Volontariato: aumentare il nostro benessere aiutando gli altri

Attraverso il volontariato si dona tempo, attenzione, senso agli altri. Soprattutto a persone con varie difficoltà.

Volontariato aumentare il nostro benessere aiutando gli altri

Perché malati, anziani, disabili o che vivono comunque una condizione di disagio economico o sociale.

Pensiamo ai senza tetto o ai migranti.

Chi lo fa in cambio riceve, il più delle volte senza saperlo, piacere, gioia, senso e benessere, anche fisico.

La scelta del volontariato

I motivi della scelta di questa esperienza possono essere molti.

Possiamo dire che si fa attività di volontariato per riconoscenza. Per il semplice piacere di dare o offrire qualcosa. Per amore nei confronti del prossimo. Per capire meglio se stessi e i propri limiti nella gestione delle relazioni con gli altri o con chi ha bisogno.

In alcuni casi  si inizia così per caso, perché capita, perché lo fa un proprio amico o per sentito dire.

Quello che è certo è che chi lo fa ritrova una spiegazione piena del proprio agire come volontario solo dopo aver vissuto pienamente questa esperienza. Molti si accorgono, strada facendo, dei benefici che l’esperienza del volontariato regala.

Una cosa chiara da subito è che chi dedica parte del suo tempo libero agli altri come volontario non riceve nulla di materiale e tangibile in cambio.

Questo è il presupposto essenziale per poter ricevere dall’attività di volontariato emozioni, sensazioni, divertimento, amicizia che toccano direttamente e profondamente la nostra persona e la nostra vita. Non aspettarsi niente è il presupposto per dare qualcosa, offrire relazione e socialità. Per poter costruire la propria identità come volontario.

La preparazione del volontario

Tutte le forme di volontariato necessitano di una minima preparazione. L’azione del volontario deve essere aiutata, indirizzata, supportata, motivata. Proprio per evitare di creare false illusioni, false speranze o addirittura creare nuovi problemi.

Deve tendere al benessere di chi ha bisogno, nel rispetto della sua autonomia e delle sue capacità personali.

Quasi tutte le associazioni di volontariato prevedono dei corsi di preparazione e degli aggiornamenti continui.

Il livello di preparazione e di aggiornamento dipende ovviamente dalle caratteristiche delle persone che si è deciso di aiutare.

In molti casi inoltre le associazioni di volontariato collaborano con servizi pubblici sanitari o  sociali. Il volontario deve quindi imparare ad interagire oltre che con persone che soffrono, anche con gli operatori e specialisti che per lavoro si occupano di quelle stesse persone.

Il volontario deve imparare come fare in modo che le persone aiutate ritrovino la loro autosufficienza e autonomia sociale.

Deve imparare che chi è aiutato non deve essere messo nelle condizioni di adagiarsi o sfruttare in modo passivo il supporto del volontario. Deve sapere che esiste a priori una valutazione delle risorse disponibili e una pianificazione concertata di ciò che viene offerto.

Caratteristiche del volontario

Il volontariato deve essere considerato per le sue caratteristiche operative essenziali, cioè per la spontaneità, la libertà e la gratuità dell’azione offerta.

Per spontaneità si intende il fatto che la persona decide di fare azione di volontariato senza obbligo alcuno, per propria iniziativa personale.

Per un principio di solidarietà (fare qualcosa per gli altri) o di benessere personale (valori, cultura, socialità, relazione, autoresponsabilità).

Per libertà s’intende il fatto che non si pongono obblighi contrattuali che vincolano la persona in tempi e modalità di esecuzione. Fare volontariato è veramente offrire parti del proprio tempo libero in modo compatibile con quelli che sono gli impegni, le motivazioni e i doveri personali (famiglia, lavoro, proprio tempo libero).

Per definizione nel volontariato non è necessario definire il ruolo e le funzioni del volontario in modo stretto e vincolante.

