Materiali per una nuova edilizia sempre più sostenibile

I materiali per una edilizia ecosostenibile sono sempre di più.

Materiali per una nuova edilizia sempre più sostenibile

Salute e benessere hanno subito nel corso dei secoli varie interpretazioni. Oggi quando si parla di benessere si intende uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano. Uno stato complessivo di buona salute fisica, psichica e mentale. Una condizione di armonia tra uomo e ambiente.

Un approccio simile sta prendendo piede anche per l’architettura e l’edilizia.

In modo particolare grazie alla bioarchitettura. Diviene sempre più di attualità, perchè richiesto, equilibrare gli arredi, gli interni, i colori con il carattere delle persone o della famiglia che dall’ambiente deve trarre armonia, benessere ed equilibrio.

Questi devono bene influire sul suo stato di salute e sui rapporti interpersonali nell’ambito della famiglia.

Di fondamentale importanza è la ricerca di un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema ambientale.

Non è un lavoro semplice ma fondamentale per ristabilire nuove regole edilizie, abitative, urbane ed energetiche per la società dei prossimi decenni. Che dovrà fronteggiare una crisi di risorse e di valori non indifferenti.

La Bioarchitettura è un modo di concepire la casa come guscio intorno all’uomo, ispirata ai principi dell’abitare sano.
Nella casa sana vi deve essere un equilibrato ricambio d’aria. Uno smaltimento dell’umidità efficiente. Un utilizzo di materiali naturali non trattati e certificati. Ciò permette un’adeguata manutenzione e il possibile riciclaggio di tutti i materiali.

Questo desiderio porta a un design che risponde a criteri di una realtà diversa. Attenta ai bisogni del nostro pianeta e delle persone, ricorrendo all’uso di materiali, tecniche di lavorazione e di finitura biocompatibili.

Forme, segni e colori che comunicano l’idea di naturale. La qualità dell’ambiente assume, nell’epoca attuale, una rilevanza sempre maggiore. Si manifesta attraverso un’esigenza di qualità che investe tutti i luoghi della vita sociale compresi gli spazi destinati al lavoro e all’abitazione.

La bioarchitettura mette in primo piano la gestione oculata delle risorse. La tutela della salute, la progettazione e il recupero edilizio ed ambientale.

Rapporto: 100 materiali per una nuova edilizia

Tutte queste attenzioni sono già pienamente attuabili.

È quanto evidenzia il rapporto “100 materiali per una nuova edilizia” a cura dell’osservatorio Recycle di Legambiente. Una guida con un ricco apparato di schede che illustra quanto oggi c’è sul mercato per guardare in modo diverso all’edilizia.

Non più solo settore ad alto impatto ambientale caratterizzato dal consumo di materiali e di suolo. Ma invece tassello fondamentale della rivoluzione ecosostenibile. In cui si mira  a minimizzare il consumo di materiali e di suolo. A fare in modo che la maggior parte dei materiali derivi dal riciclo proveniente dalle costruzioni.

Non è una ricetta utopica, ma una concreta strada di sperimentazione e innovazione. Attraverso la quale diventa possibile ridurre l’impatto sull’ambiente. Riducendo estrazioni di materiali e importazioni attraverso il riciclo. Produrre innovazioni capaci di creare, al contempo, lavoro e opportunità per le imprese.

Le chiavi delle scelte

Materiali naturali e salubri, materiali e aggregati provenienti dal riciclo, materiali e sistemi innovativi.

Sono queste le tre chiavi scelte per mettere in evidenza i caratteri di una nuova edilizia. Dove assumono un ruolo centrale le prestazioni e i caratteri, garantiti da certificazioni indipendenti.

Attenzione, non è un tema per ricercatori o addetti ai lavoriPerché solo se il settore edilizio diventerà davvero trasparente e credibile, si potrà rispettare il diritto di una famiglia a vivere in una casa costruita con materiali naturali. Come magari gli è stato detto al momento dell’acquisto.

Sono filiere di recupero e riciclo dei rifiuti provenienti dalle costruzioni la concreta opportunità oggi per ridurre l’utilizzo di cave. Con gli impatti paesaggistici e ambientali che ben conosciamo nel territorio.

