Le cellule invecchiano di otto anni senza attività fisica

Senza attività fisica le nostre cellule invecchiano molto più rapidamente.

Cellule invecchiate di otto anni senza attività fisica

Ce lo rivela una ricerca dell’Università della California di San Diego.

Sappiamo da sempre che il movimento costituisce una delle più basilari funzioni umane. Salute e benessere ne dipendono in misura importante lungo l’intero arco della vita.

Già Giovenale scriveva “mens sana in corpore sano” nel I secolo d.c.

Il tema è tornato di grande attualità nell’età contemporanea e nel mondo occidentale. Dove lo stile di vita spesso ci porta ad una pericolosa sedentarietà.

Fin da bambini il movimento all’aria aperta viene sostituito da ore passate davanti al computer o alla televisione. Il tutto spesso associato ad una alimentazione ricca di grassi dannosi, con un eccesso di proteine e di calorie.

Il risultato è l’aumento in maniera esponenziale dell’obesità, del diabete, dell’ipertensione arteriosa, delle malattie legate alla sofferenza delle arterie come l’aterosclerosi.

Gli studi scientifici che confermano l’importanza dell’attività fisica, di muoversi in qualunque modo possibile sono ormai tantissimi.

Ora da San diego arriva una ricerca che certifica e documenta come la mancanza di attività fisica possa portare ad un invecchiamento precoce delle nostre cellule.

La ricerca

Lo studio ha coinvolto circa 1.500 donne di età compresa tra i 50 e i 79 anni. Alle donne è stato chiesto di compilare dei questionari e di indossare un accelerometro, posizionato sull’anca destra, notte e giorno per una settimana.

In questo modo i ricercatori hanno potuto valutare con buona precisione il tempo delle donne passato sedute. Oppure senza movimento e il tempo passato camminando o facendo un’attività fisica. Sono state prese in considerazione anche gli sforzi legato alle pulizie domestiche.

Dall’analisi dell’accelerometro e dei questionari si è ricavato il numero di ore settimanali in cui queste donne svolgevano un’attività fisica da moderata a intensa.

In tutte le donne coinvolte nello studio, attraverso un prelievo di sangue è stato misurato l’accorciamento dei telomeri dei leucociti.

I leucociti sono le cellule bianche del sangue, cioè le cellule del nostro sistema immunitario presenti nel sangue.

I telomeri

Nel nucleo di tutte le nostre cellule sono presenti i cromosomi. Nei cromosomi è conservato il nostro DNA. Cioè tutti i geni che regolano lo sviluppo e il funzionamento del corpo umano. 

Il telomero è la regione terminale di un cromosoma. Questa regione è molto importante. Infatti ha il compito di proteggere le estremità del cromosoma dal deterioramento. Di proteggere quindi i nostri geni contenuti nel DNA.

Ogni volta che una cellula si divide il DNA si duplica in maniera esatta. In questa duplicazione una parte dei telomeri viene utilizzata per proteggere il cromosoma e quindi il DNA dal deterioramento.

Se non vi fossero i telomeri la replicazione del DNA comporterebbe il rischio di una significativa perdita di informazione genetica ad ogni replicazione. Però ogni volta che una cellula si replica i telomeri si accorciano. In pratica si consumano. Mano a mano che le cellule si duplicano i telomeri si accorciano perché sono via via consumati.

Il progressivo accorciamento dei telomeri ad ogni ciclo replicativo si associa a diverse malattie come le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e i tumori.  

Questo perché l’accorciamento dei telomeri rappresenta l’invecchiamento delle cellule. Accompagnato da una loro progressiva perdita di funzioni.

Telomeri e morte cellulare

Ad un certo punto i telomeri sono troppo corti e non permettono più alla cellula di replicarsi. La cellula è troppo vecchia per essere mantenuta in vita e prende la via dell’apoptosi cioè della morte cellulare programmata.

