Casa ecologica: abitare a pieno il benessere

Vi è sempre un maggiore richiesta di una casa ecologica, sostenibile.

Casa ecologica abitare a pieno il benessere

Sempre più in armonia con l’ambiente che circonda l’uomo e con l’uomo stesso.

Un luogo in cui abitare a pieno il benessere.

Il benessere è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano. Caratterizza la qualità della vita di ogni singola persona, è uno stato complessivo di buona salute fisica, psichica e mentale.

Tra gli aspetti fondamentali di questa concezione vi è l’ambiente in cui l’uomo vive.

In modo particolare l’ambiente in l’uomo ritrova la famiglia, si riposa, mangia, dorme.

Cioè l’ambiente domestico, la casa che deve creare una sempre maggiore condizione di armonia per l’uomo che la abita. Tra l’uomo e ambiente.

Vi è sempre maggiore richiesta di armonizzare l’ambiente abitativo con le caratteristiche delle persone che devono usufruirne.

Arredi, gli interni, i colori devono influire in maniera positiva con lo stato di salute e sui rapporti interpersonali nell’ambito della famiglia.

Questo atteggiamento non può che essere accompagnato con la ricerca di un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema ambientale.

La casa va concepita come guscio intorno all’uomo, ispirata ai principi dell’abitare sano, in sintonia con l’ambiente naturale che la circonda.

In questo contesto si inserisce la casa ecologica.

Le caratteristiche della casa ecologica

La casa ecologica ha delle caratteristiche ben precise. Deve in primo luogo essere una casa che tutela la salute, con un equilibrato ricambio d’aria. Uno smaltimento dell’umidità efficiente.

Deve essere confortevole in base alle caratteristiche delle persona che la abitano.

Deve utilizzare materiali naturali non trattati e certificati come biocompatibili. Materiali che permettano di favorire salute, comfort e pieno riciclo degli stessi.

Costruita con tecniche di lavorazione biocompatibili, che predilige quando possibile il recupero edilizio.

In cui sia centrale l’efficienza energetica, la riduzione dei consumi energetici, l’uso di energie rinnovabili.

Con un uso di elettrodomestici e soluzioni abitative sempre più intelligenti.

Un casa ecologica, ecosostenibile migliora la nostra vita e diminuisce il nostro impatto sull’ambiente.

Il progetto di una casa ecologica deve essere seguito da esperti. Ingegneri ed architetti del settore, che sanno consigliare e suggerire le migliori tecniche, adatte a questi scopi. Che si tratti di costruire ex novo o di riqualificare l’esistente, i punti da seguire sono quelli sopra elencati.

Tendenze da correggere

L’edilizia fino ad oggi è spesso sinonimo di spreco.

Questo settore è responsabile della metà dei consumi energetici di tutta Europa. In Italia spendiamo in media tra i 1.500 e i 2.000 euro all’anno per riscaldare o rinfrescare le nostre abitazioni (dati Legambiente).

E’ un settore alto impatto ambientale caratterizzato dal consumo di materiali e di suolo. Potrebbe invece essere il tassello fondamentale della rivoluzione ecosostenibile. In cui si mira  a minimizzare il consumo di materiali e di suolo. A fare in modo che la maggior parte dei materiali derivi dal riciclo proveniente dalle costruzioni.

In cui si mira al risparmio energetico in tutte le sue varianti e possibilità.

Non è una ricetta utopica, ma una concreta strada di sperimentazione e innovazione. Attraverso la quale diventa possibile ridurre l’impatto sull’ambiente. Produrre innovazioni capaci di creare, al contempo, lavoro e opportunità per le imprese.

La casa che tutela la salute

Il ricambio d’aria è fondamentale per evitare problemi di umidità, muffa e inquinamento domestico.

