Attività fisica: le dosi minime che prevengono le malattie

Sono state presentate a Roma le nuove linee guida della strategia attività fisica per la regione europea 2016-2025 dell’Organizzazione mondiale della sanità nell’edizione curata dall’Uisp (Unione Italiana Sport Per tutti).

Attività fisica - corsa

Cosa emerge?

I cittadini italiani sono tra i più sedentari in Europa. Con il 60% che dichiara di non fare mai sport o attività fisica. Contro una media europea del 42% e un primato, quello della Svezia, che si ferma al 9%.

Giovani “tartarughe”

A destare l’allarme è soprattutto la mancanza di attività da parte dei giovani.  Solo il 34% degli adolescenti europei di età compresa tra 13 e 15 anni è fisicamente attivo ai livelli consigliati dal­le presenti linee guida. Ciò contribuisce all’aumento dei bambini sovrappeso ed obesi in Europa. Soprattutto tra le fasce socio-economi­che più deboli.

I dati raccolti dalla “Childhood Obesity Surveillance Initiative” (l’iniziativa di monitoraggio dell’obesità infantile) condotta in Europa dall’OMS dimostrano che in alcuni paesi quasi il 50% dei bambini di otto anni di età sono sovrappeso. Oltre il 25% è obeso. In quasi tutti i paesi europei i livelli di attività fisica prati­cata iniziano a calare significativamente tra gli undici e i quindici anni di età. Soprattutto tra le ragazze.

Benefici dell’attività fisica

La salute ne dipende in misura importante lungo l’intero arco della vita.

L’intero arco della vita!

Com’è risaputo, i benefici per la salute derivanti dall’attività fisica comprendono un minor rischio di malattie cardiovascolari. Ipertensione, diabete e alcune tipologie di tumore. Essa svolge anche un ruolo importante nella gestione di talune affezioni croniche.

L’attività fisica è un fattore determinante per un adeguato dispendio energetico. Diviene quindi essenziale ai fini dell’equilibrio energetico e del controllo del peso.

Inoltre, l’attività fisica produce effetti positivi sulla salute mentale. Riduce le reazioni da stress, l’ansia, la depressione. Forse ritarda gli effetti della malattia di Alzheimer e di altre forme di demenza (A, B, C, D). 

Permette di ridurre lo stress. Infatti l’attività fisica permettere di rilasciare numerose sostanze che agiscono sul nostro umore in senso positivi.

Ricordiamo le endorfine e la serotonina. Sostanze che migliorano anche la qualità del sonno.

Fare sport inoltre rafforza le relazioni interpersonali. Favorisce l’aumento dell’autostima e della capacità di attenzione.

Dall’infanzia alla terza età

Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, l’attività fisica è necessaria allo sviluppo di capacità motorie essenziali. Come anche allo sviluppo osteo-muscolare. Inoltre, l’attività fisica è anche incardinata nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.

In età avanzata l’attività fisica mantiene il tono muscolare e migliora la salute dell’apparato cardiorespiratorio e di quello osseo.

Da anziani l’attività fisica aiuta a mantenersi sani ed agili. Autosufficienti a livello funzionale e favorisce la partecipazione sociale. Può inoltre aiutare a prevenire le cadute e facilitare i percorsi di riabilitazione per chi è affetto da malattie croniche, divenendo una componente importante di una vita sana.

Vari studi hanno dimostrato che la riduzione della forza muscolare, della coordinazione, della flessibilità e dell’equilibrio sono tutti fattori di rischio di caduta nei soggetti anziani.

Le cui conseguenze sono spesso gravi (es. frattura di femore, mortalità elevata).

L’attività fisica riduce questo rischio e mantiene l’autonomia funzionale in quanto:

  • aumenta la forza muscolare
  • migliora l’equilibrio
  • migliora le posture (cioè le posizioni statiche che assumiamo quando stiamo fermi)
  • migliora la coordinazione dei movimenti
  • contribuisce a irrobustire le ossa nei confronti dell’osteoporosi

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

L’OMS raccomanda agli adulti, anziani compresi, di praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica. Di tipo aerobico a intensità moderata.

Le raccomandazioni attuali insistono sui benefici per la salute di un’attività da intensità moderata. Sul fatto che i livelli consigliati possono essere accumulati esercitandosi per intervalli relativamente brevi di tempo. Bambini e giovani dovrebbero praticare un totale di almeno 60 minuti al giorno di attività fisica, da moderata a intensa.

Chi è attualmente inattivo dovrebbe mirare a soddisfare queste raccomandazioni. In ciascun caso, è dimostrato che anche piccole dosi di attività fisica sono preferibili a nessuna.

Le recenti ricerche suggeriscono inoltre che sarebbe bene ridurre i lunghi periodi di sedentarietà. Come lavorare seduti o guardare la televisione, poiché potrebbero costituire un fattore di rischio a sé per la salute, a prescindere da quanta attività si pratichi in generale.

Le conseguenze dell’inattività

Mai senza movimento

La mancanza di movimento è uno dei principali fattori di rischio per la salute. Ogni anno, infatti, in tutta Europa si verificano un milione di decessi (il 10% circa del totale) causati proprio dalla mancanza di attività fisica. Si stima che all’inattività fisi­ca siano imputabili il 5% delle affezioni coronariche, il 7% del diabete di tipo 2, il 9% dei tumori al seno e il 10% dei tumori del colon.

Inoltre, molti paesi della regione hanno visto le percentuali relative al numero di persone sovrappeso e obese aumentare negli ultimi decen­ni. I dati sono allarmanti. In 46 paesi (l’87% dell’Europa), oltre la metà degli adulti sono in sovrappeso o sono obesi, ed in diversi casi si arriva a sfiorare il 70% della popolazione adulta.

I costi dell’inattività

L’inattivi­tà ha un pesante impatto negativo in forma di costi diretti per il sistema sanitario. Inoltre ha anche un elevato costo indiretto in termini di aumento dei congedi per malattia, delle inabilità al lavoro e delle morti precoci. Si calcola che per una popolazione di dieci milioni di persone per metà insufficientemente attive, il costo dell’inattività sia di 910 milioni di euro l’anno.

Gli obiettivi per l’attività fisica

Gli obbiettivi della strategia per l’attività fisica sono quelli già stabiliti nel 2013 dal Piano di azione globale per la prevenzione. Ottenere una riduzione relativa del 10% della prevalenza dell’insufficiente attività fisica entro il 2025.

Aumentare i livelli di attività fisica è un fattore importante per il raggiungimento di altri tre obiettivi mondiali. Ottenere una riduzione relativa del 25% della mortalità preco­ce dovuta a malattie cardiovascolari, tumori, diabete o malattie respiratorie croniche. Ottenere una riduzione relativa del 25% della prevalenza dell’ipertensione, oppure, a seconda della situazione naziona­le, contenere la prevalenza dell’ipertensione. Fermare l’aumento del diabete e dell’obesità.

Cosa abbiamo imparato

L’attività fisica è fondamentale in ogni età per mantenere salute e benessere. Questo a livello fisico, psicologico ed emotivo.

Lo sforzo deve essere quello di inserire una attività fisica costante e crescente nella nostra vita quotidiana. In questo modo possiamo prevenire molte malattie e mantenerci in benessere molto a lungo.


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