E’ la crescita delle competenze nella progettazione e nei cantieri, insieme a un sistema di controlli e certificazioni finalmente serio, la condizione per avere davvero edifici con consumi di energia che si avvicinano allo zero. Come oggi è possibile.

Per queste ragioni è importante capire dove e come sta procedendo l’innovazione. Quali risultati evidenziano i cantieri e gli edifici realizzati con questi obiettivi.

Il documento, scaricabile in pdf:

Propone idee e soluzioni adatte per l’isolamento, ma anche per la costruzione, per pavimenti e rivestimenti.
Le possibilità sono davvero tante, non solo per la bioedilizia. Abbiamo voluto focalizzarci su alcune delle più interessanti proposte in cui trovano spazio i materiali naturali.

Il legno

Questo materiale trova ampio spazio nelle costruzioni. Oggi l’Italia è il quarto produttore europeo di edifici prefabbricati in legno.  

Nel report Recycle se ne parla in diverse soluzioni,

C’è il pannello ecologico interamente realizzato con legno riciclato (Leb/Idroleb). Mantiene la solidità, la compattezza, l’indeformabilità e la resistenza nel tempo dei prodotti similari realizzati con legno vergine.

Grazie al legno post-consumo lavorato ogni anno si riesce a risparmiare moltissimo dall’abbattimento di alberi ogni giorno. Inoltre, la raccolta riduce i volumi destinati alla discarica e determina un minor impatto ambientale.

Il Pannello Ecologico è utilizzato per realizzare: mobili, rivestimenti, allestimenti ignifughi, pareti, arredamenti di locali pubblici (scuole, uffici, ospedali, biblioteche, comunità).

Ci sono gli XLAM, pannelli di legno massiccio a strati incrociati. E’ un sistema costruttivo che sta sempre più diffondendosi come una vera alternativa ai sistemi a telaio.

Si tratta di un compensato multistrato composto, da tre, cinque o sette strati sovrapposti di lamelle di legno strutturale con spessore variabile tra i 18 e i 43 mm, unite testa contro testa con “giunti a dita”.

La direzione delle lamelle di uno strato è ortogonale a quella delle lamelle dello strato adiacente: questa disposizione incrociata conferisce al pannello un ottimo comportamento meccanico in tutte le direzioni, paragonabile ad una lastra.

Il pannello multistrato ha uno spessore complessivo compreso tra i 60 ed i 350 mm ed è composto per il 99,4 % di legno (larice o abete) e solo dallo 0,6 % di collante.

L’utilizzo è assai versatile e consente la realizzazione di pareti, solette, tetti per ogni tipo di edificio, dalle singole abitazioni sino alle grandi strutture, anche di una certa altezza e situate in zona sismica.

Pavatex e Celenit

Sotto forma di fibre entra poi come sistema di isolamento (Pavatex) utilizzato sia per le nuove costruzioni che per la ristrutturazione di tetti e risanamento delle pareti esterne.

Il sistema di isolamento in fibre di legno PAVATEX permeabile al vapore difende in maniera affidabile dal freddo invernale. In estate, invece, assorbe il calore, lasciando più a lungo gli ambienti interni della casa confortevolmente freschi. Permette inoltre uno straordinario isolamento acustico grazie alla struttura porosa delle lastre.

Questo pannello isolante in fibra di legno ha un impiego versatile per tetto, parete e pavimento. La capacità di isolare ed accumulare il calore e il formato pratico delle lastre rappresentano i requisiti ideali per l’impiego in molteplici costruzioni.

Vi è poi l’isolante termo/acustico composito (Celenit), costituito per il 65% di fibre di abete rosso lunghe e resistenti e per il 35% di leganti minerali, principalmente cemento Portland e polvere di marmo.

Le fibre vengono sottoposte ad un trattamento mineralizzante che, pur mantenendo inalterate le proprietà meccaniche del legno, ne annulla i processi di deterioramento biologico, rende le fibre perfettamente inerti e ne aumenta la resistenza al fuoco.