Grazie al ricambio d’aria sarà possibile eliminare particelle inquinanti, ridurre il rischio di asma e allergie. Soprattutto ridurre il pericolo di esalazioni di monossido di carbonio legate all’impiego di caminetti, stufe o caldaie con tiraggio insufficiente. I ricambi d’aria sono fondamentali per eliminare i cattivi odori in casa.

La casa ecologica va dotate di ampie finestre. La luce è una terapia soprattutto per il nostro benessere mentale. Per la nostra anima.

Quando la casa ecologica è in campagna è possibile arieggiare il locale sfruttando la ventilazione naturale. Quando le temperature esterne sono molto estreme (eccessivo caldo o freddo), aprire le finestre causerà un sovraccarico per l’impianto di riscaldamento in inverno e raffrescamento d’estate.

Per massimizzare il ricambio d’aria e impattare al minimo sul condizionatore estivo o invernale, piuttosto che tenere socchiusa la finestra è consigliato spalancarla per pochi minuti. Bastano un paio di minuti per arieggiare una stanza ampia. Chi, da un’unica finestra vuole eseguire il ricambio d’aria dell’intera casa, non dovrà spingersi oltre i 10 minuti.

Esistono sistemi ad hoc atti a sfruttare la ventilazione naturale per generare dei vortici d’aria. Tali sistemi sarebbe meglio progettarli contestualmente alla realizzazione dell’edificio tuttavia è possibile metterli a punto anche in secondo momento.

Un sistema di ventilazione naturale molto antico è il compluvium, impiegato nelle domus romane e dagli arabi in epoca medievale. Tale sistema consiste nel contrapporre due aperture (due finestre, due porte, una porta e una finestra…) nello stesso ambiente.

In altre parole, se in casa vostra avete due aperture su pareti opposte, potete spalancarle per risparmiare sul condizionamento estivo. Si andrà a creare un vortice d’aria che potrà essere raffreddato ponendo un bacile d’acqua fredda in corrispondenza alla finestra meno soleggiata.

Se state progettando una ristrutturazione, nello studiare la disposizione delle finestre in casa tenete conto di questo semplice principio. Che vi consentirà di massimizzare la ventilazione naturale e risparmiare sull’uso dei condizionatori estivi.

Sistemi di ventilazione meccanica

Se aprire le finestre può sembrare la soluzione migliore per eseguire il ricambio d’aria va segnalato che non è priva di controindicazioni. Aprendo le finestre affrontiamo due problemi: inquinamento acustico
dissipazione di energia termica (aria riscaldata o rinfrescata)

Per non rinunciare al comfort abitativo, esistono sistemi di ventilazione meccanica con recupero di calore.
Un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata con recupero di calore è un sistema che consente l’estrazione dell’aria viziata da stanze umide. Come cucina, bagno, lavanderia, ripostiglio, locali pubblici.

Che, contemporaneamente, prende l’aria nuova all’esterno e la immette nelle camere e nel soggiorno. L’aria nuova immessa è filtrata e pretrattata naturalmente da uno scambiatore di calore che recupera l’energia termica dell’aria estratta.

La polvere presente in sospensione nell’aria interna e le sostanze inquinanti prodotte nelle nostre case (come CO2, emissioni dei mobili, adesivi, formaldeide) vengono continuamente scaricate all’esterno. Recuperando però il calore, con un’altissima efficienza: l’aria calda (ma viziata) che esce scalda l’aria fredda ma pulita che entra.

Aspiratori per bagno e cucina

Gli aspiratori sono dotati di ventole in grado di creare un vortice d’aria che genera un ricircolo atto a evitare condensa, umidità sui muri.  Questi impianti vengono spesso chiamati estrattori d’aria, sono compatti e per minimizzare l’ingombro è possibile scegliere modelli da incasso.

Al momento dell’acquisto di un qualsiasi sistema di ventilazione, sarà necessario effettuare un calcolo della portata dell’aria.

La scelta dei materiali per la casa ecologica

La scelta dei materiali per la casa ecologica è fondamentale.

