Emorroidi: un fastidioso disturbo che si può eliminare

Quello delle emorroidi è un problema molto diffuso.

Emorroidi un fastidioso disturbo che si può eliminare

Quando parliamo di emorroidi parliamo della malattia emorroidaria. Cioè delle alterazioni patologiche dei vasi sanguigni arteriosi e venosi che irrorano il canale anale.

L’ultima parte dell’intestino.

Quando questi vasi si gonfiano e si infiammano causano la sindrome nota come malattia emorroidaria. Alla quale spesso ci si riferisce, nel linguaggio comune e anche nella divulgazione, con il termine di emorroidi.

Il dolore è la caratteristica predominante delle emorroidi che, se trascurate, interferiscono con le comuni attività della giornata causando senso di fastidio ed irritabilità, spesso molto importante.

Plessi emorroidali

I vasi sanguigni arteriosi e venosi che irrorano il canale anale prendono il nome di plessi emorroidali. Sono strutture vascolari che giocano un importante ruolo nel mantenimento della continenza fecale.

Essi, al termine della defecazione, si riempiono rapidamente di sangue e contribuiscono, a riposo, al 15-20% della pressione di chiusura anale. Inoltre agiscono a protezione dei muscoli dello sfintere anale, durante il passaggio delle feci.

In genere questi vasi non si alterano. Con il passare degli anni però vari fattori possono portare ad un cedimento strutturale dei tessuti intorno a questi vasi. Accompagnato da gonfiore e infiammazione.

Alla base di questo fenomeno vi è in alcune persone una predisposizione genetica e il processo di invecchiamento.

Emorroidi problema diffuso

Quello delle emorroidi è un problema più frequente di quanto si possa pensare. Le emorroidi sono il più comune disturbo anorettale.

L’entità della loro diffusione non è facile da stabilire, perché molte persone che soffrono di emorroidi non consultano mai il medico. Spesso per paura o per la semplice vergogna di sottoporsi ad una visita.

Dati del National Center for Health Statistics (NHS) americano indicano 10 milioni di persone affette da emorroidi negli USA, con una prevalenza del 4,4%. Altre fonti, riferite sempre ai Paesi industrializzati, parlano di frequenze fino al 30% circa.

Le emorroidi possono colpire chiunque a qualunque età. La loro frequenza aumenta sopra i 50 anni. Età in cui, secondo alcune fonti, ne sarebbe affetto addirittura circa il 50% dei soggetti. Infatti, le emorroidi sono particolarmente diffuse negli anziani.

Nelle donne tendono a prevalere durante il periodo della gravidanza. Il 60% delle donne gravide è affetto da disturbi emorroidari. Si tratta di un problema che emerge alla fine della gravidanza e prosegue fino a dopo il parto. Per oltre la metà delle donne, inoltre, il problema non rientra dopo la nascita del bambino.

Dati della Società Italiana Unitaria di ColonProctologia (SIUCP) indicano che in Italia oltre 3,7 milioni di persone soffrono di emorroidi.

Cosa sono

La definizione del termine emorroidi è molto semplice. Si tratta, infatti, di dilatazioni dei plessi venosi situati in corrispondenza dei tessuti dell’ultimo tratto del retto e dell’ano. Questi piccoli cuscinetti pieni di vasi sanguigni possono ingrossarsi e infiammarsi causando dolore.

Le emorroidi possono essere interne o esterne, a seconda del punto interessato (vedi immagine).

Le emorroidi interne non fuoriescono dall’orifizio anale e si collocano al di sopra degli sfinteri che regolano l’apertura del retto, nella membrana mucosa sottostante. Ciò le rende visibili dall’esterno solo durante i movimenti intestinali che ne determinano la fuoriuscita o attraverso l’esercizio di una forte pressione.

Le emorroidi esterne invece sono generalmente visibili dall’esterno, in quanto collocate nel tessuto sottocutaneo degli sfinteri. Di colore rossastro, che può virare al blu, si presentano normalmente morbide al tatto, ma diventano dure in caso di coagulo.

Condizioni che favoriscono lo sviluppo di emorroidi

Alcune situazioni o condizioni possono favorire la comparsa della malattia emorroidaria.