Il volontario deve essere capito, organizzato, coordinato, motivato, informato. Non deve essere vincolato o usato.
Certo una organizzazione ci deve essere, ci possono essere dei turni. Ma non vincolanti né rigorosi.

Volontariato, servizio pubblico e sociale privato

Il volontariato ha alcune caratteristiche che il servizio pubblico non può permettersi di avere.

Come per esempio la provvisorietà dell’esserci, la precarietà nella disponibilità temporale, la fragilità emotiva, l’incognita del risultato. Oggi ci possono essere cento volontari, domani forse saranno in molti meno.

Il servizio pubblico o il privato sociale devono garantire una loro presenza tecnica, devono poter offrire prestazioni altamente specializzate.

Il volontario agisce avendo come riferimento la propria semplice esperienza personale ed umana. Egli ha poi la disponibilità di un tempo limitato anche se spesso dimostra di saper agire alle richieste di aiuto in modo più tempestivo dell’ operatore specializzato.

Il volontariato e il servizio pubblico devono poter creare, pur nella diversità operativa, un’intesa costruttiva ed importante fatta di risposte complementari. Tra quelle tecniche (sempre garantibili) e quelle spontanee e libere (non sempre garantibili ma immediate e possibilmente rinnovabili).

Questa è una premessa importante per progettare sul territorio azioni comuni in modo coordinato e per dare risposte più vicine e socializzanti ai bisogni della popolazione. Ognuno garantendo agli altri e a se stessi un ruolo non sovrapponibile ma complementare.

Il volontariato non può e non deve sostituire il servizio pubblico o il privato sociale.

Effetti benefici del volontariato

Come accennavamo prima il volontario non deve attendersi benefici materiali tangibili come risposta alla sua azione. Ma riceve benefici molto importanti per il suo benessere e la sua salute. Benefici che incominciano ad essere riconosciuti e comprovati dalla scienza.

Si parla di un effetto sul benessere complessivo, aumentato dall’attività del volontariato. Di un aumento complessivo della salute e di un ridotto rischio di mortalità precoce.

Benefici sul cuore

Stiamo parlando dei benefici che l’attività di volontariato esercita sull’apparato cardiocircolatorio e sui sui fattori di rischio.

Prima di tutto fare il volontario spesso è sinonimo di movimento. Un metodo per allontanare la sedentarietà. Muoversi magari all’aria aperta.

L’attività di volontariato previene e contribuisce a migliorare l’ipertensione arteriosa.

Questo effetto si ha anche negli anziani, che sono sempre di più una risorsa per il volontariato.

Nei giovani che fanno volontariato sono stati riscontrati miglioramento dei parametri dell’infiammazione, (PCR, interleukina 6). Dei livelli di colesterolo e dell’indice di massa corporea.

Tutti effetti che contribuiscono a ridurre il rischio di aterosclerosi e di conseguenti problemi vascolari nel corso del tempo. Quindi a prevenire infarti e ictus cerebrali.

Questi risultati sono rafforzati anche dagli effetti positivi del volontariato autostima, umore, empatia e salute mentale.

Effetti sul sistema nervoso centrale

L’ultimo studio sull’argomento, pubblicato sul British Medical Journal nell’agosto del 2016.

Ha evidenziato come praticare volontariato migliora molto il benessere emotivo e la salute mentale soprattutto dopo i 40 anni.  

Lo studio indica benefici evidenti anche e soprattutto negli anziani, perfino negli ultraottantenni. Il volontariato in queste persone, che non lavorano più e tendono spesso a isolarsi dal mondo, è una vera ancora di salvezza.

Li aiuta a mantenere reti sociali ampie, li spinge a uscire di casa, ne migliora l’umore. Tutti elementi che si traducono in un miglior stato di salute generale.

Per un anziano appartenere ad un’associazione di volontariato significa spesso recuperare un ruolo sociale. Recuperare autostima e sicurezza.

Fare il volontario porta ad aumentare e mantenere la propria rete di conoscenze. Ha sviluppare amicizie dimenticando la solitudine tipica dell’anziano.