Sono una specie di orologio biologico. Ad un certo punto l’accorciamento dei telomeri segnala che la cellula è troppo vecchia per continuare a riprodursi e quindi va incontro alla morte.

Il nostro organismo ha diversi strumenti per cercare di bilanciare il fenomeno dell’invecchiamento cellulare.

Nelle cellule staminali esiste un enzima la telomerasi che è in grado di ricostruire la porzione di telomeri persa mano a mano che la cellula si divide.

Telomeri e cellule tumorali

Nelle cellule dei tumori le telomerasi si attivano. Questo rende le cellule tumorali immortali o quasi, perché i telomeri non si accorciano più e le cellule non vanno incontro al normale invecchiamento cellulare e non muoiono.

Devono essere uccise con la chemioterapia o la radioterapia. Se non si interviene dall’esterno le cellule tumorali continuano a vivere e a proliferare fino ad uccide la persona che ospita il tumore.

Accorciamento dei telomeri ed invecchiamento

Negli ultimi anni si è incominciato a considerare la lunghezza dei telomeri come un indicatore dello stato di salute e un predittore di longevità delle persone.

Nelle persone anziane i telomeri sono più corti. Vari fattori ambientali che favoriscono l’invecchiamento, come lo stress, favoriscono anche l’accorciamento dei telomeri.

Si può bloccare l’invecchiamento

Diversi studi su animali da esperimento hanno messo in evidenza come l’accorciamento dei telomeri si può bloccare attraverso la somministrazione della telomerasi.

Se in topi con telomeri corti e chiari sintomi di invecchiamento veniva riattivata la telomerasi si assisteva ad un rapido ed inequivocabile ringiovanimento.

Queste osservazioni hanno destato un grande scalpore perché dimostravano chiaramente che l’invecchiamento può essere combattuto. Può regredire quando si interviene sul meccanismo che controlla la lunghezza dei telomeri.

Esiste però un rovescio della medaglia. L’utilizzo della telomerasi può favorire la comparsa di tumori.

Gli sforzi della ricerca scientifica sono incentrati sul tentativo di risolvere il problema del completo controllo della telomerasi.

Il tentativo cioè di attivare le telomerasi nelle cellule vecchie e di spegnerla nei tumori. Se e quando questo si tradurrà in interventi sull’uomo, e se questi interventi riusciranno a rallentare l’invecchiamento e a debellare tumori, è però difficile da prevedere.

Torniamo allo studio californiano

Analizzando il numero di ore di attività fisica settimanali e l’accorciamento dei telomeri gli scienziati californiano sono arrivati ad un’importante conclusione.

Le donne anziane che trascorrono più di 10 ore della loro giornata sedute e che fanno pochissima attività fisica presentano cellule che sono di ben 8 anni più ‘vecchie’ da un punto di vista biologico, rispetto alle coetanee più attive.

Cioè hanno i telomeri più corti come se si fossero replicate di più e fossero più vecchie.

Con un’attività fisica di mezz’ora al giorno le donne presentano cellule più giovani di almeno otto anni.

Questo fenomeno vale a qualsiasi età anche a 80 anni.

Bisognerebbe dunque cominciare a fare attività fisica sin da giovani e proseguirla come componente normale della vita quotidiana per tutta la vita.

Inoltre le donne con uno stile di vita non salutare presentano telomeri più corti rispetto a donne con uno stile di vita salutare. Stress, fumo di sigaretta, alcol, obesità producono un ulteriore accorciamento dei telomeri.

Cosa abbiamo imparato

L’accorciamento dei telomeri dei nostri cromosomi sono uno degli indici dello stato di salute  ed invecchiamento del nostro corpo.

Questo studio rappresenta un’ulteriore evidenza scientifica di come uno stile di vita sano sia ad oggi l’unico strumento per rallentare l’invecchiamento e le sue conseguenze.

Una dieta equilibrata, evitare fumo, alcol e soprattutto una costante e regolare attività fisica sono un elisir di lunga vita certificato.


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