Devono essere naturali e riciclabili. Esiste una gamma sempre più vasta di materiali naturali certificati. Spesso questi materiali consentono anche un ottimo isolamento termico ed acustico. sono resistenti al fuoco. Sono molto solidi.

Oltre al legno e il sughero stanno sono stati rivalutati per le loro proprietà materiali come: la canapa, Il bambù, la lana, il Kenaf e il lino solo per fare qualche esempio.

Energia: rinnovabile ed accumulabile

Produrre ed accumulare energia dal sole è evidentemente una delle scelte fondamentali.

Attraverso gli impianti fotovoltaici si può produrre energia elettrica.

Attraverso il solare termico si scalda l’acqua ad uso domestico, in sostituzione delle caldaie alimentate tramite gas naturale.

Va detto che gli incentivi, purtroppo, sono finiti e la detrazione fiscale non c’è più almeno se consideriamo i lavori come efficientamento energetico.

C’è però ancora un modo per ottenere dei benefici fiscali scegliendo il fotovoltaico che ha a che fare con le ristrutturazioni edilizie.

Dobbiamo anche sottolineare che oggi il prezzo di un impianto fotovoltaico si è ridotto moltissimo rispetto agli anni in cui erano attivi gli incentivi statali. Questo grazie ad un’offerta maggiore e al miglioramento dell’efficienza dei pannelli.

Meglio se si riesce ad accoppiare il fotovoltaico con il solare termico, per riscaldare l’acqua ad uso domestico. Per il solare termico gli incentivi valgono ancora. La detrazione del 65% termina alla fine il 31 dicembre 2017, salvo proroga, scendendo al 36%.

Impianto fotovoltaico con accumulo

L’evoluzione del fotovoltaico sta nell’accumulo o storage di energia. Ovvero nell’installazione batterie in grado di stoccare l’energia prodotta e di rilasciarla nel momento di necessità.

Per capire come funziona dobbiamo partire dal fatto che un impianto fotovoltaico tipicamente produce energia che non può essere tutta consumata nel momento in cui viene prodotta. In aggiunga il grosso dell’energia elettrica viene prodotta durante il giorno, mentre il maggior consumo avviene poi durante la notte.

Gli impianti fotovoltaici con accumulo nascono proprio per risolvere questo problema ed evitare di ricorrere sempre allo scambio sul posto. Ovvero nel vendere elettricità durante la giornata per poi invece riacquistarla durante la sera. L’accumulo altro non è che una batteria in grado di immagazzinare l’elettricità, per poi utilizzarla quando se ne ha bisogno.

Con l’installazione di un impianto fotovoltaico con accumulo, si riesce a coprire addirittura l’80% del fabbisogno energetico giornaliero.

Prima di poter cominciare anche soltanto a pensare alla possibilità di installare un impianto con accumulo, dovremo pensare a dove mettere il sistema, appunto, di accumulo. Si tratta di batterie relativamente ingombranti e che dunque hanno bisogno di un’area appositamente designata ad ospitarle.

Riscaldare e rinfrescare la casa ecologica

In questo caso le possibilità sono multiple, tutte da valutare caso per caso.

Il riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento in realtà non è una novità. E’ la riscoperta di un sistema in voga tra gli anni ’50 e ’70. Oggi però può godere di molti miglioramenti tecnologiche che ne consentono un funzionamento più efficiente rispetto al passato.

Si tratta di un sistema costituito da tubazioni (nel caso di impianto ad acqua a circuito chiuso) o resistenze elettriche (nel caso di impianto elettrico), disposte sotto il pavimento. Su cui si appoggiano pannelli isolanti. Queste emettono calore in modo uniforme dal basso verso l’alto.

Più frequentemente capita di avere a che fare con riscaldamenti ad acqua. L’acqua può essere riscaldata da una caldaia. Nella casa ecologica viene riscaldata da una pompa di calore oppure ancora da impianti fotovoltaici o solari termici.

