva associata un’energica attività sportiva. E’ di Giovenale il famoso aforisma sul benessere di tutti i tempi, quel “mens sana in corpore sano”.

La medicina occidentale nasce nel V secolo a.c. come medicina geocentrice dove le condizioni di salute erano valutate in base all’ambiente in cui si viveva. L’attenzione era rivolta, come insegna Ippocrate, all’aria che si respira, all’acqua che si beve, ai cibi con cui ci si alimenta, ai luoghi in cui si vive.

In questa fase il medico era anche un filosofo e quando si parla di filosofia si intende la pratica della comunicazione. Ippocrate scrive nel suo trattato sulla malattia «iatros philosophos isotheos», Il medico che si fa filosofo diventa pari a un dio.

La medicina diventa scienza della malattia

Nel corso dei secoli la medicina abbandonò lo sguardo geocentrico per proporsi come medicina morbocentrica. In questa lo sguardo medico non è più rivolto all’uomo inserito nel suo ambiente, ma alla malattia, da affrontare in modo scientifico. Dove per scienza si intende un sapere oggettivante, valido per tutti, riproducibile ovunque, con il medesimo risultato.

I medici hanno inoltre abdicato alla componente filosofica della loro funzione, quella comunicativa, relazionale, di ascolto.

La tecnica radicalizza questo aspetto, facendo perdere ai medici lo sguardo clinico, sostituito dal risultato degli esami.

La medicina ad alta specializzazione tecnologica non ha fatto che aumentare la distanza tra medico e malato. Dai 30 centimetri di stetoscopio che nell’800 ha cominciato a separare l’orecchio del medico dal corpo del paziente fino alle macchine sempre più sofisticate che, permettendo gli straordinari progressi della medicina, hanno però dilatato ulteriormente questa distanza.

Cambia in questo modo il concetto di cura che per usare due espressioni di Heidegger non è più un prendersi cura del paziente. Ma semplicemente un pro-curare al paziente farmaci ed esami richiesti dalla malattia.

Ci si è occupati dell’organo malato, dei sintomi, sia per il fisico che per la mente. Sempre in negativo. A cui si risponde con esami sempre più approfonditi e con farmaci ed interventi chirurgici.

Intendiamoci la medicina che diventa scienza ha fatti passi da gigante. Le conoscenze che abbiamo oggi sulle varie malattie dell’uomo sono enormi rispetto solo a qualche decennio fa. La possibilità diagnostiche e di cura migliorano sempre di più.

La necessità di una medicina antropocentrica

La necessità di una medicina antropocentrica

Da tempo vi è la convinzione che la medicina diventi antropocentrica. Non solo per coinvolgere la soggettività del paziente, tanto utile nel decorso della malattia. Ma per impegnare anche la soggettività del medico.

Questo non può limitarsi ad utilizzare solo i suoi protocolli costruiti sulla media dei percorsi morbosi. Deve coraggiosamente utilizzare la sua intuizione per valutare il paziente nella sua interezza. Come uomo, come essere umano, che vive le sue emozioni, i suoi dolori, i suoi vissuti, le sue speranze, le sue ansie. Che si muove in un dato ambiente sociale composto da numerose caratteristiche. Tutti elementi che possono influire enormente sulla sua malattia.

Vi è l’esigenza di preparare i medici al rapporto con il paziente. Il bisogno di recuperare una capacità di ascoltarli e di mettersi in relazione con loro a parole, ma anche a silenzi, a gesti. Di aiutare il medico ad accostare i pazienti come esseri umani e non solo come un insieme di organi.

Del resto già Kafka annotava che:

Scrivere una ricetta è facile, ma ascoltare la sofferenza è molto, molto più difficile“.

Lo sviluppo della società nel suo complesso, gli enormi miglioramenti della qualità di vita che il mondo occidentale ha sviluppato hanno messo in evidenza come il discrimine tra salute e malattia non è legata solo al corpo, agli organi malati e quindi ai farmaci per curarli.