Donare il proprio tempo libero agli altri permette di migliorare la propria considerazione di sé, l’umore. La rete di amicizie e contatti, di mantenersi attivi e in movimento.

Per gli molte persone di avere o recuperare un ruolo in cui agire sulla scena della società.

Avere delle soddisfazioni e farsi qualche bella risata. Migliorare tutte le caratteristiche della propria intelligenza emotiva, soprattutto l’empatia.

Tutte effetti del volontariato portano con sé un’azione antistress molto marcata. Si dimentica l’ansia e la rabbia di vivere isolati, senza un ruolo. Si recupera spesso gioia e felicità.

Si attivano meccanismo fisiologici che portano all’aumento di dopamina, serotonina, ossitocina ed endorfine. Tutti gli ormoni del vivere in benessere.

Che contrastano l’azione delle catecolamine, del cortisolo e del sistema nervoso ortosimpatico. Fattori che influenzano positivamente anche il sistema immunitario.

Azione antidepressiva

E’ molto intuitivo ed evidente l’azione del volontariato come prevenzione e cura della depressione.

Azione accertata dalla letteratura scientifica a tutte le età.

Azione di prevenzione sociale

Uno studio molto interessante del dicembre 2016 evidenzia come l’attività di volontariato può essere un fattore di prevenzione sociale.

Evidenzia come gli adolescenti borderline che svolgono volontariato incorrono meno facilmente in comportamenti illegali e arresti da adulti.

Il volontariato può essere uno strumento utile alla società anche perché previene atteggiamenti delinquenziali di chi lo svolge.

Il volontariato in Italia

L’Italia è sicuramente all’avanguardia nel settore del volontariato. Nel nostro paese donare tempo libero alle persone bisognose ha una lunghissima e nobile tradizione.

Il primo rapporto nazionale del Csvnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) ci dice che le associazioni di volontariato in Italia sono 44.182.

La maggior parte opera nel campo dell’assistenza sociale (11.812) e della sanità (9.098). Da sole queste due classi racchiudono il 55 per cento del totale delle associazioni. Seguono quelle che si occupano di cultura, sport e ricreazione.

Anziani e minori sono le categorie primarie di utenti con il 25,4 per cento, mentre si dedicano a malati e disabili il 18 per cento delle organizzazioni. Si occupano di nomadi, immigrati o profughi il 5,7 per cento.

Al nord e nel centro si trovano oltre la metà delle associazioni: Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna sono le regioni in cui le realtà del volontariato sono più radicate.

La metà delle associazioni opera con meno di 16 volontari. Solo il 15 per cento ha un numero superiore a 50.
Negli ultimi sette anni il numero di nuove associazioni costituite è diminuito costantemente.

La maggior parte ha come ambito territoriale di riferimento il comune di appartenenza e solo 5 su 100 hanno un riferimento territoriale nazionale o internazionale.

Per quanta riguarda i numeri dei volontari, in Italia ci sono 1,7 milioni di persone che fanno volontariato.Pari al 3,2% della popolazione italiana con più di 14 anni.

Per quanto concerne il tempo dedicato al volontariato, un volontario in media dedica 20,4 ore al mese alla sua attività. Circa 28,7 milioni di ore di impegno gratuito al mese.

Cosa abbiamo imparato

Fare volontariato significa donare parte del proprio tempo libero agli altri in modo del tutto disinteressato.

Queste attività sono in gradi di donare molti effetti benefici alle persone che le svolgono. Soprattutto agli anziani. Migliore autostima, umore, socializzazione, empatia ma anche salute fisica.

L’Italia è un paese con un alto numero di associazioni di volontariato e di volontari.

Forse manca la consapevolezza del ruolo del volontariato. Non solo come strumento di aiuto a chi è bisognoso. ma anche come strumento di prevenzione del benessere fisico e psichico di chi lo pratica.

Ma in fondo la cosa importante è fare volontariato e aggiungere senso alla propria vita, ricavando gioia e felicità.


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