Che si tratti di riscaldamento a pavimento ad acqua o elettrico la caratteristica distintiva è quella di assicurare una distribuzione ottimale del calore nelle stanze.

Il principio in base a cui i pannelli riescono a trasmettere calore a tutto l’ambiente domestico è quello dell’irraggiamento. Attraverso questa proprietà, il calore si diffonde in modo omogeneo da terra fino al soffitto. In questo modo, il riscaldamento a pavimento supera il limite dei sistemi di riscaldamento tradizionali.

Che è quello di tendere a concentrare il calore nelle zone più vicine alla fonte di emissione (cioè il termosifone).
Si ottiene così un miglioramento delle condizioni di benessere all’interno della casa, che sarà riscaldata in modo uniforme.

L’altra caratteristica eco-friendly di questo sistema di riscaldamento è che per funzionare bene sono sufficienti anche basse temperature dell’acqua (almeno in confronto ai radiatori). L’acqua calda di un riscaldamento a pavimento ha infatti una temperatura compresa tra i 30 e i 40°C. E’ all’incirca la metà dei 70°C dei tradizionali impianti a radiatori. Anche gli impianti elettrici funzionano con temperature analoghe.

Vantaggi principali del riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pannelli radianti comporta un importante vantaggio economico ed ambientale. Le spese iniziali di acquisto sono infatti superiori (anche del 50%) rispetto a quelle previste per i sistemi di riscaldamento classici. Ma la maggiore spesa è ammortizzabile entro un arco di tempo limitato grazie al risparmio energetico con esso conseguibile.

Questo sistema può convertirsi anche in un impianto di raffrescamento. Semplicemente con l’immissione di acqua fredda (anche solo 15-17 °C) al posto dell’acqua calda, si ottiene il risultato di rinfrescare l’ambiente senza gli svantaggi e i consumi energetici collegati ai condizionatori.

Il sistema permette una migliore e più uniforme diffusione del calore. Il calore si diffonde in maniera omogenea negli interni.

Il riscaldamento a pavimento è perfetto per utilizzare energie rinnovabili. Usare le rinnovabili per i radiatori è attualmente impossibile. Portare l’acqua fino ai 70° richiede un riscaldamento a gas o gasolio.

A differenza dei radiatori, che producono polveri nocive che poi ci troviamo a respirare, nel caso del riscaldamento a pavimento questo problema è assai minimizzato. Con il riscaldamento a pavimento, l’aria non si riscalda e conserva quel tasso di umidità indispensabile per far cadere le particelle nocive nell’aria. Il tutto con ovvi benefici per la nostra salute.

Vantaggi minori

Un impianto di questo tipo ci consenta un ventaglio più ampio di opzioni per arredare gli interni. Anche il pavimento può essere del tipo che volete. Con il riscaldamento a pavimento non si registrano variazioni significative della resa termica dovute alla scelta del tipo di pavimento.

L’unica cosa cui fare attenzione, nel caso vogliate posare un pavimento in parquet, è che la posa vada fatta da un parquettista abile. Vanno utilizzate dimensioni ridotte, in quanto il pavimento deve essere stabile e ben posato per prevenire la possibilità che si alzi.

Generalmente un sistema di riscaldamento a pavimento necessita di un numero minore di interventi di manutenzione e riparazioni in confronto ai tradizionali radiatori. Va comunque prevista una manutenzione periodica dell’impianto, con un lavaggio completo.

Parimenti è opportuno aggiungere all’acqua che gira nei tubi additivi che la puliscano e la liberino dai fanghi. La presenza di fanghi, alghe e calcare, nonché eventuali fenomeni di corrosione, possono provocare guasti o una diminuzione della sua resa energetica.

Ogni stanza potrà avere la sua temperatura ideale (ed omogenea) grazie al collocamento di un termostato per il controllo della temperatura. In questo modo, ridurremo anche lo spreco energetico.