Le fibre vengono rivestite con cemento Portland, legate assieme sotto pressione a formare una struttura stabile, resistente, compatta e duratura.

Le sue caratteristiche permettono:

  • Alte performance per assorbimento acustico
  • Disponibile in molte varietà di bordi e infinite colorazioni colorazioni
  • Resistente al fuoco
  • Inattaccabile dall’umidità e resistente a gelo/disgelo
  • Resistente all’acqua e al gelo
  • Resistente agli urti ed impatti dinamici
  • Durabilità
  • Ecobiocompatibilità

La canapa

Un ruolo importante sia al naturale sia riciclata lo gioca la canapa. Grazie alle sue caratteristiche di isolamento termoacustico è un ottimo componente in edilizia.

La vediamo, sotto forma di pannello ottenuto dalla sintesi della sua biomassa e dall’accostamento con la pappa reale (Canapa Lithos 100). In una soluzione adatta per controventature, contropareti interne ed esterne, coperture, solai.

Completamente slegato dalla filiera del petrolio e privo di formaldeide, si presenta in tipologie di pannelli di varie dimensioni, ciascuno studiato per rispondere alle specifiche esigenze in termini di isolamento termico e acustico.

CANAPAlithos® 1000 è un pannello che aggiunge alle caratteristiche di resistenza termica e di fonoassorbenza caratteristiche meccaniche, di resistenza all’acqua e al fuoco decisamente superiori.

Un’altra soluzione è il pannello (Canaton) isolante in canapa. Questi pannelli possono essere applicati direttamente alla parete mediante l’utilizzo di viti ad espansione. Oppure su struttura metallica\lignea per la realizzazione di contro pareti o tramezzi divisori.

Il fissaggio alle strutture viene effettuato tramite viti o cambre. I pannelli sono sezionabili e sagomabili mediante sega circolare o seghetto alternativo per aprire i fori. Canaton costituisce una valida alternativa al cartongesso.

Di conseguenza può essere utilizzato per tutte le applicazioni dov’è previsto l’uso di quest’ultimo. Il pannello in terra cruda garantisce un microclima ideale, isolamento acustico, regolazione dell’umidità negli spazi abitativi ed ottima traspirabilità.

Materiali innovativi in canapa

Trova posto anche per un materiale da costruzione bio (Bio-Nabasco 510).

Nuovo materiale da costruzione bio, composto da una miscela di canapa e bio-resina e utilizzato per la prima volta per la realizzazione di una facciata esterna di un edificio.

Il risultato ottenuto è sorprendente. La facciata dell’edificio color bronzo ha un effetto “metallico” brillante. Ottenuto grazie alle proprietà traslucide della bio-resina che avvolge la struttura totalmente realizzata in fibre di canapa.

La scelta del materiale è stata ragionata sulla sperimentazione di materiali di nuova generazione, basati su sostanze naturali, in grado di coniugare ecosostenibilità ed estetica.

La canapa infatti ha proprietà isolanti e traspiranti, è resistente agli agenti atmosferici, come l’umidità e i batteri.
La bio-resina fa invece da “scudo” alla struttura amplificandone la capacità di isolamento e rendendo la facciata “autopulente”.

Tra i materiali innovativi c’è anche un biopolimero (ARBOFORM) a base di cellulosa. Il legno liquido, come i biopolimeri, proviene interamente da risorse rinnovabili. Sia la sua composizione (lignina e cellulosa), che i leganti (cera) e gli eventuali additivi coloranti (zafferano, mirtillo) appartengono alla categoria di risorse altamente rinnovabili.

Si possono realizzare tutti gli oggetti che siamo abituati a vedere di plastica, ma partendo da fonti rinnovabili al 100%. Il legno liquido può essere riciclato più volte una volta ridotto in pellet.

Il sughero

Non può certo mancare il sughero tra i materiali ecosostenibili per l’edilizia.

Lo troviamo, tostato, in un pannello autoespanso, autocollato per isolamenti termo/acustici (Corkpan). Che vanta prestazioni tecniche, ambientali e di sicurezza certificate da Enti terzi, andando ben oltre l’obbligo della Marcatura CE.