Il miglioramento della nutrizione, della pulizia delle acque, dell’igiene fognaria, dell’igiene personale, dell’attività fisica hanno evidenziato come questi sono elementi essenziali della salute e del costante allungamento della vita per donne e uomini.

Ciò con cui il nostro corpo entra in contatto influenza lo stato di salute in maniera determinante. Gli agenti infettivi l’alimentazione, gli inquinanti, il tipo di vegetazione che ci circonda incide notevolmente sul nostro stato di salute.

La condizione di equilibrio tra noi e l’ambiente che ci circonda diventa fondamentale. Entra a pieno titolo nell’evoluzione della scienza medica, così come il nostro stato di equilibrio psichico,  di igiene mentale. Si evidenzia come condizioni di stress psicologico possano influire sul fisico e viceversa.  

Lo sviluppo della nostra società e della scienza medica ripropone la necessità, quando si parla di salute, di avere un approccio non legato solo alla presenza della malattia e alla sua cura, ma un approccio legato alla dimensione dell’uomo nella sua interezza. Compreso lo stato psichico, l’alimentazione, l’attività fisica, l’ambiente in cui vive e il contesto sociale in cui è inserito.

Un approccio antropocentrico, che abbia l’uomo al suo centro.

La nuova concezione di benessere

L’OSM definisce la salute, il benessere come “uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e non solamente assenza di malattia o infermità”.

Da qui il passaggio ad un modello di medicina “biopsicosociale”. Un modello che si presta all’idea di prevenzione e di promozione della salute. Un modello di impostazione chiaramente sistemica. Che prende in osservazione diversi livelli di interpretazione della salute (aspetti biologici, aspetti psicologici, aspetti sociali) e che li integra in un’ottica sempre più multidisciplinare.

Inerentemente alla prevenzione e promozione della salute risulta fondamentale il passaggio avvenuto negli anni Ottanta dall’Health Protection all’Health Promotion. Questi concetti vanno opportunamente distinti. Infatti l’Health Protection consiste nel salvaguardare il maggior numero possibile di persone dalle minacce che potrebbero attentare alla loro salute. L’Health Promotion sta nel portare le persone a compiere scelte ragionate che migliorino la loro salute fisica e mentale.

La salute inizia ad essere un’attività di scelta del soggetto e delle istituzioni.

Il soggetto viene infatti chiamato a scegliere i propri consumi. Le scelte che il soggetto compie possono costituire una minaccia alla sua salute stessa. Ad esempio la scelta di consumare regolarmente alcool conduce all’alcolismo.

É molto evidente la portata innovativa di questo passaggio. Il soggetto diventa garante e promotore attivo della propria salute. Si passa dal prendersi cura del danno al prendersi cura della salute, dello star bene.
Da qui l’attuale significato con cui si intendono salute, benessere, wellness.

Caratterizza la qualità della vita di ogni singola persona, uno stato complessivo di buona salute fisica, psichica e mentale.
Il benessere viene percepito come una condizione di armonia tra uomo e ambiente. Il risultato di un processo di adattamento a molteplici fattori che incidono sullo stile di vita.

Una filosofia di vita che mette il benessere della persona al centro dell’attenzione proponendo attività sportive, pratiche di rigenerazione oltre che di mental training combinate con un’alimentazione corretta favoriscono uno stato di benessere ed equilibrio psicofisico.

Il wellness ha come primo obiettivo proporre comportamenti virtuosi nelle attività motorie, nell’alimentazione e nella “manutenzione” del proprio stato emotivo.

Una filosofia di vita che si prende cura, in maniera preventiva, della nostra salute con lo scopo di mantenerla. Facendo in modo che l’individuo diventi l’attore delle sue scelte, volte a rafforzare il suo benessere fisico e mentale attraverso un rapporto equilibrato con l’alimentazione, il lavoro, l’attività fisica, l’ambiente di vita, il tempo libero, la socialità, la cultura, la cura estetica del proprio corpo.


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