Svantaggi del riscaldamento a pavimento

I costi di realizzazione dell’impianto sono più alti rispetto ai classici termosifoni. In media, in un 30% circa. Ma possiamo arrivare tranquillamente fino al 50%. Ciò dipende a seconda della qualità dei materiali acquistati e dell’assistenza fornita.

I possibili danni alle tubazioni obbligano a rimuovere almeno in parte il pavimento.

Pavimenti in parquet. Se non posati a regola d’arte, potrebbero sollevarsi, con ovvi disagi per gli utenti.

Un sistema di riscaldamento a pavimento ci obbliga ad alzare almeno di 5 cm la pavimentazione. Questo può essere un problema quando si ristruttura, ci sono mobili su misura o altre eventualità da tenere presente.

Un sistema radiante non può essere acceso e spento ad intermittenza. Va tenuto acceso almeno per un giorno affinché riscaldi l’ambiente e va tenuto in funzione una volta raggiunta la temperatura desiderata. Ciononostante, consente risparmi energetici consistenti, come spiegato, stante la necessità di riscaldare meno l’acqua o il filo elettrico.

Le pompe di calore

Le pompe di calore sono impianti di climatizzazione completamente elettrici. Possono essere aria/aria o aria/acqua, e possono ovviamente essere alimentate da fotovoltaico.

L’evoluzione tecnologica delle pompe di calore è stata straordinaria. Oggi si trovano soluzioni per ogni tipo situazione. Con la pompa di calore si possono coprire le esigenze di raffrescamento, riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, praticamente per ogni abitazione, dall’appartamento in condominio, fino alla villa isolata.

Ultimamente sono apparsi persino modelli minimi pensati solo per la produzione di acqua calda sanitaria. Che usano come sorgente di calore l’aria riscaldata dal sole. Aria che si forma dietro una piastra esterna nera, una sorta di ibrido tra solare termico e pompa di calore.

Infissi, serramenti, tinteggiatura

Molto importanti anche gli infissi e i serramenti, che contribuiscono a isolare la casa da sbalzi termici indesiderati.

Un adeguato isolamento delle pareti, unito al montaggio di infissi con doppi vetri garantisce comfort domestico e fa risparmiare sulla bolletta.

La tinteggiatura esterna ed interna degli ambienti può contribuire a ridurre i consumi ed aumentare l’efficienza. Grazie alle nanotecnologie e a molecole come gli ossidi di silicio e di titanio.

Domotica

Oggi la domotica può entrare direttamente nelle nostre case per misurare i consumi effettivi. Guidare l’utente ad intervenire laddove c’è più bisogno. I servizi oggi a disposizione collaborano in maniera intelligente a risparmiare l’energia domestica. Puntando sul risparmio energetico e aiutando così l’utente a tagliare i consumi energetici e di acqua.

Quanto costa costruire una casa ecologica

I costi per costruire una casa ecologica sono ovviamente superiori alla media. Questo dipende sia dalla qualità dei materiali scelti. Sia dal tipo di maestranze alle quali dovremo affidarci, più qualificate e meglio preparate per realizzare il nostro obiettivo.

L’investimento iniziale però sarà presto ammortizzato, diciamo nel giro di qualche anno. Grazie alle migliori performance energetiche di quella che potremmo anche considerare una casa ad impatto vicino allo zero.

Cosa abbiamo imparato

La casa ecologica è perfetta per vivere a pieno il nostro benessere. Fa bene all’ambiente e nel medio periodo anche al portafoglio.

Ha come caratteristiche: un’attenzione alla salute e al comfort. Deve essere fatta con materiali e tecniche di lavorazioni biocompatibili. Avere una particolare attenzione all’efficienza energetica attraverso l’uso di energie rinnovabili. Il tutto controllato dalle più moderne tecniche domotiche.


Se clicchi sulle frasi azzurre sottolineate si apre un link.
Se hai trovato interessante questo articolo condividilo oppure

Lascia commenti ed idee sul post