Le cause principali della comparsa delle emorroidi sono legate a:

  • predisposizione genetica
  • gravidanza e parto
  • stitichezza
  • pigrizia e sedentarietà
  • utilizzo smisurato di lassativi
  • alimentazione sbagliata e dannosa
  • obesità

Esistono inoltre alcuni sport, come il ciclismo, l’equitazione ed il body building che, in virtù delle continue sollecitazioni esercitate sulla zona ano-rettale, possono essere collegate all’insorgenza della malattia.

Emorroidi in gravidanza

Durante il periodo della gravidanza la comparsa delle emorroidi è favorita dall’azione del progesterone.  Un ormone femminile che tra le altre cose induce il rilassamento delle pareti intestinali, favorendo la stipsi. Riduce inoltre  tono della parete dei vasi.

La pressione esercitata dal feto sulle vene del retto e dell’ano, favorisce lo sviluppo delle emorroidi. Ostacola la circolazione del sangue nella zona rettale, soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza.

Per alleviare i sintomi durante la gravidanza è necessario fare affidamento soprattutto ad una dieta corretta, ricca di fibre e acqua, per favorire l’evacuazione.

Da evitare ad ogni costo è il ricorso a preparati orali o topici a base di cortisone ed anestetico, che potrebbero mettere in pericolo la salute del feto.

Cause del dolore

Il dolore è il sintomo tipico delle emorroidi. Si genera quando si ha eccessiva distensione delle pareti dei vasi dei plessi emorroidali. Inoltre il rigonfiamento delle vene porta di conseguenza ad un rallentamento del flusso sanguigno.

Che può essere considerato l’anticamera della formazione di coaguli. Quando a causa di un trombo (coagulo) si ha l’ostruzione del vaso sanguigno, si ha un’importante rigonfiamento della parete del vaso che provoca dolore.

Classificazione delle emorroidi

Ai fini diagnostici si fa una distinzione tra diversi gradi di malattia emorroidaria:

  • emorroidi di I grado, interne al canale anale
  • emorroidi di II grado, che migrano al di fuori del canale anale solo durante l’evacuazione
  • emorroidi di III grado, che scendono all’esterne al canale anale con la defecazione e che devono quasi sempre essere ridotte manualmente
  • emorroidi di IV grado, definitivamente prolassate ed immuni ad ogni tentativo di riduzione manuale

Sintomi

La comparsa delle emorroidi provoca non pochi disturbi.

Di solito si presentano con questi sintomi:

  • dilatazioni venose in prossimità dell’ano
  • colore bluastro
  • infiammazioni e ingrossamento
  • sanguinamento se soggette a sfregature
  • dolori in diverse posizioni
  • bruciore
  • prurito
  • senso di peso rettale

Non è rara la condizione per cui le emorroidi non determinano alcun disturbo, e in questo caso si parla di emorroidi cieche.

In caso di perdita di sangue la cosa più importante a cui riservare la giusta attenzione è il colore del sangue. Che in questo caso dovrà essere rosso vivo, in quanto proveniente dall’ultimo tratto del canale intestinale.

Il colore del sangue è tanto più scuro quanto più interna nell’intestino è la sede all’origine del sanguinamento.

Il dolore può presentare diversi gradi di intensità, dal semplice fastidio, durante l’evacuazione o da seduti, al dolore lancinante, nel caso in cui le emorroidi risultino infiammate.

Di solito il dolore è associato alle emorroidi esterne.

Mentre la sensazione di fastidio e di irritazione si accompagna la maggior parte delle volte alle emorroidi interne. Queste ultime infatti tendono a secernere muco, soprattutto se di grandi dimensioni. Il muco è responsabile dell’irritazione e del prurito nella zona anale.

La malattia emorroidaria può evolvere in una forma cronica. Caratterizzata da intenso dolore, a diarrea con sanguinamento, ed all’eventuale sviluppo di ragadi o fistole anali.

E’ per evitare questo tipo di scenario che è sempre consigliabile iniziare la giusta cura il prima possibile, superando inutili tabù e rivolgendosi al proprio medico di fiducia.

Quello che non tutti sanno, infatti, è che, se opportunamente trattate, le emorroidi possono guarire, rendendo chi ne soffre libero dal dolore e dal senso di fastidio che il più delle volte riferisce di provare.

Terapia

La scelta del trattamento più adeguato per risolvere il problema delle emorroidi è strettamente legata allo stadio della malattia. Nelle forme iniziali, o comunque a scopo preventivo, si possono ottenere risultati soddisfacenti apportando semplice modifiche alla abitudini alimentari ed igieniche ed allo stile di vita in generale.