Il processo termico di tostatura permette la fusione delle resine naturalmente contenute nella corteccia, che agiscono da collante naturale per aggregare i granuli e formare il pannello.

La tostatura non altera le caratteristiche del sughero, anzi le migliora, in quanto permette al granulo di espandersi, inglobando aria e migliorandone le caratteristiche di coibenza. La colorazione bruna del prodotto non è dovuta ad un’alterazione del sughero ma solo alla sua tostatura.

Altra lavorazione particolare è quella alla base dei pannelli per l’edilizia (Sùaru).

Sùaru è un pannello progettato per l’impiego cosciente e consapevole nell’edilizia moderna sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni, è realizzato con tecniche che garantiscono la qualità costante delle sue eccellenti caratteristiche.

Sùaru è realizzato con un procedimento che rispetta una materia prima così nobile. Le cortecce, dopo la stagionatura all’aria aperta, vengono triturate in granuli per essere assemblate in pannelli per l’edilizia attraverso un ciclo di pressatura a caldo e con l’aiuto di una piccolissima quantità di collanti ad uso alimentare

Il bambù e la lana

Anche il bambù ha impieghi sempre più vari ed estesi.

C’è il caso del pannello per interni (Moso) interamente realizzato in bambù massiccio, ottenuto pressando le strisce di bambù orizzontalmente, verticalmente (versione a nodo stretto) o mediante compressione (versione ad alta densità).

La lana è un componente che ha mostrato interessanti impieghi per le sue caratteristiche di isolamento termico-acustico e di benessere igrometrico. È il caso del materassino agugliato (Edilana Mat) 100% di pura lana vergine di pecora di Sardegna.

Materia prima che è anche il “cuore” di un isolante termo/acustico (Pronto mat) combinato con abete rosso naturale certificato FSC e fibra di legno con composti fenolici a bassa emissione di formaldeide.

Kenaf e altre fibre naturali

Le fibre naturali trovano spazio, in molti impieghi.

Per esempio, sotto forma di mattoni (Geosana), composto di terra cruda, sabbie e diverse fibre naturali.

Le proprietà del mattone Geosana sono molteplici:

  • è in grado di mantenere costantemente un grado di umidità dell’aria intorno al 50%, ideale per l’uomo; accumula umidità fino alla sua saturazione, come detto, ben 100 litri al m³, e la cede quando necessario
  • ha una buona inerzia termica, assorbe il calore quando l’ambiente è caldo e lo restituisce quando si raffredda, regolarizzando la temperatura degli ambienti
  • ha eccellenti proprietà fonoassorbenti, specie nei locali a grande metratura, dove in normali condizioni si verificano rimbombi ed effetti sonori sgradevoli. L’intonaco in argilla attutisce i suoni a bassa frequenza migliorando così il conforto abitativo
  • l’argilla, materiale colloidale, ha una grande capacità di trattenere polvere, gas e odori presenti nell’aria mantenendo quindi l’ambiente salubre e ostacolando la formazione della polvere, fornisce, così, un validissimo contributo alla prevenzione di raffreddori e influenze, nonché di allergie e asma
  • aumenta notevolmente il livello di conforto e rende il microclima abitativo più piacevole e sano
  • è un materiale traspirante che richiede bassi consumi energetici per la sua produzione
  • è un materiale che permette di creare soluzioni estetiche di gran pregio, aggiungendo cocciopesto o altri materiali si creano diversi effetti cromatici, così come utilizzando diversi tipi di posa
  • non fa muffa

C’è la pianta del kenaf, erbacea naturale, le cui fibre vengono usate per diversi scopi, industriali ed energetici. In edilizia la sua fibra è un’ottima base per un isolante acustico anticalpestio (Feltkenaf Plus), anche sotto forma di pannelli (Isolkenaf).

C’è anche il lino, sempre sotto forma di fibra nel pannello coibente (Magripol) per l’isolamento acustico e termico a bassa conduttività, traspirante e ad alta resistenza in ambienti umidi.


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