Modifiche dello stile di vita

E’ fondamentale prendere tutte le misure possibili per prevenire o curare la stitichezza che è alla base della formazione delle emorroidi.

Quindi scegliere un tipo di alimentazione più sana e adatta. Che mantenga regolare l’attività intestinale, privilegiando nella dieta gli alimenti che facilitano la mobilità intestinale.

Cercando di evitare: pasti abbondanti, birra, vino, caffè forti, superalcolici, insaccati, cacciagione, grassi di origine animale, formaggi stagionati e fermentati, dolci grassi, condimenti piccanti o grassi, affumicati, sottaceti, spezie e salse piccanti, fritture.

E’ importante poi praticare attività fisica ed evitare uno stile di vita eccessivamente sedentario.

Si consigliano pertanto passeggiate, nuoto, qualche esercizio di ginnastica per tonificare i muscoli addominali ed esercizi per il pavimento pelvico.

Altri consigli utili:

  • Abolire del tutto il fumo di sigaretta.
  • Assecondare lo stimolo della defecazione evitando di prolungare l’attesa sul water più a lungo del necessario
  • Evitare di sollevare pesi
  • Evitare di sedersi su superfici calde
  • Evitare i bagni molto caldi perché aumentano il flusso sanguigno e peggiorano il gonfiore delle emorroidi
  • Evitare di indossare indumenti molto aderenti, in quanto favoriscono frequenti irritazioni e infiammazioni

Non bisogna rimanere molte ore di seguito nella stessa posizione in piedi o seduti, perché viene rallentato il ritorno del sangue venoso e si può evidenziare quindi una stasi.

Igiene intima

Una corretta igiene intima è fondamentale. Deve essere ripetuta dopo ogni evacuazione. Con frequenti bidè con acqua fresca ( non fredda) e un sapone neutro (anche 3-4 volte al giorno per alcuni minuti).

È importante lavare con estrema delicatezza la zona interessata. Non bisogna sfregare mai con energia perché si potrebbe causare un peggioramento delle emorroidi.

Rimedi naturali

Questi rimedi possono essere utili nelle forme lievi di emorroidi.

La camomilla è l’erba più indicata per la nota azione lenitiva, rinfrescante e antinfiammatoria. Può essere utilizzata sotto forma d’impacchi o lavande esterne.

Basta riscaldare dell’acqua fino a farla bollire e aggiungere dei fiori naturali di questa pianta che cresce anche spontaneamente. Se invece non sei provvisto della pianta con i fiori freschi puoi sempre utilizzare le classiche bustine.

Lascia intiepidire l’acqua con la camomilla (non aspettare che sia fredda perché irriterebbe) e procedi. Con una lavanda dove immergere la parte interessata per almeno 20 minuti o in alternativa si può scegliere gli impacchi con delle semplici garze.

L’efficacia di questo “unguento” naturale risiede nella sua azione che riduce il prurito e l’infiammazione e non ha nessuna controindicazione.

Foglie di centella

Un’altra pianta che può esserti utile nel trattamento delle emorroidi è la centella di cui vengono utilizzate le foglie.
La centella asiatica ha proprietà cicatrizzanti ed è capace di stimolare la produzione naturale di collagene, quindi ripara naturalmente le ferite.

Ippocastano e castagne

Risulta essere assai efficace contro le emorroidi l’ippocastano e le castagne. Soprattutto quelle secche che in inverno trovi facilmente in vendite in tutti i supermercati. L’ ippocastano è indicato nel trattamento delle ulcere quindi è un cicatrizzante naturale.

Può essere assunto sia per via orale che con impacchi cutanei. Anche le castagne hanno più o meno gli stessi effetti con il vantaggio di essere anche gustose e particolarmente gradevoli duranti il periodo invernale.

Psillio

E’ una pianta officinale particolare perché a contatto con l’acqua assume una consistenza gelatinosa che ingerita fa in modo di ammorbidire le feci.

Questo gel ha proprietà lassative e lenitive sulla mucosa dell’intestino. L’assunzione del psillio consiste nel versare due cucchiai in un bicchiere d’acqua e lasciar riposare per una notte.

Al mattino bere tutto d’un sorso a stomaco vuoto, e durante la giornata assumere comunque molta acqua per evitare di cadere in fenomeni di stitichezza.

L’azione positiva del psillio è che facilita il passaggio delle feci rendendole morbide. Favorendo un tranquillo svuotamento dell’intestino che quindi ti eviterà lo sforzo durante la defecazione.

Propoli

E’ un antibiotico e un cicatrizzante naturale, rafforza le pareti dei vasi sanguigni e permette il ritiro delle emorroidi gonfie. In tal modo protegge dal dolore.

Terapia medica locale

Sono numerosi i prodotti in commercio, a base di cortisonici e di anestetici locali, in grado di ridurre l’infiammazione e l’edema, alleviando il prurito ed il dolore. I preparati locali come le pomate sono preferibili alle supposte.

Prima di applicarle è sempre meglio parlarne con il proprio medico.

Se invece lo stadio è più avanzato, come nel caso delle emorroidi di secondo e terzo grado, l’utilizzo di medicamenti topici potrebbe non essere sufficiente ad ottenere una significativa risposta.

Interventi chirurgici

Ancora oggi molti pazienti hanno il terrore di accostarsi all’intervento chirurgico. Ciò è dovuto in parte al punto del corpo interessato, particolarmente intimo e delicato. In parte ad un retaggio del passato. Un tempo, infatti, le operazioni erano lunghe e dolorose. Oggi però grazie ai passi da gigante compiuti dalla chirurgia e dalla medicina in generale vi sono varie forme di intervento chirurgico. Alcune semplici, veloci ed indolori.

Interventi ambulatoriali

Alcuni interventi possono essere eseguiti in regime ambulatoriale.

La legatura elastica è raccomandata nei pazienti che presentano un grado tra 1º e 3º della malattia. Si tratta di una procedura in cui vengono applicati elastici sulle emorroidi interne. Entro 5-7 giorni, le emorroidi cadono. Il tasso di successo dell’intervento è stimato intorno all’87%.

La scleroterapia comporta l’iniezione nelle emorroidi di un agente sclerosante, come il fenolo. Ciò comporta che le pareti delle vene collassino e che le emorroidi raggrinziscono. Il tasso di successo, a quattro anni dopo il trattamento, è di circa il 70%.

La crioterapia selettiva è una metodica ambulatoriale che coniuga la legatura elastica del nodulo emorroidario con la crioterapia. Queste due tecniche, prese singolarmente, mostrano alcuni inconvenienti, ma se associate sono in grado di far convergere le caratteristiche migliori dell’una e dell’altra.

Attualmente è sicuramente tra i rimedi più efficaci ed allo stesso tempo meno dolorosi.

Grazie alla crioterapia selettiva possiamo decidere su quali noduli emorroidari (interni, o prolassati) intervenire. Questi vengono isolati dalle mucose sane mediante una speciale legatura che ci consente di trattare solo le zone scelte.

La possibilità di selezionare su che tipo di tessuto intervenire, isolando i noduli dalle mucose sane assicura una serie di importanti vantaggi:

  • Nessuna puntura lombare, in quanto l’anestesia è localizzata su ogni singolo nodulo
  • Assenza di punti di sutura metallici o a filo
  • Assenza di cicatrici stenosanti (che possono provocare un restringimento del retto), perché la parete rettale non viene coinvolta in alcun modo
  • Assenza di rischi di lesioni allo sfintere

È possibile eseguire un intervento completo in un’unica seduta senza dover ricorrere a ulteriori sedute.
Dopo l’intervento ogni paziente è perfettamente in grado di tornare autonomamente alla propria abitazione e di riprendere subito le proprie attività.

Vera chirurgia

In alcuni casi è necessario un vero e proprio intervento chirurgico con anestesia generale e ricovero in ospedale.

Cosa abbiamo imparato

I vasi sanguigni che irrorano il canale rettale, soprattutto con l’invecchiamento e in caso di stipsi possono andare incontro alla malattia emorroidaria, I vasi sanguigni si dilatano e molte volte vengono interessati da trombosi. Questi fenomeni provocano dolore e sanguinamento. Rendendo la malattia emorroidaria molto fastidiosa e spesso quasi invalidante.

Ai primi segni di comparsa delle emorroidi è utile apportare variazioni nello stile di vita, volti soprattutto a ridurre la stitichezza.

Nelle forme più avanzate è necessario un intervento chirurgico che generalmente oggi viene eseguito regime ambulatoriale e non crea nessun problema.

Ai primi segnale di ingrossamento delle emorroidi parliamone subito con il nostro medico di fiducia. Troveremo con lui la strada migliore per risolvere questo fastidiosissimo problema.


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